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The Centennial Case: A Shijima Story Recensione, vita e morte sono un indivisibile mistero

Un intrigante (ma imperfetto) giallo live-action.

Mettetevi comodi e preparatevi ad ascoltare, pardon... a leggere una storia molto particolare. Altrettanto peculiare è il mezzo con cui questa storia viene raccontata: un “gioco non-gioco” in cui l'interattività è ridotta all'osso ma che al tempo stesso richiede una grande attenzione da parte di chi si trova davanti allo schermo.

La storia che fa da sfondo a The Centennial Case: A Shijima Story narra di un'antica e rispettabile famiglia che, come tutte le dinastie di un certo livello, nasconde qualche scheletro nell'armadio e proprio per questo ama mantenere un certo riserbo attorno alle sue questioni private.

Ad infestare gli incubi degli eredi dei Shijima è l'inspiegabile e lunghissima serie di mostri misteriose che hanno afflitto il casato fin dai tempi più antichi. Una maledizione sembra pendere su di loro e per investigare su di essa viene chiamata una scrittrice specializzata in gialli, Haruka Kagami, sulla cresta dell'onda dopo l'uscita del suo ultimo romanzo.

La giovane si ritroverà coinvolta in una storia dai contorni inizialmente sfocati come quelli di un sogno appena terminato, che inizia con il ritrovamento di uno scheletro sotto il maestoso albero di ciliegio che troneggia nel giardino di famiglia ma prosegue affondando le radici nel soprannaturale e nel folclore giapponese più tradizionale.

I fotogrammi fondamentali dei filmati vengono raccolti in un apposito menù e possono essere rivisti a piacimento per trarne indizi e conclusioni.

Ben presto scoprirà che il cadavere ritrovato è solo uno dei quattro che hanno coinvolto la famiglia Shijima dal 1922 ai giorni nostri. Tale timeline allungata fa sì che il gioco si svolga in parallelo in epoche diverse, senza però che queste vengano approfondite più di tanto. Una rappresentazione di respiro così ampio avrebbe meritato un approfondimento maggiore soprattutto sotto il profilo storico, il lavoro del team di sviluppo invece si è limitato a cambiamenti di natura prettamente estetica che non sono sufficienti a sollevare più di tanto la qualità narrativa del prodotto sopra la sufficienza.

Haruka e gran parte del cast di questa avventura interattiva sono interpretati da attori in carne ed ossa, una scelta stilistica molto rara di questi tempi e che non sempre ha pagato. Nel caso di The Centennial Case: A Shijima Story il risultato è piuttosto buono finché si rimane nel contesto iniziale, quello del presente, ma inizia a stridere non poco quando gli stessi attori appaiono anche nelle epoche precedente semplicemente con abiti e acconciature differenti. Un vero peccato perché il racconto fila via liscio e interessante nonostante non tutti i membri del cast siano all'altezza della situazione.

Venendo alla parte “giocosa”, in qualsiasi momento il giocatore ha la possibilità di mettere in pausa la storia entrando nei menù preposti alle fasi di investigazione, analisi e deduzione. Dai filmati relativi ad ogni singolo caso bisogna estrarre gli indizi e piazzarli su una griglia per mettere insieme un “quadro” che permetta poi ad Haruka di trarre le sue conclusioni. Il funzionamento di tale sistema è piuttosto semplice anche se inizialmente potrebbe creare un po' di confusione. Quando lo avrete interiorizzato vi accorgerete invece di quanto sia meccanico (forse anche troppo) e arriverete facilmente alla fase più interessante, quella che porta alla soluzione e quindi alla prosecuzione o risoluzione della storia.

Il sistema di selezione degli indizi e deduzione delle conclusioni inizialmente sembra un po' macchinoso ma ci farete l'abitudine.

Per ovvi motivi tale tipo di gameplay non è adatto a chi sia in cerca di azione. Praticamente non esiste alcun ritmo se non quello dettato dalle vostre intuizioni e relative mosse sulla suddetta griglia. Fortunatamente le storie sono tutte piuttosto interessanti e capaci di mantenervi sul filo dall'inizio alla fine. Piccola precisazione forse scontata ma doverosa: The Centennial Case: A Shijima Story non è doppiato in italiano ma la qualità della localizzazione dei sottotitoli è buona e praticamente priva di pericolose “sbavature”.

Di “giochi non-giochi” come The Centennial Case: A Shijima Story se ne vedono pochi, pochissimi in giro. Sono un genere assolutamente di nicchia ma che meriterebbe forse un palcoscenico più ampio perché, se fatto bene, un gioco di questo tipo riesce a coinvolgere come un bel film e al tempo stesso stimola il giocatore ad “entrare” nella sua storia diventandone vero e proprio protagonista.

Negli ultimi anni abbiamo testimoniato l'uscita di esperimenti non perfettamente riusciti (vedi The Complex) e di prodotti ben più ispirati e coinvolgenti come Erica. Il titolo Square Enix rimane esattamente nel mezzo tra questi due estremi, regalandoci una storia piacevole e coinvolgente che non viene però supportata da un impianto scenico non sempre all'altezza.

Il gioco non ci ha permesso di acquisire immagini in-game ma possiamo assicurarvi che è disponibile anche con menù e sottotitoli in italiano.

Nonostante proponga atmosfere decisamente diverse, il titolo riesce ad avvolgere il giocatore in una storia intrigante e a coinvolgerlo a dispetto di un gameplay scarno ma stimolante. Fossimo nei panni del publisher/sviluppatore nipponico dedicheremmo più tempo e risorse a questo tipo di giochi perché se c'è una cosa che Square Enix sa fare è raccontare delle storie e quando queste hanno una levatura di questo livello gustarsele è un vero piacere.

6 / 10

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A proposito dell'autore

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Daniele Cucchiarelli

Contributor

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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