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The King of Fighters XV Recensione: Superiore a ogni aspettativa!

Spettacolo, velocità e tanta tecnica nella quindicesima incarnazione del picchiaduro a incontri di SNK.

"Non temo un uomo che ha praticato 10.000 calci una volta sola, ma temo l'uomo che ha praticato un solo calcio 10.000 volte", sosteneva Bruce Lee, uno dei più grandi artisti marziali che abbiano mai calcato il suolo terrestre.

Ora, siamo quasi certi che il Maestro non abbia poi avuto molte occasioni di cimentarsi con i videogiochi picchiaduro a incontri, ma questa filosofia ci è tornata alla mente più volte durante le nostre prove della sua quindicesima incarnazione della celebre serie di SNK, The King of Fighters.

Il motivo? È presto detto. In un'epoca storica in cui tutti i principali franchise di fighting game stanno tentando in ogni modo di rendere le proprie meccaniche quanto più accessibili possibile per attrarre un pubblico sensibilmente più vasto rispetto al passato, il team di Eisuke Ogura e Tomohiro Nakata, decide di prendere una strada diversa, di tornare a parlare alla sua nicchia di appassionati più hardcore con The King of Fighters XV, il culmine di una storia iniziata ormai quasi ventotto anni fa nei cabinati arcade di mezzo mondo.

E il risultato è un gioco di lotta davvero strepitoso. Se, come noi, avete assistito alla crescita del brand nel corso degli anni, se avete seguito Terry, Kyo, Iori, Mai e compagni dall'era degli sprite bidimensionali a quella più moderna dei modelli 3D, passando per la controversa parentesi a movimento libero di Maximum Impact, sarete contenti di sapere che XV rappresenta una sorta di summa dell'esperienza ventennale di SNK che ha affinato ulteriormente il gameplay storico della saga proiettandolo verso una nuova generazione di giocatori ma, allo stesso tempo, con un occhio di riguardo verso quelli che sono i canoni che l'hanno resa grande.

Tornano i combattimenti tre contro tre, tornano le dinamiche di lotta legate ai cancel e allo sfruttamento della 'Maximum Mode' e tornano anche gran parte dei più famosi personaggi mai apparsi nella serie (con qualche imperdonabile mancanza che tratteremo in seguito, ndR) ma lo studio nipponico ha anche inserito una serie di accortezze volte a stratificare ancora di più l'esperienza rendendo le contese sempre fresche, dinamiche e imprevedibili, fino all'ultimo respiro, fino all'ultimo HP.

La parola d'ordine da tenere sempre bene a mente è 'precisione'. Sì, perché al contrario di quanto avviene in molti altri picchiaduro moderni, in The King of Fighters XV sarà necessario eseguire le catene di combo, le interruzioni e le mosse speciali in modo quantomai accurato, in modo da massimizzare i danni e, soprattutto, da non rimanere mai scoperti ai feroci contrattacchi degli avversari. In sostanza, si tratta di un gioco parecchio più difficile della media da padroneggiare ma, ve lo possiamo garantire, è anche uno di quelli che riescono a regalare le maggiori soddisfazioni, una volta entrati nel merito delle sue numerose meccaniche.

In tal senso, è davvero un peccato constatare che il tutorial inserito nel gioco sia così scarno e superficiale. Non c'è alcun approfondimento delle meccaniche più avanzate, non c'è possibilità di vedere dei video illustrativi come accadeva, ad esempio, in Mortal Kombat 11, ci sono solo una manciata di lezioni che mostrano per sommi capi gli elementi principali del sistema di combattimento e poco altro. Tutto il resto dovrà venire da sé, in modo fisiologico, scontrandosi con una IA parecchio punitiva anche ai livelli di difficoltà intermedi e tentando di carpire i segreti di ogni singolo personaggio. Almeno sotto questo profilo, siamo certi che SNK avrebbe potuto fare di meglio per garantire una certa accessibilità anche ai novizi della serie.

