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Quand'è che ci siamo dimenticati che sono le persone e non i brand a fare i giochi? - editoriale

La chiususa di Telltale è un fatto che colpisce gli uomini prima di tutto. E Clementine se ne ricorderà.

Il crollo di Telltale, creatore della serie di giochi a episodi dedicata a The Walking Dead, ha scosso l'intera industria videoludica. In un colpo solo oltre duecento persone hanno perso il loro lavoro. La cosa è già abbastanza scioccante di per sé, ma non avete ancora sentito il pezzo forte: Telltale lascia andare via queste persone senza dare loro la liquidazione. Ciò significa che centinaia di dipendenti faranno fatica a pagare gli affitti, i mutui e forse anche a sfamare le proprie famiglie. Secondo un ex membro del team, alcuni di loro avevano iniziato a lavorare per Telltale solamente da una settimana, prima che lo studio chiudesse, e alcune di queste persone ovviamente hanno dei figli. Almeno uno di loro è stato trasferito dall'altra parte del Paese. La situazione è insomma davvero sconfortante.

L'immediato sostegno sui social da parte dell'industria e di molti giocatori è stato sicuramente qualcosa di positivo. Ma non appena alcune società di videogiochi, come Ubisoft, hanno reso note le posizioni disponibili all'interno della loro azienda e i fan di hanno cominciato a twittare i loro ricordi preferiti legati ai giochi Telltale, il discorso è presto cambiato. Ho notato che le persone si stavano interrogando sul destino della stagione finale di The Walking Dead, che potrebbe concludersi prematuramente a causa dei licenziamenti di massa. Questo smarrimento iniziale si è trasformato in preoccupazione, poi in rabbia fino ad arrivare ad una serie di affermazioni poco carine. Ho visto persone scrivere che l'ex-staff di Telltale dovrebbe completare la stagione finale di The Walking Dead gratuitamente. Non riesco a pensare ad un'opinione più discutibile.

Non molto tempo fa Telltale che, a proposito, continua ad operare con 25 dipendenti “per adempiere agli obblighi della società nei confronti del consiglio di amministrazione e dei soci”, ha pubblicato un tweet in cui afferma che "diversi potenziali partner si sono fatti avanti e hanno espresso interesse per aiutare a completare la stagione finale del gioco", cosa che allude ad una probabile uscita degli episodi tre e quattro. I fan hanno reagito con gioia a questo tweet ma io non ho potuto fare a meno di scuotere la testa. Che reazione vuota ed insensibile! Quanto è degradante tutto questo per le centinaia di persone senza lavoro, mentre i precedenti capi (quegli stessi manager che dirigevano l'intera società e che sono riusciti a far crollare l'azienda nel corso degli anni) hanno lasciato tutti a casa senza liquidazione per arrivare poi a dire, pochi giorni dopo, che potrebbero arrivare altre persone a concludere il lavoro.

Alcuni, all'interno dell'industria videoludica, hanno reagito agli ultimi tweet di Telltale con il disprezzo che meritano, richiamando la società per aver scelto di rassicurare i suoi fan prima di pensare a fare la cosa giusta per il suo staff, che adesso deve lottare per arrivare a fine mese. Ma temo che questo disprezzo sarà offuscato dalla protesta per una stagione di videogiochi potenzialmente incompleta. Quelli che hanno già sborsato i soldi per una stagione completa di tutti gli episodi vogliono sapere che riceveranno ciò per cui hanno pagato. A quanto pare, non c'è spazio per l'empatia nel settore dell'industria videoludica, sempre in così rapida evoluzione e sempre pronto a compiacere a tutti i costi la sua community.

Quand'è che ci siamo dimenticati che sono le persone e non i brand a fare i giochi? Quand'è che il destino dei marchi aziendali è diventato più importante del destino delle persone che hanno lanciato quegli stessi marchi dando loro l'importanza che adesso rivestono? Quand'è che il destino dei personaggi dei videogiochi è diventato più importante del destino degli sviluppatori dei videogiochi?

Non ricordo esattamente quando sia avvenuta questa svolta ma tutto ciò mi ha fatto venire in mente Vince Zampella e Jason West, co-fondatori di Infinity Ward, i creatori di Call of Duty tanto per capirci. Non so se la loro importante battaglia contro Activision abbia cambiato il modo in cui i publisher considerano gli sviluppatori che diventano superstar, ma so che per molti editori gli sviluppatori sono un vero e proprio brand da pubblicizzare e non un insieme di esseri umani che sgobbano anche nei weekend. Agli individui si dà sempre meno importanza, mentre i loghi vengono esaltati. E questo approccio funziona. Activision ha portato sul palco i membri di Treyarch per rivelare Call of Duty: Black Ops 4, ma sospetto che la stragrande maggioranza dei giocatori non conosca nessuno dei nomi di coloro che hanno lavorato al loro sparatutto preferito, per non parlare delle sfide che hanno dovuto affrontare per dare al gioco una modalità battle royale in appena un anno.

La conclusione di tutto questo è ovviamente che gli sviluppatori hanno bisogno di più diritti lavorativi e di maggiore sicurezza. Nel Regno Unito esistono delle protezioni che aiutano i membri del personale in seguito a licenziamenti improvvisi e di massa. Negli Stati Uniti, invece, per quello che ne so non ci sono protezioni. Gli ex dipendenti di Telltale sono allo sbando, senza liquidazione, e sembra proprio che non possano fare niente a riguardo. Il personale è stato sfruttato e poi scartato: sacrificabile e inutile agli occhi dei capi che per anni gli sono stati addosso per portare avanti il lavoro.

Dovremmo ricordarcene di questo, proprio come avrebbe fatto Clementine.

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Wesley Yin-Poole

Deputy Editorial Director

Wesley is deputy editorial director of ReedPop. He likes news, interviews, and more news. He also likes Street Fighter more than anyone can get him to shut up about it.

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