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Valentino Rossi The Game - prova

Siamo entrati nella tuta di VR46, dai circuiti del motomondiale al ranch di Tavullia!

"Qual è la prossima fiera alla quale possiamo vederci?". Me l'ha domandato qualche giorno fa un lettore su Facebook e la cosa mi ha ricordato che, in effetti, non sono poi molti gli appuntamenti italiani che mi vedono presenziarvi. Un po' perché sono rivolti all'utenza finale e i giochi mostrati li ho già visti da mesi, se non anni. Un po' perché, se non per ragioni istituzionali o di buon vicinato, non ho molta voglia di prendere la macchina o il treno, e gettarmi nella calca.

Vi lascio immaginare quindi lo stupore quando ho appreso che Milestone avrebbe mostrato Valentino Rossi The Game nientemeno che in anteprima mondiale al Romics Games & Entertainment, lo spin-off ludico della nota fiera romana da poco conclusasi, e che anche stavolta ha portato nei suoi padiglioni oltre 200mila spettatori. Stupore al quale, concedetemelo, s'è aggiunto un certo compiacimento visto che gli organizzatori del padiglione 8 siamo proprio noi di Eurogamer.it.

E dunque, per la prima volta in vita mia mi sono apprestato a provare in anteprima mondiale un gioco mostrato in una fiera italiana. Un'occasione troppo ghiotta per non celebrare il tutto con l'articolo che segue, anche perché da quanto ho visto Valentino Rossi The Game sta venendo su proprio bene. E già questa è una buona notizia, visto che lo sviluppatore è l'italianissima Milestone, che da molti anni pare sempre sul punto di spiccare il volo, salvo poi posizionarsi nelle zone 'tiepide' di Metacritics.

Con la fisica a livello Standard si duella a colpi di carena che è un piacere. Per ottenere risultati più realistici consigliamo d'impostarla a Semi-pro o Pro.

Ma Valentino Rossi The Game sembra il gioco giusto per riuscire là dove i vari MotoGP, MXGP, Ride e Sebastién Loeb Rally Evo hanno fallito. In primo luogo per la forza della licenza, dato che parliamo di uno dei nomi più conosciuti nella storia dei motori; e poi perché quello che abbiamo provato è uno dei giochi corsaioli più ricchi mai apparsi sul mercato, simulando corse di moto stradali ed enduro, nonché competizioni rallystiche. D'altronde questo è il pedigree dell'eclettico pilota italiano, e meno male che qualche anno fa non s'è concretizzato il suo passaggio in Ferrari, o Milestone avrebbe dovuto misurarsi con Codemasters anche nel campionato di Formula 1.

La build portata in fiera ha permesso di provare Valentino Rossi The Game su PlayStation 4 sia nel circuito di Austin, in Texas, sia nel leggendario ranch di Tavullia. Nel primo caso eravamo in sella alla prodigiosa Yamaha YZR-M1, nel secondo invece in sella a una Yamaha YFF450F. La prima cosa che è balzata all'occhio è indubbiamente la grafica, finalmente next-gen (pardon, current-gen), e subito dopo l'audio, da sempre un punto debole dello sviluppatore milanese. Finalmente i bolidi a due ruote fanno il rumore che dovrebbero, senza emettere più quei campionamenti che portavano la memoria ai tempi dell'Amiga.

Anzi, pur col frastuono di sottofondo della fiera, siamo riusciti ad apprezzare il rumore secco del ritorno di fiamma del motore o del saltellamento degli pneumatici in caso di staccate al limite. D'altronde, mi dicono, in Milestone ora ci sono 5 persone dedicate all'audio e i risultati iniziano a sentirsi. Così come si sente (eccome) Guido Meda, che introduce la gara con la sua inconfondibile voce.

Ecco un duello che probabilmente vedremo ripetersi nel corso dell'anno. Per risolverlo ci è bastato tagliare una curva, ma si tratta di un difetto di gioventù del gioco.

Tolte le prima impressioni relative a grafica e sonoro, il gioco pare rappresentare la degna evoluzione della serie MotoGP, dalla quale eredita gran parte del proprio DNA. A cominciare dalla linea di curva ideale, che come da tradizione di Milestone fa sì che i primi minuti di gioco li passi nello sterrato, fino ad arrivare alla fisica dei bolidi e del pilota. Ma bisogna fare degli opportuni distinguo.

Nel primo caso, infatti, arrivando intruppati alla prima curva a sinistra del Circuit of the Americas, si nota una fisica sin troppo permissiva nei contatti con gli altri piloti. Ma, si potrebbe obiettare, la velocità in quel caso è piuttosto bassa. Nondimeno, in un paio di occasioni abbiamo provato delle entrate assassine alla Iannone in curve piuttosto veloci, senza che nessuno dei due piloti cadesse. Poi però dal modello Standard della fisica abbiamo selezionato quello Semi-pro, e infine il Pro. E tutto è cambiato...

