PokÚmon X e Y - review

Un nuovo inizio per i mostri tascabili.

Nintendo prova a svecchiare la serie con PokÚmonX e PokÚmonY. Saranno riusciti a sviluppare il capitolo definitivo?

Il cambiamento Ŕ sempre fonte di timori e preoccupazioni, e nel mondo reale come in quelli virtuali cambiare vuol dire sempre fare un passo nell'ignoto. Alle volte l'ignoto pu˛ rappresentare un miglioramento, altre volte un peggioramento. Nel mondo dei videogiochi si contano innumerevoli esempi di serie che non sono riuscite a stare al passo coi tempi, cosý come se ne sono viste tante altre che, aggiornandosi e alle volte stravolgendosi, si sono crogiolate sotto le luci della ribalta per lustri. Delle serie Nintendo, molte appartengono a questo secondo gruppo e PokÚmon (lo avrÓ capito chi ha giÓ sbirciato il voto in fondo alla pagina) non fa eccezione.

PokÚmon X e Y rappresentano l'apice dell'evoluzione di una serie che, partita dagli schermi in bianco e nero del '96, ora approda alla terza dimensione e segna sý una netta linea di demarcazione col passato, ma non vi costruisce sopra un muro. Non stravolge cioŔ l'incipit della saga ma guarda al passato, comprendendo e sottolineando tutta l'importanza che gli scorsi episodi hanno avuto per la saga e per i giocatori.

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La telecamera Ŕ in grado finalmente di sottolineare l'azione in modo anche spettacolare, sia nei combattimenti che fuori.

Il titolo Ŕ una continua citazione verso i primi episodi, quelli classici che i nostalgici come noi ancora ricordano con affetto. Il passaggio alla terza dimensione non Ŕ stato un modo per rompere col passato ma un mezzo per costruire un ponte verso di esso, un pretesto per prendere tutto ci˛ che abbiamo sempre amato della serie e condensarlo in un unico titolo.

Non Ŕ un caso quindi che questo sia il primo titolo a consentirci di scegliere non uno ma due starter. Non Ŕ un caso che accanto ai nuovi Chespin, Fennekin e Froakie, tornino i vecchi e amatissimi Bulbasaur, Charmander e Squirtle. Sin dalle prime partite si nota l'attenzione degli sviluppatori in grado di creare un'avventura fresca e innovativa, com'era stato il capostipite, ma allo stesso tempo cosý familiare.

Torneremo ad avere a che fare coi PokÚmon della prima e seconda generazione, affiancati dai pi¨ amati esponenti delle successive e da nuove, inedite creature. I ragazzini che nel '96 giocavano al primo episodio, potranno rivedere molte delle loro vecchie conoscenze, animate in uno splendido cel shading, mentre i bambinoni di oggi avranno modo di divertirsi con una quantitÓ spropositata di nuovi PokÚmon. X e Y si sforzano insomma di coadiuvare il vecchio col nuovo, mescolando tutti gli elementi che hanno fatto la storia della serie con nuove componenti e vestendo il tutto di uno scintillante motore grafico, prima e pi¨ evidente innovazione di questo nuovo capitolo.

Per la prima volta il mondo di gioco sarÓ completamente tridimensionale e non saremo pi¨ costretti dalla visuale isometrica classica, che spesso e volentieri si sposterÓ per sottolineare un evento importante o uno scorcio particolarmente suggestivo. Il nuovo motore ha consentito agli sviluppatori di conferire una maggiore espressivitÓ ai personaggi umani, mossi ora da animazioni pi¨ fluide, varie e particolareggiate.

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Poter scegliere dopo tanti anni gli starter storici della serie non solo Ŕ interessante ma anche emozionante.

Lo stesso, anzi molto di pi¨, si pu˛ dire per i PokÚmon veri e propri. Come sempre il comparto visivo utilizzato nelle battaglie differisce da quello delle fasi esplorative, solo che questa volta gli sprite bidimensionali del passato sono stati sostituiti da modelli poligonali in cel shading, in grado di sfruttare al massimo le potenzialitÓ del Nintendo 3DS.

La particolaritÓ degli scontri per˛, ovvero il fatto di non dover renderizzare pi¨ d'una manciata di PokÚmon alla volta (negli incontri multipli se ne vedono sino a sei contemporaneamente), ha consentito agli sviluppatori di concentrarsi sulla resa degli stessi, che ora appaiono splendidamente definiti e particolareggiati.

Se il comparto visivo rappresenta quindi un netto miglioramento rispetto allo scorso capitolo, con un dislivello mai visto tra due episodi cosý vicini delle serie, gli scontri sono quelli che meno hanno giovato della nuova veste grafica. Le nuove animazioni, semplici ma curatissime, hanno consentito agli sviluppatori di rendere i combattimenti pi¨ veloci e spettacolari, ma il sistema Ŕ rimasto tendenzialmente inalterato.

L'inserimento della nuova tipologia dei PokÚmon folletto e della meccanica della megaevoluzione non stravolge eccessivamente il sistema di gioco. La prima infatti altro non fa che costringerci a ripensare un minimo al complesso intreccio di vantaggi e svantaggi che lega i vari tipi di pokÚmon, anche se in realtÓ basta ricordarsi che sono molto forti contro i PokÚmon di tipo drago e deboli verso quelli acciaio e veleno.