Fortunatamente, una volta assimilate almeno le basi, gli scontri proposti dal titolo risultano, senza mezzi termini, galvanizzanti. Oltre alla classica divisione tra pugni e calci leggeri e pesanti assegnati ai tasti frontali del controller, c'è un tasto dedicato alle 'schivate di emergenza', utili per uscire rapidamente da situazioni difficili agli angoli delle mappe oppure per recuperare in un batter d'occhio dopo essere finiti al tappeto, e un tasto dedicato al cosiddetto 'Colpo d'Impatto' che, al costo di una barra di Super e di un tempo di attivazione relativamente prolungato, consente di spingere via l'avversario in modo da rifiatare e impostare nuovamente l'offensiva.

The King of Fighers XV è il quindicesimo capitolo canonico della storica serie di fighting game di SNK, iniziata nell'ormai lontano 1998.

E poi, come dicevamo, c'è il ritorno della Maximum Mode, uno stato di alterazione temporaneo che permette di amplificare l'output di danno e di effettuare con maggior frequenza le mosse speciali. Tuttavia, a differenza di quanto avveniva in passato, soprattutto negli ultimi due capitoli del brand, in KOF XV questa poderosa tecnica non è strettamente indispensabile per portare a casa gli incontri.

Sia chiaro, rimane comunque uno strumento straordinariamente efficace per volgere le sorti della contesa a proprio vantaggio ma, questa volta, SNK ha deciso di concedere ai giocatori un ventaglio di opzioni notevolmente più ampio per interpretare il combattimento.

Oltre al già citato 'Colpo d'Impatto, infatti, la barra Super può essere impiegata per eseguire le mosse EX (che possono essere impiegate in qualunque momento delle combo e infliggono danni maggiorati rispetto alle versioni standard) ma anche per l'inedita tecnica denominata 'Rush', attivabile mettendo a segno quattro pugni leggeri in rapida successione o tre leggeri e un altro colpo a scelta alla fine della combo per scatenare una mossa speciale di chiusura capace di infliggere danni piuttosto ingenti. Si tratta di un'implementazione intelligente, utile in particolar modo per i combattenti alle prime armi ma che, con ogni probabilità, sarà molto meno incisiva contro gli avversari che attendono nei campi di battaglia online.

Grande importanza, anche questa volta, è stata attribuita alla meccanica dei cancel che, come da tradizione, consistono nell'interruzione di una determinata animazione eseguendo rapidamente una nuova stringa di combo per sorprendere il nemico e capitalizzare al massimo su qualunque tipo di apertura della sua guardia.

Il sistema di combattimento parte dalle solide basi gettate dai capitoli precedenti ma le rifinisce sotto praticamente tutti i punti di vista.

Insomma, a conti fatti, il sistema adottato per The King of Fighters XV è una versione riveduta e corretta di quello apparso nel diretto predecessore, una formula ludica che si traduce in scontri dall'elevato tasso di spettacolarità ma che nasconde una profondità invidiabile, senza molti paragoni perfino nell'affollato panorama dei fighting game odierni.

Che dire, invece, della modalità Storia? Purtroppo, come da copione, anche in King of Fighters XV la trama assume solo un ruolo marginale, ben lontano dalle vette qualitative assaporate negli ultimi titoli di NetherRealm o di Arc System Works. In buona sostanza si tratta di una sequenza di incontri senza apparente coerenza narrativa, inframezzati da brevi cutscene realizzate con il motore di gioco e da simpatici siparietti tra gli storici rivali che da oltre vent'anni prendono parte alla storia di KOF. È un vero peccato perché data la presenza di personaggi iconici e di uno stile visivo davvero gradevole, si sarebbe potuto osare di più sotto questo aspetto della produzione evolvendo la saga anche in quella direzione.