Con la Semi-pro bisogna iniziare a dosare con attenzione in gas in uscita dalla curva, pena violente sbandate del posteriore (se va bene) o rovinose cadute a terra (se va male). La YZR-M1 inizia poi a dare prova della propria cavalleria impennando con una certa facilità. E, ovviamente, i contatti tra piloti sono penalizzanti.

Il livello di dettaglio su PS4 ci è parso decisamente convincente, così come la fluidità delle immagini.

A livello Pro, invece, bisogna fare ancora più attenzione e si ottiene un risultato finalmente realistico. O almeno così crediamo, visto che non abbiamo mai guidato una MotoGP. Peccato solo che allo stato attuale dei lavori, guidare sull'erba o sulla sabbia non sia poi così diverso dall'asfalto: si notano solo delle escursioni più accentuate delle sospensioni ma il grip è insolitamente alto, mentre nullo è il ritorno del force feedback passando da una superficie all'altra.

Ma tolti questi errori di gioventù cui Milestone, ne siamo sicuri, ovvierà prima della release, Valentino Rossi The Game giocato a livello Pro è senz'altro una bella sfida. Anche perché se nel caso delle simulazioni automobilistiche ci si può avvalere di volanti e pedaliere, in quelle motociclistiche non resta che affidarsi sempre e comunque al pad, che in queste situazioni mostra tutti i suoi limiti.

Qualche paragrafo fa distinguevo tra la fisica della moto e quella del pilota, e per quanto riguarda la seconda c'è poco da dire: in moto c'è proprio Valentino. Il modo in cui sta in sella, con cui mette giù il piede in curva o sta in carena, tutto restituisce la sensazione di comandare The Doctor. Anche quando, avendo aperto con troppo vigore il gas in uscita di curva, l'abbiamo visto sbalzato dalla sella dopo una violenta scodata della sua M1. Buona ma migliorabile invece la fisica in caso di caduta, col pilota apparso un po' legnoso dopo il contatto con l'asfalto.

Valentino Rossi The Game, però, non è solamente la simulazione di Valentino Rossi, visto che si potrà correre con un pilota personalizzato. E, a ben guardare, non è neppure solo una simulazione della MotoGP, visto che si potrà ripercorrere la carriera del campione di Tavullia correndo con le passate MotoGP a 4 tempi e con le vecchie 500cc., 250cc. e 125cc., tutte a 2 tempi. Ma si potrà correre anche nel Rally di Monza, feature questa della quale Milestone non ha ancora mostrato nulla, e nel ranch di Tavullia.

Ed è in sella alla già citata Yamaha YFF450F che ci siamo dilettati a scoprire come se la cava Valentino Rossi The Game sullo sterrato, coi risultati che potete immaginare visto che per Milestone s'è trattato di partire dalla valida base di MXGP 2. Il difficile, soprattutto all'inizio, è mandare a memoria il circuito, che oltre a essere particolarmente tortuoso presenta delle varianti a ogni giro. I cambi di pendenza complicano ulteriormente le cose, così come le curve strette dalle quali uscire col 'gas a martello', stando attenti a non finire col sedere per terra.

Una volta presa la mano, però, ci siamo divertiti non poco con un furioso testa a testa con Baldassarri, che se corresse dal vivo come nel videogioco darebbe del filo da torcere anche a Tony Cairoli (e con l'intelligenza artificiale a livello medio, neanche al massimo). Anche perché abbiamo adottato la strategia opposta rispetto alla MotoGP: siamo partiti direttamente dal livello di difficoltà Pro (che probabilmente non sta per 'professionista' ma per 'proibitivo', visti i nostri risultati), quindi siamo passati al Semi-pro per farci la mano e, una volta scesi al livello di difficoltà Standard, ci è sembrato tutto molto facile.

In attesa delle immagini ufficiali, ecco il nuovissimo trailer del ranch di Valentino Rossi The Game.

Concludendo, il nostro primo assaggio di Valentino Rossi The Game è stato positivo: il gioco prende il meglio del catalogo di Milestone, lo unisce in un unico titolo e lo infiocchetta col prestigioso e remunerativo nome di Valentino Rossi. Ma lo fa bene, usando il passato come base di partenza e non più, finalmente, come involontario punto d'arrivo.

Prima di farsi un'idea completa della produzione manca ancora la sezione rallystica, ma è chiaro che quello di Milestone è un gioco che spaziando dalle due alle quattro ruote, si propone come una simulazione motoristica a tutto tondo che gli appassionati di corse dovranno necessariamente tenere d'occhio.

A proposito dell'autore
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Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 40 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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