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Steel Battalion: Heavy Armor - prova

Una piacevole sorpresa dal Captivate.

Aspettavate un gioco hardcore per Kinect dopo Child of Eden? Steel Battalion: Heavy Armor potrebbe essere ciò di cui avete bisogno. Durante il Captivate abbiamo infatti avuto modo di provare una demo di questo interessante titolo, seguito del leggendario gioco di mech uscito su Xbox accompagnato dal suo indimenticabile controller.

Questa volta a sostenere il giocatore in una guerra tra mech sarà la futuristica telecamera di Microsoft, ma come se la caverà nella difficile impresa? A quanto abbiamo visto c'è ancora un notevole margine di miglioramento, ma vi assicuriamo che le premesse per un'esperienza godibile e dannatamente interessante ci sono tutte.

In caso di panico di uno dei membri dell'equipaggio la situazione può evolversi a seconda delle reazioni del giocatore.

Prima di iniziare il nostro hands-on abbiamo affrontato un indispensabile tutorial utile ad apprendere i movimenti base da effettuare con le mani e il corpo per eseguire alcune azioni specifiche all'interno del mezzo.

A differenza di quanto accade nella maggior parte dei giochi di mech, in Steel Battalion: Heavy Armor non ci si trova da soli ai comandi del mezzo, ma si fa parte di un equipaggio di quattro persone. Questo porta con sé diverse responsabilità, visto che un singolo errore o un comando non rispettato possono portare non solo alla propria morte, ma anche a quella dei compagni.

Steel Battalion: Heavy Armor integra in modo intelligente il Kinect con il joypad tradizionale, permettendo di fatto di controllare i movimenti, il puntamento e il fuoco delle armi con il controller classico, lasciando alla telecamera una serie di compiti accessori davvero ben studiati.

In pratica, durante la nostra prova su strada ci siamo ritrovati a scacciare mosche invisibili per spostarci da una parte all'altra dell'abitacolo, per aprire e chiudere ogni genere di strumento e, più in generale, per gestire dall'interno una vasta gamma di elementi del mech.

Nel gioco saranno presenti numerosi modelli di VT, ognuno caratterizzato dal proprio abitacolo.

"L'esperienza ci è sembrata bizzarra, surreale e faticosa, ma dannatamente coinvolgente"

Il risultato? L'esperienza ci è sembrata allo stesso tempo bizzarra, surreale e faticosa, ma dannatamente coinvolgente. Pensate che a un certo punto abbiamo perfino dovuto mimare i pugni che stavamo dando al nostro compagno di squadra che aveva tentato la fuga in un momento di debolezza.

In pratica, a seconda dei movimenti effettuati con le mani e della posizione degli arti rispetto alla telecamera è possibile afferrare diverse maniglie, utili per aprire strumenti di vario genere. Allo stesso modo è possibile gestire la propria posizione all'interno della cabina, ora afferrandosi agli appigli di fronte e avvicinandosi alla feritoia da cui osservare meglio la situazione, ora ruotando sul proprio sedile per parlare faccia a faccia con i compagni di squadra.

Provando il gioco abbiamo notato che per far registrare al Kinect i movimenti esatti è necessaria una buona dose di precisione, soprattutto nella rotazione del polso. Basta una piccola imperfezione nel movimento per rischiare di eseguire un comando indesiderato, ritrovandosi nei guai nel bel mezzo della battaglia.

Fondamentalmente è come giocare a un picchiaduro. Per eseguire le combo è necessaria molta pratica utile a ottenere una maggior precisione, e qui è lo stesso ma con movimenti molto diversi da quelli che noi giocatori siamo abituati a usare tradizionalmente.

Il livello di coinvolgimento è sempre molto alto. All'interno dell'abitacolo la comunicazione tra i membri dell'equipaggio è continua e costante, e oltre a offrire sempre informazioni utili, permette anche di non perdere di vista la situazione sul campo di battaglia, con informazioni via radio e segnali di vario genere.

"Cosa si può fare usando il Kinect all'interno della cabina di pilotaggio? "

Ma cosa si può fare usando il Kinect all'interno della cabina di pilotaggio? Per attivare la ventola con cui aspirare il fumo derivato da eventuali colpi subiti, per fare un esempio, si deve afferrare una maniglia sulla destra e tirarla per aprire l'apposito pannello di comando. Una volta fatto questo, bisogna tirare verso il basso l'interruttore della ventola.

L'uso del binocolo per le perlustrazioni a distanza può aiutare a cogliere di sorpresa i nemici o a evitare pericolose imboscate.

Per eseguire tale manovra, nel corso dell'hands-on, siamo morti perché nella nostra scarsa esperienza non ruotavamo adeguatamente il polso, finendo con l'aprire e chiudere a ripetizione il pannello di controllo. Considerando che la difficoltà del gioco sembrerebbe già adesso particolarmente elevata, capirete da soli il rischio che un comando sbagliato può rappresentare per l'intero equipaggio.

Altri esempi di istruzioni associate al Kinect? Alzandosi in piedi si esce dall'apertura superiore dell'abitacolo per effettuare utili perlustrazioni a 360 gradi, magari sfruttando il binocolo che si attiva mimando il movimento che si farebbe per portarlo agli occhi dal laccio attorno al collo.

L'idea, quindi, è estremamente interessante e promettente. La nostra speranza è che, giocando a casa con calma e dopo un pizzico di allenamento, il controllo integrato tra pad e Kinect risulti abbastanza fluido e preciso da non penalizzare un'esperienza potenzialmente ottima.

Durante le missioni cooperative è necessario proteggere il leader, visto che la sua distruzione coincide con l'immediato Game Over.

Francamente ci sentiamo di dare fiducia al progetto, visto che dopo aver provato per tre volte di fila la prima missione della campagna, una sorta di sbarco in Normandia in salsa mech, siamo finalmente riusciti a portare a casa la pelle completando il compito che ci era stato affidato.

"Francamente ci sentiamo di dare fiducia al progetto"

La prima volta siamo morti camminando su una mina e rimanendo in balia del fuoco nemico. La seconda volta, mentre ingaggiavamo uno scontro a colpi di cannonate con un mech, siamo stati assaliti alle spalle dalla fanteria nemica, che ha aperto il nostro abitacolo per mitragliare l'intero equipaggio senza pietà.

L'ultimo tentativo invece si è rivelato un vero successo, visto che ormai avevamo metabolizzato i movimenti base del gioco. Una volta aggirata la prima linea nemica abbiamo sfruttato la visuale ingrandita per abbattere la fanteria dalla distanza col mitragliatore pesante, per poi liberarci del mech e dei carri armati a colpi di Heat Shell.

Sebbene presenti ancora qualche problema, quindi, Steel Battalion: Heavy Armor si è rivelato una vera sorpresa. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a leggere l'interessante intervista a Tatsuya Kitabayashi, producer del gioco, rilasciata ai nostri microfoni!

Torna all'elenco dei contenuti dello Speciale Captivate 2012 dove potrai trovare anteprime, video e gallerie delle immagini dei più importanti giochi di Capcom appena presentati a Roma!

A proposito dell'autore

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Filippo Facchetti

Contributor

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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