Il roster, dal canto suo, conta la bellezza di 39 combattenti suddivisi in squadre da tre elementi, tutti profondamente diversificati tra loro sia sotto il profilo estetico che in termini di stile di combattimento. Terry Bogard, Iori Yagami, Benimaru Nikaido, Mai Shiranui, Kyo Kusanagi, il Team Orochi: sono tanti i personaggi storici che fanno il proprio trionfale ritorno anche in questo episodio della serie ma ci sono anche alcuni volti nuovi come quelli di Isla, Dolores e Khronen McDougall (quest'ultimo dotato di un'arte di lotta davvero interessante).

Si tratta di un'offerta contenutistica apprezzabile che assume ancora più valore se raffrontata a quanto visto nel pacchetto base della diretta concorrenza: tanto per darvi un'idea, Street Fighter V al lancio aveva appena 16 combattenti; Mortal Kombat 11 offriva 21 lottatori mentre il capolavoro di Arc System Works, Guilty Gear Strive, ne contava 15.

The King of Fighters XV è un titolo profondo e stratificato. È un vero peccato che la modalità tutorial non si sforzi a sufficienza nell'illustrare tutte le sue meccaniche.

Ciò che salta all'occhio, però, è la mancanza di alcuni personaggi amatissimi come Billy Kane, Geese e Rock Howard e Gato che arriveranno solo in seguito tramite il programma di DLC già annunciato per il gioco. Siamo consapevoli che si tratta di un abitudine consolidata nel campo dei picchiaduro che garantisce anche un certo supporto continuativo nel tempo da parte degli sviluppatori ma è un po' una delusione vedere come alcuni di essi siano stati omessi dal roster iniziale.

Per finire, resta da trattare un aspetto sempre più rilevante nel panorama dei fighting game moderni: il comparto online. La buona notizia è che anche King of Fighters XV adotta il rivoluzionario Rollback Netcode, l'avveniristica tecnologia che, almeno sulla carta, tramite l'impiego di particolari algoritmi predittivi, consentirebbe di appianare la differenza di velocità tra le connessioni dei due giocatori impegnati nel combattimento in modo da offrire la contesa più equa possibile. La notizia un po' meno buona è che, almeno durante le nostre prove, l'esperienza non è sempre stata fluida e ineccepibile come avremmo sperato: abbiamo registrato qualche incertezza di troppo in alcuni frangenti che, ci auguriamo, potrà essere risolta con un potenziamento dell'infrastruttura del gioco nelle settimane successive al lancio.

Sotto il profilo tecnico, infine, The King of Fighters XV è una vera e propria gioia per gli occhi, molto più di quanto era stato suggerito dal materiale promozionale diffuso negli scorsi mesi. I modelli dei personaggi risultano definiti e curati nei minimi dettagli; la palette cromatica adotta tinte corpose e vibranti; gli stage sono veramente bellissimi da vedere in movimento (soprattutto quello dedicato a Metal Slug che è un'autentica delizia, ndR) e anche gli effetti visivi sono davvero meravigliosi.

Il roster include ben 39 personaggi differenti, tra vecchie conoscenze e volti nuovi.

Intendiamoci, non siamo ai livelli di eccellenza visti, ad esempio, in Guilty Gear Strive o in Mortal Kombat 11 ma è comunque un impatto visivo di assoluto pregio che potrebbe stupire anche chi si approccia alla serie per la prima volta.

The King of Fighters XV è un fighting game profondo, complesso, iper-tecnico e più elitario di molti altri esponenti del genere presenti sul mercato ma è anche un gioco dannatamente soddisfacente da padroneggiare e sorprendentemente bello da vedere. Se siete fan del genere e siete alla ricerca di un campo di battaglia su cui affinare e scatenare le vostre tecniche migliori, la nuova opera di SNK potrebbe offrirvi il proverbiale pane per i vostri denti. Le aspettative sono state davvero superate.

8 / 10

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A proposito dell'autore

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Riccardo Cantù

Contributor

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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