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THQ apre un mega-studio in Canada

"I soldi sono il motore di tutto”.

THQ sta progettando di realizzare un enorme studio di sviluppo a Montreal, nel quale lavoreranno oltre 400 persone e in cui verranno applicati nuovi sistemi di riduzione dei costi di lavorazione.

Lo studio sarà composto da due team separati, uno dei quali avrà al comando l’ex-Ubisoft Patrice Desilets, che sta già lavorando a un nuovo progetto originale. L’altro gruppo sarà guidato da una persona non ancora resa nota e lavorerà sia su nuove IP che su serie già esistenti.

"Ci sono due ragioni per cui abbiamo deciso di aprire questo studio a Montreal. Per prima cosa il Canada sta diventando uno dei centri più attivi nell’industria dei videogiochi, con circa 3000 sviluppatori che lavorano su quel territorio per conto di varie compagnie”, ha spiegato il vice presidente Danny Bilson.

"In seconda battuta, ma non meno importante, il loro sistema universitario offre grandissime opportunità per chi vuole intraprendere questo tipo di lavoro e lo Stato offre anche parecchi sussidi che alleggeriscono i costi di produzione delle compagnie”. "I giochi di alto livello ormai costano decine di milioni di dollari e poter ridurre l’incidenza delle tasse è un grande aiuto per chi come noi vuole regalare ai propri fan esperienze sempre più gratificanti e appassionanti”.

Billson ha lavorato in passato per EA, dov’è stato responsabile dei primi capitoli della serie di Harry Potter, e ha lavorato parecchio tempo in Inghilterra, ma riconosce ora che il cuore dell’industria si sta spostano in Nord America.

“In Canada è possibile lavorare meglio e con meno rischi. Il governo copre all’incirca il 37% dei costi per ogni dipendente, una percentuale davvero enorme rispetto ad altre realtà mondiali”.

“Non è una questione di capacità. Ci sono moltissimi sviluppatori di grandissimo talento in Inghilterra e nel resto d’Europa, ma ora gran parte dell’industria sta rivolgendo la sua attenzione a questi nuovi territori, principalmente per motivi economici”.

Bilson spera che anche in altre parti del mondo, principalmente in Europa e negli USA, i governi si decidano ad offrire opportunità simili a chi lavora nell’industria dei videogiochi.

"Purtroppo i soldi sono il motore di tutto in questo campo. Io ho lavorato anche nel cinema e nella televisione e la situazione è più o meno la stessa, le produzioni più valide si fanno dove c’è la possibilità di mettere a frutto i soldi nel migliore dei modi”.

"Potete giudicarmi e giudicarci come volete, ma noi stiamo prendendo questo genere di decisioni solo per un motivo: riuscire a fornire agli utenti le migliori esperienze di gioco possibili. Se in futuro anche il governo californiano o inglese forniranno garanzie simili, noi saremo ben felici di costruire nuovi studi in America o in Europa”

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Daniele Cucchiarelli

Contributor

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 20 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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