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Warhammer 40.000 Chaos Gate Demonhunters Recensione, uno strategico che colpisce nel segno

Nella tetra oscurità del lontano futuro, c’è solo guerra.

Un universo in subbuglio, devastazione e presenze demoniache. Genocidi alieni e interi pianeti ridotti a un cumulo di macerie o ricoperti da piaghe putrescenti. Tante fazioni in lotta per la supremazia, seguendo il volere di divinità celestiali, dei feticci, il caos infernale o semplicemente incarnando il fine ultimo del “bene superiore” per giustificare morte e distruzione.

Questo è il mondo di Warhammer 40.000 ideato per Games Workshop nel lontano 1987 da Rick Priestley, come continuazione futuristica del suo universo fantasy creato nel 1983. Nel corso dei decenni questo universo ha subito un’evoluzione non solo nei contenuti ma anche nel numero di pubblicazioni e giochi, da fare invidia ai più prolifici autori.

Dalle numerose versioni del gioco di miniature da tavolo, ai libri di fiction ispirati al lore denso e ricco di temi, passando da un numero di videogiochi che per un motivo o per l’altro non sempre hanno colpito il bersaglio, la saga di Dawn of War è stata ampiamente sfruttata. In ambito videoludico, il gioco di Relic e i due titoli di Slitherine, Gladius e Battlesector sono forse i prodotti più riusciti, che hanno portato gloria al franchise inglese.

Chaos Gate - Daemonhunters (CGD) si discosta dal canonico strategico in tempo reale o a turni portandoci finalmente nella cruda e brutale azione, manovrando non un’armata smisurata composta da diversi squadroni ricchi di unità con caratteristiche uniche, ma quattro spietati e agguerriti membri del Capitolo dei Grey Knight, una fazione degli Space Marine segreta e con compiti ben precisi.

Coprire un accesso col fuoco di opportunità (overwatch) può risultare davvero utile nel caso i nemici nelle vicinanze facciano affidamento solo su attacchi corpo a corpo.

Creati dall’Imperatore stesso con l’aiuto di Malcador il Sigillita, durante l’era dell’Eresia di Horus, i Grey Knight sono l’arma di punta contro l’esistenza del Chaos, e fanno parte dell’Ordo Malleus, una sotto-fazione della quasi onnipotente Inquisizione, che si occupa di punire ogni eresia nell’universo. Benedetti dall’Imperatore stesso con il suo codice genetico, ognuno dei Grey Knight è dotato di poteri psichici, e la loro forza di volontà gli ha permesso, negli oltre 10.000 anni di storia, di restare immuni alla corruzione caotica che deriva dal maneggiare un così vasto potere.

La nostra missione pare semplice sulla carta. Una piaga sta contaminando diversi sistemi planetari e sebbene sembri normale amministrazione per il Dio della pestilenza Nurgle, questa volta sembra diversa. Dopo aver ricevuto una richiesta di supporto non soggetta a rifiuto da parte di uno dei membri dell’Inquisizione, la nostra missione diventa presto d’investigazione e contenimento, col fine ultimo di estirpare questo male antico, impedendoci di ritornare su Titano per le riparazioni necessarie.

A bordo della nostra nave, la Baleful Edict, ci spostiamo di pianeta in pianeta sterminando orde di demoni e umani contaminati dalla piaga per fare luce su questo mistero, che potrebbe portare una minaccia ben più pericolosa. Questa nave inoltre, che ricorda nel look una cattedrale gotica con potenti motori warp (a quando un altro Battlefleet Gothic?) è anche la nostra base delle operazioni, dalla quale non solo lanciamo assalti con i nostri Gray Knight ma possiamo anche effettuare ricerche, sviluppare potenziamenti, arruolare ed equipaggiare i nostri marine dello spazio.

CGD è uno strategico a turni con visuale isometrica nel quale guidiamo i nostri Gray Knight in missioni ad alto rischio, in scenari post apocalittici dove la distruzione e la contaminazione portata dalle forze del caos hanno reso ognuno di questi pianeti una landa desolata costellata da formazioni putrescenti, in aggiunta alla classica morte e distruzione.

La schermata di upgrade della nostra nave. Da qui possiamo assegnare i nostri servitori allo sviluppo di nuove tecnologie o semplicemente alla riparazione di sezioni danneggiate in battaglia.

