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Vampyr - recensione

L'action-RPG di Dontnod sbarca su Switch, in tempo per Halloween.

È innegabile che mai come in casa Nintendo i titoli first party siano stati impattanti sulle vendite dell'hardware. Veri e propri system seller, saghe dal blasone altisonante che hanno portato quasi (sì, caro Wii U, pensiamo proprio a te) ogni piattaforma della casa di Kyoto al successo, e a farsi beffe del supporto delle terze parti.

Con Nintendo Switch questa tendenza sembra invertirsi, affatto per necessità quanto piuttosto per scelta stilistica. Ecco, quindi, che dopo i recenti sbarchi di Call of Chtulhu e del sempre osannato The Witcher 3, giunge sull'ibrida Nintendo anche Vampyr, action-RPG dei francesi di Dontnod Entertainment che va ad ampliare un catalogo sempre più eterogeneo e quasi da "main console".

Noi chiaramente eravamo in prima linea, e ci siamo portati anche al bagno ed a spasso la consunta e morbosa Londra dell'epidemia spagnola, insieme alle tormentate gesta del redivivo ed assetato dottor Jonathan Reid.

Spiace constatare come anche Vampyr, nel suo porting ad opera degli statunitensi di Saber Interactive, presenti le medesime spinosità che gìà altre reincarnazioni hanno portato alla luce su di una piattaforma come Switch.

Sembrerà scontata e pedissequa come considerazione in un simile frangente, tuttavia gli stenti per quanto concerne le performance e le rinunce sotto il profilo tecnico sono evidenti. Non può che essere altrimenti, date le risorse che l'hardware ha da offrire, eppure permane doveroso sottolinearle e descrivervele.

Perché al netto di una risoluzione visibilmente al di sotto dei 720p del pannello di Switch, gli oscuri ambienti del Pembroke Hospital e della Londra tinteggiata da Beauverger straripano di pop-up, pop-in e frame drop, i quali accompagnano una finitura negli elementi secondari degli ambienti di gioco che si giustappone in maniera forse troppo netta a modelli dei personaggi ancora piuttosto discreti.

Certo, sotto il profilo tecnico l'opera non brillava nemmeno in altri lidi, eppure dobbiamo comunque rendere merito al fascino di un'ambientazione che non viene troppo intaccato dagli impedimenti dell'hardware. Le performance comunque rimangono discrete, non arrivando mai a compromettere le fruibilità dell'esperienza o le fasi d'azione, e permettendo all'esperienza di restare sempre piuttosto godibile.

Il fascino e lo spessore artistico della produzione rimangono invariati in questa edizione. Riuscirete anche stavolta a prestare fede al vostro giuramento o finirete preda della sete di sangue e potere?

Quel che abbiamo trovato un po' più fastidioso è un font dei testi dei documenti eccessivamente striminzito, che mette a dura prova la vista ancor più nell'adattarsi alle proporzioni dei 6,2 pollici del pannello.

Dobbiamo segnalare con altrettanta mestizia la stazionaria situazione in merito alle performance in modalità docked. Anche qui, sia nelle fasi esplorative che durante i combattimenti, si ravvede una certa fatica dell'Unreal Engine nella gestione dei poligoni e nella costruzione delle geometrie ambientali. Lo schermo denota un fastidioso aliasing e texture visibilmente squadrate che rendono questa versione la peggiore sotto il profilo tecnico e non solo.

Ci sarebbe infatti da discutere sulla fruibilità portatile di un titolo come Vampyr, piuttosto lento nell'approccio all'azione, incentrato su ampie fasi narrative e di dialogo e, conseguentemente, certamente più indicato per sessioni di gioco lunghe e poco "mordi e fuggi".

I compromessi tecnici sono visibili, con espressioni facciali molto meno ispirate e dettagli di contorno soprattutto particolarmente abbozzati.

Del resto va segnalato che nell'ottica di ampliamento di un catalogo sempre più vasto ed eterogeneo, di cui si accennava già, si tratta comunque di un'aggiunta di un certo peso e intendiamo anche in questa sede rendere il giusto merito alle qualità del prodotto, che ci sono e permangono anche in questa versione, al netto di più di qualche compromesso.

La questione pare piuttosto convenzionale: quale può essere la ragion d'essere di una versione Switch di Vampyr? Quale potrebbe essere il suo target di riferimento, ed esistono davvero ragioni per potere preferire questa versione a quelle "maggiori"?

Dare risposta a questi interrogativi è, al contempo, piuttosto semplice ed estremamente complesso. Perché davvero, a meno che non siate tra coloro che posseggono esclusivamente Switch come console, non vediamo come possiate preferire questa versione. Ed anche nel primo caso, comunque, dovreste essere consapevoli dei limiti che, soprattutto in docked, vi ostacoleranno.

I testi dei documenti, specie in modalità handheld, non saranno particolarmente confortevoli da leggere. Potrebbe tornarvi utile una lente d'ingrandimento!

Se proprio non avete alternative, questa versione è comunque consigliabile all'ignorare una produzione tutt'altro che perfetta, ma con importanti guizzi artistici e narrativi.

Viceversa, se non siete preda della smania di portarvi la vostra libreria videoludica ovunque ed avete occasione di recuperarlo altrove, potete serenamente concedere al vostro Switch, per l'occasione, un meritato riposo.

6 / 10

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Luca Del Pizzo

Contributor

Sedotto dalle avanguardie tecnologiche e da tutto ciò che porti emozione, Luca non può restare indifferente al fascino prorompente dei videogiochi. Ha la fortuna di coniugare questo amore con quello incondizionato per la scrittura. La vita, a volte, riserva cose meravigliose. Sino ad un nuovo Silent Hill degno di questo nome, tuttavia, non è ancora abbastanza.

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