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Anno 2070

Un graditissimo ritorno.

Lo stand Ubisoft alla Gamescom é un posto piuttosto affollato, pieno di PR e giochi interessanti. Il vostro povero redattore non era però lì per AC: Revelations. E neanche per le bellissime PR che girovagavano alla ricerca dei loro giornalisti preferiti. Era lì per un gioco che in Italia (sfortunatamente) non ha la schiera di fan che si meriterebbe: sto parlando del quinto episodio della serie Anno, Anno 2070.

Anno é un city builder/gestionale, in cui il commercio e la pianificazione rappresentano il vero fulcro dell'esperienza. Sempre ambientato in epoche storiche diverse, e contraddistinto da una grafica fuori parametro (almeno per quanto riguarda le due versioni uscite negli ultimi 4 anni) si é conquistato, specialmente in Germania, una folta schiera di appassionati. E non é stato un caso che i due addetti ai lavori che ce lo hanno presentato fossero proprio tedeschi.

Il gioco, che sarà probabilmente disponibile in autunno (io dico che sarà il 7 di ottobre o al massimo di novembre, ma non mi chiedete il perché... é una storia lunga) era consultabile solo sottoforma di demo non giocabile: i 35 minuti della presentazione sono stati troppo pochi, ma molto esaustivi. Le novità sono molte e sebbene la svolta data dagli sviluppatori possa non piacere ai fan più accaniti, è riuscita a ridare linfa vitale ed un pizzico di originalità ad una serie che quasi per definizione rimaneva ancorata a periodi storici medievali.

Il più grande cambiamento in Anno 2070 é proprio, come dice il nome, il periodo storico in cui il gioco é ambientato. Si parla di un futuro semi apocalittico, ovvero il 2070, in cui i giocatori potranno calarsi nei panni di due fazioni che sono come il vino e l´acqua santa: ovvero gli Eco ed i Tyco. Le due fazioni non differiscono solamente per le strutture che hanno a disposizione, ma anche per la filosofia di vita che le contraddistingue.

Gli Eco sono i figli dei fiori del nuovo millennio. Energie rinnovabili, inquinamento zero e sostenibilità dell´ambiente sono le loro parole d´ordine. Il tutto però ad un prezzo caro: ovvero la lentezza nell´espansione e nella ricerca. Certo, un´isola felice e poco inquinata é perfetta per coltivare e fare un sacco di altre cose belle: ma se la crescita economica é lenta e non si hanno risorse per sfruttare questo bel paradiso il gioco si complica.

Il trailer del gioco.

I Tyco, d´altra parte, sono degli industriali a cui non interessa nulla dell´ambiente. Laddove gli Eco cercano di preservare la natura con impianti energetici all´insegna di pale eoliche e campi di pannelli solari, I Tyco preferiscono i "sani" e vecchi pozzi di petrolio e le centrali a carbone. Queste garantiscono una crescita rapida al prezzo della distruzione dell´ambiente circostante. Il che significa che per andare a coltivare le banane, i poveri Tyco dovranno colonizzare un´altra isola.

Nel caso scegliate l´una o l´altra fazione, l´ambiente circostante verrà modificato: verde e luminoso per gli Eco, grigio e cupo per i Tyco. Mano a mano che si raggiungeranno nuovi livelli tramite la costruzione di edifici sempre più avanzati, si potrà raggiungere il cosiddetto livello di fazione Tex.

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Simone Barillà

Staff Writer

Simone Barillá è un genovese DOC. Tifoso del Genoa, divide la sua vita tra famiglia, lavoro, videogiochi e antipatia per i ciclisti.

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