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The Elder Scrolls Legends - prova

Bethesda tenta l'assalto a Blizzard.

Ogni tanto mi piace immaginare la giornata tipo dei personaggi importanti. Cosa pensa Obama quando apre gli occhi? E Putin? Non devono essere cose da poco, visto da che da loro dipendono le sorti del pianeta. Scendendo di qualche gradino nella scala della rilevanza mondiale, mi piace fare questo gioco anche con altri personaggi. E visto il mio mestiere, mi sono trovato a domandarmi cosa passi ogni mattina per la testa di Phil Spencer o di Shuhei Yoshida, il primo probabilmente animato dalla voglia di rivincita, il secondo intento invece al consolidamento.

Ma sono solo supposizioni, congetture. Probabilmente pensano ad altro. Di un personaggio, però, ho la quasi certezza di sapere a cosa pensi appena aperti gli occhi. E mi riferisco a Pete Hines, vice president of PR e marketing di Bethesda, nonché suo uomo immagine. Lui credo che la prima cosa che faccia sia accendere la luce e guardare con un misto d'invidia e ammirazione la foto sul comodino di Mike Morhaime.

Perché è ormai da qualche tempo che la casa di Rockville, Maryland, mostra un trend fin troppo simile a quella della casa di Irvine, California. Sia chiaro, Bethesda ha dalla sua licenze forti come The Elder Scrolls e Fallout, però Blizzard ha World of Warcraft? Ecco servito The Elder Scrolls Online. Blizzard lancia sul mercato Overwatch? Pete Hines annuncia Quake Champions. Blizzard infine pesca il jolly con Hearthstone? Ecco arrivare, neppure a stretto giro di posta, The Elder Scrolls Legends.

La lunga rincorsa di Bethesda verso Blizzard comincia dal launcher. Dov'è che l'ho già visto?

In attesa quindi di vedere come si chiamerà il prossimo MOBA di Bethesda (segmento nel quale però un certo League of Legends dovrebbe sconsigliare improvvide avventure), eccoci a scrivere del prossimo gioco di carte collezionabili che andrà a presidiare un segmento che si farà sempre più affollato con l'arrivo di un altro valido concorrente, quel Gwent dei CD Projekt che potrà godere dell'invidiabile traino di The Witcher 3.

Le Zone

Ma quali saranno gli elementi chiave coi quali The Elder Scrolls Legends proverà a guadagnarsi un posto al sole? Cominciamo col più importante, le "zone". Il campo di battaglia è infatti diviso in due metà, sinistra e destra, all'interno delle quali si possono mettere fino a 4 carte. Quella di sinistra si chiama Zona Aperta, e le carte che si giocano in quest'area sono visibili da subito. La metà di destra, invece, si chiama Zona Oscura e la carte messe lì sono invisibili per un turno.

Il consiglio che dà Bethesda è di presidiare sempre bene la zona sinistra del campo, in quanto più facile da controllare. E perché le unità che mette lì l'avversario possono essere attaccate subito. Personalmente mi sono trovato spesso a mettere le carte 'importanti' a destra, così da fare in modo che i loro benefici durino almeno un turno, laddove in Hearthstone appena le gioco me le distruggono subito.

Le zone possono anche essere Speciali, come avrete modo di provare durante la modalità Storia o l'Arena Solitaria, il che significa che possono comportare condizioni diverse per il giocatore. Ad esempio ci siamo trovati a 'combattere' su una nave con le carte che passavano da una zona all'altra, a voler simulare il rollio dell'imbarcazione.

Ecco come si presenta il tavolo di The Elder Scrolls Legends, con le carte ripartite tra Zona Aperta (a sinistra) e Zona Oscura (a destra).

I mazzi

Un'altra novità piuttosto interessante di The Elder Scrolls Legends sono i mazzi. Le carte sono infatti raggruppabili nelle seguenti categorie: Agilità (carte che si sbarazzano dei nemici con velocità e destrezza), Resistenza (carte che evocano creature possenti con poteri difensivi), Intelligenza (carte che usano l'inganno e la magia), Forza (carte che usano appunto la forza bruta), Volontà (carte che surclassano i nemici con la forza dei numeri) e Neutrali (carte che possono essere giocate in ogni mazzo).

Già, e allora? E allora ogni mazzo può contenere carte appartenenti a due categorie diverse, oltre a quelle neutrali. Si potranno quindi avere mazzi Forza/Volontà (i classici per chi gioca rush), Forza/Resistenza (per chi gioca control) e tutte le variazioni sul caso. Volendo, comunque, si potranno comporre dei mazzi 'puri', che conterranno carte solo di un certo tipo, utile soprattutto se si vogliono ridurre a zero i rischi di alcune carte che attivano dei bonus solo se quella successiva appartiene allo stesso 'seme'.

