Skulls of the Shogun - review

La battaglia prosegue nell'aldilà!

Strategia a turni nel Giappone feudale... dell'aldilà. La prima fatica del team 17-BIT dimostra che non è necessario essere famosi per realizzare un ottimo strategico con una generosa dose di umorismo.

Versione provata: Xbox 360

Prima di iniziare, devo premettere che non mi ero mai interessato a questo Skulls of the Shogun nonostante il mio amico/collega Ricciotto abbia tentato più volte di parlarmene con toni entusiastici. Questo per farvi capire con quale spirito mi sia avvicinato alla prima fatica del team 17-Bit (che già dal nome ci piace), che strizza l'occhio a numerosi strategici a turni del passato. Per il debutto i ragazzi hanno scelto di donare i loro servigi in esclusiva a Microsoft, facendo uscire questo Skulls of the Shogunn esclusivamente su Xbox LIVE Arcade e piattaforme Windows 8 e Windows Mobile.

Ma veniamo a noi, anzi a lui. Ovviamente la prima cosa che colpisce in questo gioco è lo stile grafico estremamente accattivante, che ci mette di fronte a scenari tipici del Giappone medievale in stile cartoon, con personaggi super-deformed. E che personaggi! Sì, perché come avrete intuito dal titolo, i protagonisti di questo gioco non sono dei normali samurai, ma dei samurai non-morti.

Lo stile è quello classico dei "turn-based RPG", con varie classi di personaggi tra cui scegliere che però non andranno a comporre giganteschi battaglioni per eserciti ancora più mastodontici. Tanto per capirci, questo non è un Total War con grafica in cel-shading ma un titolo dalle dimensioni decisamente più piccole ma non per questo meno meritevole di attenzione.

"Il team di sviluppo è riuscito a dare al gioco una profondità invidiabile"

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Skulls of the Shogun supporta sia il multiplayer co-op che competitivo fino a quattro giocatori con modalità drop-in/drop-out.

Il team di sviluppo, infatti, è riuscito a dare al gioco una profondità invidiabile nonostante dei mezzi nettamente inferiori rispetto a quelli che il team The Creative Assembly ha a disposizione ormai da anni. Vi accorgerete ben presto, infatti, che un titolo dall'apparenza così frivola e leggera richiede accorte pianificazioni ad ogni mossa, una profonda conoscenza di tutti i personaggi in gioco e delle loro caratteristiche, nonché la necessità di conoscere al meglio il "terreno" su cui si combatte.

Non avete voglia di impegnarvi in tutto questo? Allora preparatevi a qualche sonora sconfitta. Se andare avanti non è un problema troppo spinoso nei primi livelli, che fungono più che altro da tutorial, con il procedere le cose si fanno decisamente più difficili... una vera manna per gli appassionati di questo genere, ma anche un potenziale ostacolo per chi si aspettava da Skulls of the Shogun un "turn-based" da giocare nel tempo libero mentre si fa una telefonata o si sgranocchia qualcosa.

Una volta assimilato il (semplice) sistema di controllo si apprendono i primi rudimenti riguardanti le possibilità di movimento sul campo di battaglia, circoscritte in un raggio d'azione che si riduce in base alle azioni scelte. La possibilità di attaccare fisicamente o con incantesimi (in fondo siamo nell'aldilà, di cosa vi stupite?) nonché di impartire ordini alle unità in ogni turno, rendono indispensabile imparare a gestire al meglio le tre classi principali (fanteria, cavalleria e arcieri) e prendere poi in considerazione alcune variabili che in certi casi sono in grado di sovvertire le sorti degli scontri.

"Una volta assimilato il sistema di controllo si apprendono i primi rudimenti sui movimenti sul campo di battaglia"

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Le bandiere sul campo di battaglia indicano gli HP rimanenti per ogni unità. Divorare i teschi dei nemici può far recuperare Hit Points e anche aumentarli.

Esse sono rappresentate soprattutto da altri protagonisti come i Monaci, che possono essere evocati prendendo "possesso" di un tempio (cosa di cui parleremo tra poco). Ce ne sono di tre tipi, ognuno caratterizzato da specifiche abilità. Alcuni possono evocare poteri elementali per spazzare via uno o più nemici, altri tornano particolarmente utili per curare le truppe in difficoltà.

Ulteriore profondità viene data proprio dall'elemento che conferisce il nome al gioco... i teschi! Dopo aver eliminato uno o più avversari, un'unità può infatti utilizzare una "azione" per cibarsi dei teschi sul campo, che permettono di riguadagnare HP. Divorandone tre l'unità in questione diventa "demoniaca" e ottiene un turno extra, il che in alcuni casi potrebbe rappresentare un grosso vantaggio.

Ci sono poi da considerare le possessioni a cui ho accennato poco fa. Alcune zone della mappa possono essere "infestate" per poter usufruire del loro potere. Nel caso dei suddetti tempi, questi consentono di evocare nuove unità come i Monaci di cui abbiamo parlato pocanzi. Le zone "possedute" vengono marchiate con il colore della squadra che ne ha preso possesso ma ovviamente possono essere spodestate dalle unità avversarie.

"L'ultima chicca è rappresentata dal cross-platform, che consente di giocare indifferentemente su Xbox 360, Windows 8 e Windows Phone"

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I dialoghi rappresentano la cosa più divertente del gioco, ma cercate di non distrarvi o sarà peggio per voi.

L'ultima chicca è rappresentata dal cross-platform, che consente a chi possiede più versioni del gioco di salvare una partita su un dispositivo (come ad esempio l'Xbox 360) per proseguirla poi su un PC con Windows 8 o un "device" su cui giri l'ultima versione dell'OS Windows Phone. Tale caratteristica coinvolge ovviamente anche il multiplayer, visto che giocatori in possesso di piattaforme diverse possono giocare tra loro sincronizzando i giochi sulla "nuvola".

Insomma, di carne al fuoco Skulls of the Shogun ne mette davvero tanta, più o meno tutta quella che si è staccata dagli scheletri che ne sono protagonisti, e solo i giocatori più audaci e attenti riusciranno a carpirne la vera essenza. Alcune delle piccole sorprese che questo gioco riserva ai suoi estimatori le ho volutamente tralasciate per non rovinarvi il gusto di scoprirle.

Probabilmente l'unico "difetto" del gioco 17-BIT è rappresentato proprio da questa sua natura ibrida, che potrebbe tenere lontano chi è abituato a titoli dal tono più serioso e realistico (come la suddetta serie Total War) e scoraggiare chi cerca un titolo più "easy" con cui intrattenersi occasionalmente.

"Se avrete la pazienza di non soffermarvi solo sulla sua veste grafica, Skulls of the Shogun vi ripagherà con parecchie soddisfazioni"

Skulls of the Shogun si presenta con questo video.

Se avrete la pazienza di non soffermarvi solo sulla sua veste grafica "giappofila" e "kawaii" e al tempo stesso di assimilare al meglio il suo (insospettabilmente) profondo gameplay, Skulls of the Shogun vi ripagherà con parecchie soddisfazioni. Il tempo speso in sua compagnia non solo vi regalerà un'esperienza divertente e appagante ma contribuirà magari a far rinascere in voi la voglia di riprendere quel FF Tactics o Advance Wars che avevate lasciato in sospeso qualche tempo fa.

8 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Skulls of the Shogun - review Daniele Cucchiarelli La battaglia prosegue nell'aldilà! 2013-02-01T13:33:00+01:00 8 10

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