Un altro paio di maniche Ŕ la megaevoluzione, che ci consente non solo di cambiare l'aspetto esteriore di alcuni PokÚmon ma di modificarne profondamente le statistiche aumentandone la potenza e limitandone i punti deboli. Questa meccanica, pur aggiungendo pepe alle battaglie multigiocatore, Ŕ forse eccessivamente sbilanciata all'interno dell'avventura principale.

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Durante le battaglie dovrete fare attenzione anche alle precipitazioni atmosferiche. I PokÚmon d'acqua e d'erba ad esempio traggono giovamento dalla pioggia ma lo stesso non pu˛ dirsi per quelli del fuoco.

Utilizzare MegaCharizard o MegaLucario (le prime due evoluzioni che abbiamo sbloccato), consente di far pendere ogni lotta a nostro favore a meno che non ci si ritrovi in una situazione di netto svantaggio (contro PokÚmon di 5-10 livelli superiori e di tipo opposto). Un effetto acuito anche dal fatto che, pur limitata a un solo utilizzo per lotta, pu˛ essere attivata anche all'inizio dello scontro, consentendoci di risolvere il combattimento in pochi turni.

"Le nuove animazioni, semplici ma curatissime, hanno consentito agli sviluppatori di rendere i combattimenti pi¨ veloci e spettacolari"

Si tratta per˛ non di un difetto palese ma della necessaria conseguenza dell'abbassamento del livello di difficoltÓ del gioco. PokÚmon X e Y Ŕ leggermente pi¨ facile da giocare e meno impegnativo, un po' come tutti i titoli odierni, anche se controbilancia questo aspetto con una lunga serie di attivitÓ incidentali in cui potremo cimentarci.

Avremo la possibilitÓ di allenare direttamente i nostri PokÚmon tramite l'allenamento virtuale, dove all'interno di un apposito simulatore potremo giocare con sacchi da boxe e strani avversari gonfiabili. Potremo dedicarci a coccolare, nutrire e far giocare la nostra squadra, in modo da aiutare i nostri PokÚmon che, a seconda del loro grado di felicitÓ, saliranno di livello pi¨ o meno velocemente. Potremo fermarci a prendere un caffŔ con gli amici, tagliare i capelli al nostro personaggio e ad alcune particolari creature, fare qualche acrobazia sui pattini (che sostituiranno le ormai famigerate scarpe da corsa) e tanto altro.

Persino gli incontri casuali e gli incontri nella caverne sono stati leggermente migliorati e limati. I primi sono pi¨ vari, dato che nell'erba alta avremo modo di combattere anche contro gruppi di cinque PokÚmon di basso livello, che si coalizzeranno per sconfiggerci. I secondi sono invece meno frustranti e meglio bilanciati, rendendo le caverne un'ottima occasione per ottenere esperienza e non pi¨ una trappola mortale.

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Alcuni PokÚmon come Lucario megaevolvono allo stesso modo in entrambe le versioni, altri come Mewtwo cambiano megaevoluzione a seconda della versione giocata.

Si tratta sempre di attivitÓ secondarie o piccole migliorie, Ŕ vero, ma sono comunque preziose aggiunte al gameplay che mascherano dei problemi irrisolti che il gioco si porta dietro da sempre. I pattini ad esempio (il cui utilizzo Ŕ associato alla levetta analogica) risolvono il nonsense di un personaggio che, stranamente, non era in grado di correre senza le scarpe adatte e ci consentono addirittura di andare pi¨ veloci, senza dover necessariamente selezionare la bicicletta dallo zaino.

Le varie boutique e i negozi presenti, invece, non solo impreziosiscono le ambientazioni rendendole pi¨ realistiche ma ci consentono anche di spendere in modo creativo i soldi avanzati dopo l'acquisto di attrezzature e pozioni, che non si accumuleranno pi¨ inutilmente nel portafogli virtuale del nostro personaggio.

"PokÚmon X e Y rappresenta senza ombra di dubbio l'apice raggiunto dalla serie"

Le aggiunte al gameplay, quindi, competono a migliorare l'impatto di questo nuovo capitolo che, indipendentemente da qualche piccolo difetto, Ŕ in grado di accontentare sia i puristi che i neofiti. Il ritmo di gioco che porta ad andare avanti costantemente piuttosto che a restare bloccati nella stessa zona per livellare i propri PokÚmon, ben si adatta al comparto pi¨ narrativo del titolo che, straordinariamente, ci propone un accenno di regia e una trama pi¨ vicina a quella dei film animati. Una scelta che pu˛ piacere o non piacere ma che, se esplorata, potrebbe portare in futuro ad un prodotto ancora pi¨ profondo e articolato.

Ci˛ detto non ci resta che tirare le somme di questa nuova versione che, senza ombra di dubbio, rappresenta l'apice raggiunto dalla serie. PokÚmon X e Y Ŕ un titolo maturo nelle meccaniche, vario e sfaccettato, in grado di mettere d'accordo tanto coloro che non sono andati oltre i primissimi capitoli, quanto i fan che hanno seguito la serie.

Quest'ultima versione Ŕ la pi¨ indicata anche per chi voglia avvicinarsi per la prima volta alla serie. Il gioco Ŕ svecchiato, attualizzato, ha un ritmo pi¨ veloce e un comparto visivo pi¨ attraente. Insomma X e Y rappresenta per la serie di PokÚmon quel che GTA V rappresenta per Grand Theft Auto, un titolo non perfetto ma in grado di dettare gli standard coi quali tutti i capitoli successivi dovranno confrontarsi.

9 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio PokÚmon X e Y - review Fabio Davide Un nuovo inizio per i mostri tascabili. 2013-10-04T17:00:00+02:00 9 10

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