I deck sono da 50 carte ma possono arrivare anche a 70. Un po' come quelli del Gwent, dove andare oltre il numero minimo consigliato significa solo avere meno possibilità di pescare le carte che vogliamo davvero. Questo comporta che è quasi impossibile arrivare a finirle, e sarà interessante scoprire se sia previsto un meccanismo simile alla 'fatigue' di Hearthstone. Anche perché la mana cresce indefinitamente, e al quindicesimo turno avremo altrettanti punti azione a disposizione.

Ecco come si presenta il mio mazzo Intelligenza e Agilità. Notate, in basso a destra, che è composto di 54 carte su 50.

Quanto alle abilità delle singole carte, queste sono grosso modo le stesse di Hearthstone. Abbiamo quindi carte con la Guardia, altre che possono caricare appena posate sul tavolo (Carica), altre dotate di un veleno che uccide al primo tocco (Tocco Letale), e così via. Ce ne sono però alcune con interessanti variazioni sul tema come Furto (quando viene inflitto un danno all'eroe avversario, s'attiva un bonus) e Sfondamento (quando si attacca e distrugge un'unità avversaria, gli eventuali danni in eccesso sono inflitti all'eroe avversario). E ci sono anche carte di supporto, che una volta giocate forniscono vantaggi limitati o bonus illimitati per tutto il resto della partita, come la possibilità di pescare tre carte, una per ogni turno, o un miglioramento delle statistiche di tutte le unità messe successivamente sul campo.

Arena Solitaria e Arena Competitiva

Così come Hearthstone, anche The Elder Scrolls Legends propone una modalità Arena che a dispetto di una diversa veste grafica funziona esattamente come quella del gioco di Blizzard. Ecco allora la composizione del proprio deck, creato con 30 carte selezionabili ognuna tra le tre che ci verranno proposte di volta in volta. Invariato rispetto ad Hearthstone persino il prezzo per accedere all'Arena, ossia 150 monete d'oro.

Il bello di questa modalità, al solito, è che non conta quante e quali carte abbiamo nella nostra collezione, perché quelle tra cui scegliere saranno pescate randomicamente tra tutte quelle disponibili. Dove The Elder Scrolls Legends aggiunge qualcosa è che l'Arena sarà giocabile anche contro l'intelligenza artificiale, e non solo dunque contro avversari in carne e ossa. Non si creda però che la sfida sia inferiore, perché la CPU sarà capace di adattarsi alla nostra bravura.

Ecco come si presenta l'Arena in Solitaria, con le immagini dei nemici che dovremo affrontare.

Interessante è anche il fatto che ogni volta che sconfiggeremo un nemico avremo diritto a una nuova carta da aggiungere al nostro mazzo, quindi nel caso venissimo battuti in modalità solitaria potremo a duellare prima con gli altri e ripresentarci una volta che ci sentiremo più forti grazie alle carte aggiunte al nostro deck. Nel caso riuscissimo a sconfiggere tutti e 8 i nemici che ci verranno proposti, potremo affrontare il Campione e ottenere così la ricompensa più alta, ossia una carta che non può essere né comprata né craftata.

Questo nel caso dell'Arena in solitaria. Per quanto riguarda quella competitiva, invece, gli avversari da sconfiggere saranno 7, mentre sempre e solo tre saranno le partite perse le quali verremo eliminati. Da notare infine che entrambe le modalità dell'Arena avranno un rank da 9 a 1. Il quale, spiega Bethesda, non avrà un impatto sulla scelta dei nostri avversari ma fungerà unicamente da status symbol.

Battaglia Sfida

Qui le cose si fanno interessanti, soprattutto per quelli che, quando perdono, rosikano duro come il sottoscritto. Giocare in modalità Versus infatti ci farà risalire di rank in diverse costellazioni associate al calendario di The Elder Scrolls. Venendo sconfitti, a partire da un certo punto in poi del rank 9, si perderanno stelle all'interno della stessa costellazione ma non si dovrebbe essere retrocessi alla costellazione precedente.

La carta Uccidi, in primo piano, è molto simile a Parola d'Ombra: Dolore del Prete di Hearthstone. Ma sono tante le carte fortemente ispirate al gioco di Blizzard.

Qualora si riesca a raggiungere il massimo livello possibile si entrerà nel rank Leggenda e si combatterà contro il gotha mondiale di The Elder Scrolls Legends, deciso in base al sistema Elo, lo stesso usato per calcolare la forza di uno scacchista. Il nostro rank in modalità Battaglia Sfida, così come quello della modalità Arena, si resetterà ogni mese, scaduto il quale vinceremo ricompense proporzionali ai risultati ottenuti. Dove si ricomincerà, dipenderà ovviamente dal rank acquisito in precedenza.

Il nostro profilo

Un dettaglio che potrebbe sfuggire è l'importanza del nostro profilo. Cliccando sulla nostra icona potremo cambiare l'avatar, il che avrà inaspettatamente delle ripercussioni sul gioco. A seconda della razza prescelta, infatti, si sbloccheranno più o meno velocemente alcuni tipi di carte, il che è d'indubbio aiuto quando si vogliono vincere quelle carte adatte al nostro stile di gioco.