Ognuno dei nostri marine può essere equipaggiato con diversi loadout di armi in corpo a corpo (spade e alabarde ad energia, martelli giganti, ecc.) in aggiunta alle più canoniche armi d’ordinanza di ogni Space Marine (bolt pistol, cannoni psionici e molti altri). Ognuno dei loro attacchi può essere potenziato usando i poteri psichici di cui i marine sono dotati per via della loro predisposizione genetica.

La potenza e la frequenza di questi attacchi si affida alla loro Forza di Volontà (WP), un punteggio che si consuma con l’uso e che viene ripristinato tramite l’uccisione di nemici. Ogni unità inoltre è dotata di un certo ammontare di punti azione usati per muoversi, sparare, portare attacchi all’arma bianca e ricaricare le nostre armi da fuoco. Un sistema questo ormai diventato un canone in titoli di questo genere.

Ogni missione portata a termine permette ai nostri soldati di guadagnare esperienza e acquisire nuove abilità e potenziamenti per renderli ancora più letali in combattimento, ma ogni ferita riportata in battaglia va curata a bordo della nostra nave, costringendoci quindi ad avere un plotone di marines sempre pronti all’uso in attesa che i nostri veterani recuperino completamente.

Rimanere feriti in combattimento (e perdere marine) in CGD è qualcosa di inevitabile. Ogni scontro è molto più aggressivo e premia uno stile di gioco che spinge i nostri soldati al faccia a faccia. Abbiamo certo opzioni quali l’overwatch, strausato dai nostri nemici (spesso con gittate lunghissime e aree coperte assai vaste) e che risulta utile quando siamo di fronte a nemici che non usano armi a distanza, ma di certo la natura dell’equipaggiamento dei Grey Knights, con le loro armi ad energia, induce spesso a battaglie all’arma bianca letali e coreografiche.

La schermata di equipaggiamento delle nostre truppe. Possiamo scegliere fra varie armi in corpo a corpo e distanza, il tipo di armatura e gadget come granate. Inoltre possiamo personalizzare il look del nostro marine.

L’ambiente di gioco di ogni missione è incredibilmente dettagliato, graficamente ineccepibile. Un piccolo capolavoro di art design che trasforma tutta l’iconografia creata negli ultimi quasi quaranta anni di storia in una ricreazione estremamente fedele dei campi di battaglia del gioco di miniature.

La mappa può essere ruotata con tasti Q ed E per offrire una visuale migliore dei nemici e delle varie coperture presenti, permettendoci di pianificare i nostri spostamenti, evitando di rimanere troppo scoperti facilitando il fuoco nemico. Le animazioni dei nostri soldati sono fluide e veramente teatrali, con mini animazioni per lanci di granate, uccisioni truculente e muri e porte sfondate, che danno un tocco cinematografico al gioco.

La colonna sonora poi rappresenta la classica ciliegina sulla torta, creando un’atmosfera incredibile sia in combattimento, sia durante l’esplorazione, con note horror fuse a un Vangelis dei tempi di Blade Runner.

La storia è narrata splendidamente attraverso un gran numero di filmati, tutti in CGI con uno stile a metà strada fra realismo e serie animata, con un ottimo voice over a fare da contorno, che vanta anche la presenza di Andy Serkis (Gollum) nei panni di Vardan Kai, il Gran Maestro dei Grey Knights che mensilmente controlla il nostro progresso sulla missione e rilascia fondi e risorse aggiuntive.

Varie missioni possono apparire contemporaneamente nel nostro sistema, spingendoci a compiere scelte talvolta rischiose. Qui possiamo inoltre vedere che tipo di resistenza avremo sul campo di battaglia.

Chaos Gate - Daemonhunters è una piccola gemma, il classico gioco che non t’aspetti e che ti tiene incollato allo schermo, con quella vocina nella testa che continua a sussurrare un’altra missione (o forse è solo l’Imperatore, non ne siamo certi). Questo titolo è probabilmente una delle rappresentazioni più fedeli del mondo di Warhammer 40k e trasmette quella sensazione di pericolo imminente che solo un titolo del lontanissimo passato, Space Crusade, ha potuto trasmetterci nelle lunghe ore spese a giocarci.

8 / 10

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A proposito dell'autore

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Alberto Naso

Contributor

Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, non sembra voler smettere da adulto. Streaming, articoli e la gestione di un negozio di giochi riempiono le sue giornate, col desiderio di giocare sempre un'altra partita. Potreste incontrarlo molto probabilmente nelle vaste terre di Azeroth.

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