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Tom Clancy's Splinter Cell: Conviction

Sempre meglio.

I problemi che hanno accompagnato la prima fase del processo di sviluppo di Splinter Cell: Conviction sono ormai solo un vago ricordo e ora, reduce da un bel taglio di capelli, Sam Fisher è nuovamente pronto ad entrare in azione in un'avventura che si prospetta tanto coinvolgente quanto intensa.

Ormai fuori da Third Echelon, Sam è alle prese con una missione ben più drammatica e complessa di quelle affrontate in passato: stanare il killer di sua figlia per vendicarsi. Nella demo che abbiamo avuto modo di provare, la caccia all’uomo ha inizio in un bagno (incredibilmente dettagliato), dove il nostro eroe è impegnato a massacrare un informatore nel tentativo farsi rivelare l’identità dell’assassino; come prevedibile, la delicata condotta di Sam ha effetto, e il pover’uomo, poco prima di finire con la testa contro uno specchio, decide finalmente di parlare, svelando il nome di Andriy Semyon Kobin e la sua residenza. È tempo di agire.

L’azione si sposta dunque a Malta, dove Sam ha come obiettivo quello di infiltrarsi nella residenza di Kobin, una villa presidiata da diverse guardie armate, due delle quali si trovano proprio all’entrata. In casi come questi è possibile agire nella maniera ritenuta più opportuna, attaccando magari frontalmente, cercando di distrarre i nemici attivando l’allarme di una macchina nelle vicinanze, o, come nel caso specifico, colpendoli furtivamente, uno dopo l’altro. Sebbene il gameplay di Conviction ruoti intorno al concetto di “preparazione-esecuzione-fuga” è infatti possibile adottare un’infinità di diversi approcci in ogni situazione, potendo così contare sulla massima libertà decisionale.

Gli obiettivi delle missioni, le informazioni e anche le comunicazioni video saranno proiettate in-game su pareti e oggetti di varia natura per mantenere i giocatori sempre nel vivo dell’azione. Un'idea originale e splendida nella sua realizzazione.

Tra le tante varianti d'azione spicca inoltre la funzione "mark and execute" che permette di marchiare per un certo numero di volte i propri bersagli prima di uscire allo scoperto per sparare. Il funzionamento di questo sistema è molto semplice: ogni uccisione permette di riempire un apposito indicatore (la cui percentuale corrisponde ad un certo numero di marchi) e a patto che il nemico sia nel campo visivo di Sam, è sufficiente premere RB per marchiarlo e Y per dare il via alla strage.

Una volta forzata la finestra ed essere entrato nell'edificio, Sam uccide rapidamente altre guardie sfruttando le sue doti stealth (con brutali uccisioni furtive in perfetto stile Splinter Cell) ed esce dalla stanza. A questo punto, trovandosi al secondo piano della villa, nota un gruppo di uomini al piano terra, e così, sfruttando un lampadario posto proprio sopra le loro teste, riesce a metterli fuori uso; il rumore allerta però altri uomini, che si mettono subito al suo inseguimento.

La situazione permette a Sam di esibire molte delle sue straordinarie abilità di combattimento: dopo aver fatto saltare alcune luci, limitando così la visibilità dei suoi nemici, il nostro eroe riesce a eliminarli rapidamente (a dispetto della sua età, la sua velocità di movimento è nettamente superiore rispetto al passato) e con pochi sforzi.

Per indicare le fasi di copertura, Ubisoft ha implementato un particolare filtro grafico che renderà la visuale in bianco e nero ogni qualvolta Sam si troverà nell’ombra.

Fatto questo è il momento del gran finale. Dopo aver eliminato le ultime guardie del corpo di Kobin in seguito ad una breve sparatoria, Sam riesce finalmente a raggiungerlo, dando così il via all’interrogatorio. Di lì a poco gli agenti di Third Echelon irrompono però nell’edificio e Kobin sussurra a Sam “se vuoi scoprire qualcosa su tua figlia faresti meglio ad andare con loro”. La resa sembra essere l’unica soluzione. La demo si è purtroppo conclusa sul più bello e Ubisoft, almeno per ora, non sembra avere alcuna intenzione di svelarci ulteriori dettagli sulla trama. Tutto ciò che ci è dato sapere è che gran parte dell’azione si svolgerà a Washington dove, attraverso una serie di livelli vasti e non lineari, Sam Fisher cercherà di ottenere la sua vendetta.

Il nostro breve hands-on è stato dunque estremamente positivo e sebbene manchi ancora diverso tempo alla release ufficiale di Conviction, sembra che Ubisoft Montreal stia portando avanti il processo di sviluppo nel migliore dei modi. Nonostante il peso degli anni, Sam Fisher sarà sicuramente in grado di regalarci una nuova ondata di forti emozioni.

A proposito dell'autore

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Davide Persiani

Contributor

Davide inizia a lavorare nel campo dell'editoria videoludica all'età di 16 anni. Dopo qualche anno di gavetta in Spaziogames e Play Media Company, subisce l'irresistibile fascino di Eurogamer.it.

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