In questa sezione ci si potrà poi fregiare di titoli 'nobiliari', sbloccabili al conseguimento di determinati obiettivi, e consultare un numero spropositato di statistiche relative al nostro stile di gioco. Si potrà poi vedere il nostro rank nelle due modalità Arena e in quella Battaglia Sfida, e anche i migliori rank e le vittorie conseguite in ogni modalità, oltre alla cronologia delle partite.

Conclusioni

Quello dei giochi di carte collezionabili è un segmento sempre più affollato che deve la sua esplosione videoludica a Hearthstone. Visti i risultati ottenuti dal gioco di Blizzard, era inevitabile che altri provassero a dire la loro ma va dato atto ai vari Gwent (di prossima uscita) e Skylanders Battlecast di aver tentato di trovare una propria strada.

La schermata del personaggio di The Elder Scrolls Legends è una parte importante del gioco e, presumibilmente, la visiterete spesso.

The Elder Scrolls Legends, invece, pare un prodotto studiato a tavolino per andare a scontrarsi frontalmente proprio col peso massimo, presentando numerosi punti di contatto e distaccandosi dalla sua fonte d'ispirazione là quando serve. Di The Elder Scrolls Legends potremmo dunque lodare molte cose, non certo l'originalità della propria formula. Ma forse, come dicevamo in apertura, era difficile aspettarsi altro da un publisher che da qualche tempo s'è messo nella scia di Blizzard.

A partire dal nuovo launcher, la fotocopia di Battle.net, sono molte le cose che richiamano Hearthstone. Gli eroi hanno 30 punti ferita, si può fare il mulligan delle carte indesiderate, chi inizia per secondo ha un bonus di mana (qui chiamata Magicka), utilizzabile però tre volte e non una solo come in HS. Abbiamo anche qui missioni giornaliere, la possibilità di distruggere le carte indesiderate e di ottenere così del materiale con cui crearne di nuove.

Ci sono però delle differenze, oltre a quelle già elencate. La carte possono essere potenziate, così come quelle di Hearthstone che esistono in versione dorata, ma nel corso della modalità Storia saremo chiamati a dei bivi che le trasformeranno in varianti utili al nostro stile. E ci troveremo anche a dover scegliere tra una carta e l'altra, a seconda delle nostre scelte narrative.

Sempre parlando della modalità Storia, c'è da dire che i 21 capitoli di cui si compone, oltre a mostrare una narrazione più organica di quella mostrata da Blizzard, spiegano molto bene le regole del gioco. E poi ci sono le rune, che si rompono ogni 5 punti di danno subiti dall'eroe e che comportano la pescata di una carta che, se dotata dell'abilità Profezia, può essere giocata anche durante il turno dell'avversario.

Bethesda mostra il gameplay di The Elder Scrolls Legends al PAX East 2016.

The Elder Scrolls Legends com'è facilmente immaginabile è free to play, e basa il suo modello di business sull'acquisto delle carte. Sotto questo punto di vista, inaspettatamente per essere un gioco che arriva per ultimo, i suoi prezzi sono più alti rispetto a quelli di Hearthstone. Fermo restando che anche qui la carta singola costa 100 monete d'oro, 2 buste costano 2,99 euro (contro i 2,69 di Hearthstone), 7 buste costano 9,99 euro (contro 8,99), 15 buste sono 19,99 (contro 17,99), 40 buste sono 49,99 euro (contro 44,99 euro) e 60 buste costano 69,99 euro (contro 62,99).

The Elder Scrolls Legends è quindi un gioco cui manca spontaneità ma che, nonostante tutto, si dimostra una piacevole alternativa ad Hearthstone. Molto del suo successo dipenderà da come s'affermerà nel campo degli esport e su Twitch, e nella sua capacità di convincere gli appassionati del gioco di Blizzard a sposare la sua causa. E qui l'eccessiva somiglianza tra i due prodotti potrebbe giocare a sfavore di Bethesda, perché convincere la gente a mollare Hearthstone, che de facto è lo standard e nel quale magari si sono già spesi dei soldi, per passare a un altro prodotto davvero molto simile e pure più costoso, appare un compito davvero arduo per il marketing di Bethesda.

E poi molto dipenderà dal metagame e sebbene il gioco abbia in sé gli anticorpi per evitare le piaga dei mazzi 'aggro', 'rush' o 'cancer' che dir si voglia, che hanno appiattito Hearthstone, è tutto da vedere che Bethesda non incappi nei medesimi problemi di Blizzard. Ci siamo infatti imbattuti in dei mazzi Forza/Magia che non inducono all'ottimismo su questo tema. Ai posteri l'ardua sentenza, dunque: noi nel giocare The Elder Scrolls Legends per scrivere questo articolo ci siamo divertiti, e a ben guardare è quel che conta.

A proposito dell'autore

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Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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