Nano Assault Neo - review

Il miglior esponente della line-up digitale del Wii U?

Eurogamer si arma di microscopio per scoprire se il Wii U ha già la sua prima killer application digitale.

Versione provata: Wii U

La nuova Nintendo, quella che punta sul digitale e sui titoli hardcore, non si è fatta trovare impreparata al lancio del Wii U e ha anzi presentato una line-up di giochi scaricabili di tutto rispetto. Tra i vari Trine 2: Director's Cut e Chasing Aurora, emblemi del new deal in corso nella casa di Kyoto, ha trovato uno spazio considerevole l'affascinante Nano Assault Neo, uno shoot 'em up tridimensionale a base di immediatezza e colori sgargianti.

L'ultimo titolo della tedesca Shin'en non nasce dal nulla: il terreno per la sua uscita è stato preparato nel 2011 su Nintendo 3DS con un generalmente ben accolto Nano Assault, cui la versione Neo paga un debito alquanto elevato in termini di ispirazione. Le meccaniche di fondo sono d'altronde rimaste immutate: spara ed evita che ti sparino. Più facile di così...

I soli 82MB di Nano Assault Neo possono sorprendere in rapporto alla qualità visiva del titolo, ma non fanno lo stesso per quanto riguarda la quantità. Le modalità di gioco sono infatti soltanto tre e non presentano particolari varianti: la campagna single-player, rigiocabile in Survivor e cioè con un'unica vita a disposizione, il multiplayer esclusivamente in locale e l'Arcade.

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Nonostante il tripudio di colori e nemici, il frame-rate non perde un colpo.

Se alla tristezza di un comparto multigiocatore privo del supporto all'online abbiamo dovuto increduli fare il callo in questo inizio di next-gen firmata Nintendo, non sembrano esserci grosse giustificazioni per la scarsa longevità della modalità ad un giocatore.

"Non sembrano esserci grosse giustificazioni per la scarsa longevità della modalità ad un giocatore"

Questa si articola in appena quattro mondi, i “cluster”, suddivisi a loro volta in tre livelli e chiusi da boss fight perlopiù poco ispirate che, contrariamente alle aspettative create da alcuni passaggi piuttosto complicati, si esauriscono nel giro di qualche minuto.

Per portare a termine la sua missione, il giocatore deve ripulire la cellula-mondo da ogni forma di vita batteriologica e uscirne integro al netto delle tre vite disponibili. Complice un comparto grafico estremamente gradevole (unico appunto: i cambiamenti troppo repentini della visuale) e il ritmo frenetico, il pur arduo compito viene assolto con un certo piacere e lascia anche in caso di fallimento il desiderio di tentare nuovamente la sorte.

Considerando l'elevato numero di nemici a schermo e la loro pericolosità, appare subito indispensabile procurarsi un buon quantitativo di upgrade capaci di aumentare il potenziale offensivo del “velivolo” protagonista dell'azione.

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I vermi fanno parte dell'ambientazione e non c'è modo di eliminarli: vanno semplicemente evitati, pena la perdita di una vita.

Questi saranno accessibili solo alla conclusione di ogni livello e non rimarranno equipaggiati ad eternum. Alla schermata del Game Over, infatti, tutti gli sforzi fatti per racimolare un nuovo satellite aggiuntivo, peraltro l'aggiornamento più efficace, saranno vanificati e bisognerà ricominciare il gioco completamente sprovvisti degli 'aiutini' sbloccati fino ad allora.

"I bonus cambiano in toto la prospettiva di Nano Assault Neo"

Un espediente, questo, senza dubbio utile all'incremento delle (poche) ore necessarie per il completamento dell'avventura in single-player e portatore sano di un retrogusto da cabinato in voga negli anni '80/'90, coadiuvato dai bonus disseminati per la mappa.

I bonus cambiano in toto la prospettiva di Nano Assault Neo, che diventa di colpo un racing e chiede di racimolare crediti da spendere poi nello store degli upgrade. Ad ostacolare la buona riuscita della corsa, naturalmente, si presentano degli ostacoli man mano più invadenti. Vista la rarità dei bonus, sbloccabili al ritrovamento in-game delle lettere che ne compongono la parola, e la congenita brevità delle spedizioni microscopiche, ahinoi non si tratta di un'aggiunta di eccessivo rilievo.

Il medesimo discorso vale pure per la modalità Arcade, che si limita a riproporre i singoli livelli nell'ottica di battere il record di punti proprio e degli avversari connessi alla rete, e per il multiplayer a due utenti, grazie al quale è possibile sfruttare il GamePad come monitor e lasciare lo schermo del televisore a un amico munito di Wii Remote e Nunchuck. Non trattandosi di sensibili variazioni sul tema del gameplay, è davvero difficile che questi dettagli riescano ad allungare di molto la permanenza sul gioco.

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I livelli bonus sono dei tunnel a gravità zero in cui correre a caccia di crediti. Contrariamente a quanto potreste pensare, le sezioni di racing non supportano il giroscopio del GamePad.

A fare da contraltare all'aspetto più negativo di Nano Assault Neo, e cioè alla sua scarsa durata, ci pensa un uso sapiente del nuovo controllo del Wii U. Shin'en ha utilizzato senza strafare il GamePad, permettendo ai giocatori di accedervi come schermo indipendente dal televisore o in qualità di secondo monitor, in maniera non troppo dissimile da quanto visto nei concorrenti della line-up di lancio.

"Il Remote Play si addice particolarmente alle meccaniche fresche e immediate di Nano Assault Neo"

Il Remote Play si addice particolarmente alle meccaniche fresche e immediate di Nano Assault Neo, non a caso esponente di una serie nata su piattaforma portatile. Per cui niente drammi se la TV è impegnata o la stanchezza vi spinge a stare a letto: col GamePad tra le mani, e soprattutto non troppo lontano dalla console, potrete godere di un'esperienza davvero simile a quella originale.

Simile ma non pari: sfruttando il monitor del televisore, infatti, gli utenti possono consultare una mappa dell'area e direzionare a proprio piacimento i colpi dei satelliti. Si tratta di funzionalità non esattamente imprescindibili, ma soprattutto nelle prime ore di gioco è forte la necessità di avere delle indicazioni sul posizionamento dei punti di uscita o delle zone più affollate.

Una chicca che senz'altro interesserà l'utenza “hardcore”, magari proveniente da anni e anni di Xbox 360 o PS3, è il sistema di achievement interno denominato Missioni con cui i fan del 100% potranno misurarsi col completamento senza se e senza ma del titolo. Le sedici richieste degli sviluppatori non sono particolarmente esose, e vanno dal non perdere neppure una vita in un livello al ripulire una cellula in meno di sessanta secondi.

Il trailer di Nano Assault Neo.

Fatto il doveroso rapporto qualità/prezzo, Nano Assault Neo è un buon prodotto che lascia provare a un costo esiguo alcune delle feature di maggiore importanza per il futuro del Wii U, ma che pecca mortalmente sotto l'aspetto della longevità.

Il prossimo episodio dovrà necessariamente presentare un'offerta di contenuti più ricca e varia perché, con un eShop rimpolpato dai titoli third-party, consumatori e critici potrebbero non essere così comprensivi.

7 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Nano Assault Neo - review Paolo Sirio Il miglior esponente della line-up digitale del Wii U? 2012-12-14T12:40:00+01:00 7 10

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