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Call of Duty: Black Ops 2 - preview

Qualche piacevole novità.

La presentazione di Call of Duty: Black Ops 2 portata avanti da Activision durante l'E3 ci ha particolarmente colpiti, visto che pur avendo a disposizione pochi minuti e due sole missioni per lasciare il segno, i programmatori sono riusciti nella difficile impresa di catturare l'attenzione della stampa specializzata presente alla fiera.

La dimostrazione si è sviluppata interamente attorno all'hands-off di due missioni, la prima in una Los Angeles del futuro, la seconda completamente scollegata dalla storia principale e ambientata a Singapore.

Vedere Los Angeles messa a ferro e fuoco fa abbastanza impressione.

La missione di Los Angeles, la stessa mostrata durante la conferenza Microsoft, iniziava con un lungo dialogo tra diversi personaggi all'interno di un veicolo in movimento, prontamente attaccato dall'aviazione nemica. Un elicottero gli precipitava davanti in slow motion e, dopo una serie di attacchi sempre più violenti e precisi, il blindato dove si trovava il protagonista si ribaltava seminando il panico.

Dopo la solita scena di risveglio, con i suoni attutiti e l'immagine messa lentamente a fuoco, il giocatore va ai comandi di una torretta per abbattere alcuni velivoli nemici, agganciandoli e sparando una serie di razzi a ricerca. Abbandonata la torretta, il protagonista viene quasi travolto da un aereo abbattuto e, nel momento più complicato, viene salvato dall'intervento dei rinforzi.

Ripresa la marcia fino all'interruzione forzata causata dal crollo della strada, afferrando un fucile di precisione il responsabile della demo cerca di fornire un po' di copertura ai propri compagni. Il fucile ha un mirino che rileva il calore, che rende più facile l'individuazione di eventuali minacce.

Una volta scoperto, il protagonista viene preso di mira a colpi di RPG e si cala con una fune il più velocemente possibile, nel tentativo di non lasciarci le penne. Lo scontro a fuoco successivo si rivela un'escalation costante dove ogni parte del monitor è letteralmente invasa da nemici da abbattere, tra cui spiccano veicoli corazzati a quattro zampe equipaggiati con due mitragliatrici pesanti particolarmente aggressive. Eliminata la minaccia si scopre che il veicolo corazzato non era solo e, con un ritmo sempre più frenetico, la sparatoria continua.

Il lavoro di pulizia fatto dai programmatori non basta a far dimenticare l'età del motore grafico.

"Dalla demo mostrata all'E3 2012, sembra trasparire una piacevole sensazione di libertà"

Preso un lanciarazzi da una cassa d'armi si elimina un secondo mech corazzato, per poi tornare al fucile d'assalto e continuare l'avanzata. Osservando ciò che accade su schermo si nota immediatamente quanto gli script, presenti in maniera massiccia, siano stati realizzati con cura nel tentativo di mantenere sempre alti i ritmi di gioco, senza per questo rinunciare ai 60fps costanti.

Nel bel mezzo dell'inferno, arrivano i droni di sostegno, piccoli elicotteri volanti che possono essere attivati attraverso il comando sul braccio sinistro del protagonista, in modo da eliminare eventuali nemici in zona semplicemente indicandoli con buona approssimazione.

A questo punto lo scontro si sposta all'interno di un centro commerciale all'aperto, per poi arrivare di fronte al Convention Center, edificio in cui si svolge l'E3, dove un edificio crolla alzando un fitto polverone. L'azione riprende con il team che cerca di fare il punto della situazione. In mezzo alla polvere c'è un caccia pronto al decollo sul quale, ovviamente, il protagonista sale a bordo per seminare il panico direttamente dal cielo.

L'aereo è un modello a decollo verticale e, come tale, può stazionare in aria come gli elicotteri. Questa parte della missione prosegue con un'evoluzione della sequenza in Vietnam di Black Ops, ma stavolta tutto si svolge sopra ai tetti di L.A. mentre il giocatore ha il pieno controllo del velivolo e del suo arsenale.

Call of Duty: Black Ops 2 si mostra all'E3 2012.

"L'aspetto grafico è ormai troppo datato per non mostrare qualche acciacco di troppo"

I ritmi sono sempre molto, molto, alti e la scena finisce col pilota che si lancia col paracadute facendo schiantare l'aereo contro un altro mezzo.

La seconda missione, come vi abbiamo già anticipato, si colloca al di fuori della linea narrativa. A seconda di come si porta a termine, la trama principale viene modificata, portando anche a finali differenti. In sostanza questa missione si può anche fallire e i risultati si ripercuotono sull'intera esperienza di gioco.

Francamente stentiamo a capire l'utilità di un mezzo bellico con una simile design.

La cosa più interessante di questa operazione riguarda l'apparente sensazione di libertà che questa sembra garantire al giocatore. Attraverso un treno di perlustrazione, infatti, e possibile esaminare la mappa e scegliere come muovere la squadra e come avvicinarsi a ogni scontro.

Il compito del giocatore è quello di raggiungere e mettere in sicurezza tre obiettivi distinti, sfruttando i dreni d'assalto (sia volanti che terrestri), le granate e gli sforzi dei propri compagni di squadra. A quanto abbiamo avuto modo di vedere l'IA lascia ancora a desiderare, visto che i soldati nemici tendono a scegliere le coperture sbagliate offrendo il fianco al giocatore.

Black Ops 2, quindi, si e rivelato piacevole e interessante nonostante l'aspetto grafico ormai troppo datato per non mostrare qualche acciacco di troppo, a prescindere dai continui sforzi dei programmatori per pulire i vari elementi. Non ci resta che attendere di poter metter mano al multiplayer per capire se, come sperano tutti, il team riuscirà a replicare quanto di buono fatto con l'online del primo Black Ops.

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Filippo Facchetti

Contributor

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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