Dead Rising 3: Operazione Aquila Abbattuta - review

Non c'è pace per Los Perdidos.

Nuovo protagonista ma stessa città per il primo DLC di Dead Rising 3. Vediamo se un Aquila Abbattuta può ancora volare.

Giunto in esclusiva per Xbox One lo scorso 29 novembre, Dead Rising 3 non ha saputo entusiasmare la critica, vuoi per una realizzazione tecnica al di sotto delle aspettative, vuoi per delle meccaniche di gioco particolarmente ripetitive. Nonostante ciò Dead Rising 3 è risultato divertente e godibile grazie alla possibilità di girare con estrema libertà per le strade di Los Perdidos, la città invasa dagli zombie che fa da sfondo all'intera storia.

Molto importante era anche la presenza di arnesi mortali, molti dei quali piuttosto fantasiosi, che era possibile costruire con certa facilità per sbarazzarci senza troppi problemi di orde infinite di voraci non morti. E con cui magari prestare aiuto, quando richiesto, alla moltitudine di personaggi secondari presenti all'interno di gioco, elementi questi che contraddistinguono la serie di Capcom.

In questo ambiente dal sapore squisitamente apocalittico si colloca Dead Rising 3: Operazione Aquila Abbattuta, il primo DLC dei quattro già annunciati che ci cala nei panni di Adam Keane, veterano di guerra a capo di una task force chiamata a perlustrate l'intera cittadina di Los Perdidos alla ricerca della Presidentessa degli Stati Uniti. La signora in questione sarebbe in possesso d'importantissime e segretissime informazioni, che vanno assolutamente reperite per evitare effetti collaterali su vasta scala.

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Ogni tanto dovremo porre fine alle sofferenze dei nostri ex compagni…

Per il nerboruto Keane però le cose si mettono subito male e appena giunto all'estrema periferia di Los Perdidos, nel punto prescelto per lo sbarco, un missile colpisce in pieno l'elicottero su cui viaggia l'intero team: l'impatto a terra è devastante e l'intero plotone viene sparpagliato in diversi punti della città, non senza ingenti perdite.

"Questo DLC ci cala nei panni di Adam Keane, un veterano di guerra a capo di una task force"

Adam Keane, dopo aver ripreso i sensi in seguito al terribile schianto, si rende conto della gravità della situazione e si mette subito al lavoro cercando i sopravvissuti. La radio, l'unica compagna di viaggio del capitano, gli indicherà gli obiettivi da portare a termine, tenendolo sempre aggiornato sulla situazione della città infestata dagli zombie.

L'obiettivo primario della missione, come già detto, è il ritrovamento della Presidentessa, possibilmente sana e salva, a cui si aggiunge anche il recupero della scatola nera dell'elicottero da poco abbattuto; la "black box" non deve finire per alcun motivo nella mani sbagliate, onde evitare ulteriori intralci al già rischioso incarico segreto.

Questa è grosso modo la trama, non propriamente originale, del primo DLC di Dead Rising 3, che ci permette di provare 5 nuove armi e nuove combo: Keane all'inizio dell'avventura può infatti contare unicamente su due affilatissimi pugnali da guerra, devastanti negli scontri corpo a corpo ma inadatti quando circondati da decine di non morti. Ma il piatto forte è l'inedito Armadillo, un corazzato piuttosto lento e dotato di una torretta di grosso calibro, che ci permette di muoverci in sicurezza per le vie di Los Perdidos.

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Una missione suicida? Ci vuole ben altro per fermare il capitano Keane!

Il livello di Adam Keane viene trasferito direttamente da quello ottenuto in precedenza giocando nei panni di Nick Ramos: abilità, combo, skill e progetti vari vengono così importati nel nuovo alter ego. Rispetto all'originale, Operazione Aquila Abbattuta introduce alcune novità come una presenza più massiccia di morti viventi (che rimanda agli ultimi due giorni della campagna di Ramos), nuovi infetti e nemici (spesso gli ex compagni della task force, ora divenuti zombie) e numerose side-quest.

"La mini campagna non porta via più di 3-4 ore di gioco prima di essere portata a termine, comprese le missioni secondarie"

La mini campagna, tutta dedicata al capitano Adam Keane, non porta via più di 3-4 ore di gioco prima di essere portata a termine, comprese le missioni secondarie. Un po' pochino se pensiamo che la maggior parte delle quest secondarie tendono ad assomigliarsi tutte e non rappresentano, il più delle volte, una sfida vera e propria, trattandosi di ritrovare le targhette dei marines caduti in battaglia, di eliminare quelli infetti e di mettere in sicurezza dei sopravvissuti. Insomma, dejà vù è linearità sono elementi spesso presenti all'interno di questo primo DLC.

Un po' di varietà è data invece dalle missioni legate all'esplorazione di Los Perdidos, che nascondo anche diversi bonus ed elementi che torneranno utili nel prosieguo della storia. In questo caso saremo chiamati a disattivare le numerosissime telecamere della ZDC o ad aprire varchi e accessi all'interno delle roccaforti difese dai ribelli, per creare un po' di scompiglio tra le fila nemiche grazie al vantaggio numerico offerto dagli zombie (e risparmiando così qualche preziosissima munizione).

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I coltelli da guerra, letali e anche dannatamente divertenti da usare!

Anche l'ambiente di gioco non è mutato e in Operazione Aquila Notturna avremo a che fare con la solita Los Perdidos, resa un po' più cupa e spaventosa ma con le medesime location, come ad esempio i luoghi precedentemente messi in sicurezza da Ramos e ora presidiati invece dai terroristi.

"Operazione Aquila Abbattuta non introduce elementi innovativi ma rappresenta comunque una buona alternativa al gioco originale"

Insomma il primo DLC non introduce quegli elementi innovativi sperati ma comunque rappresenta una buona alternativa al gioco originale, se pensiamo soprattutto alla differenziazione delle armi che è possibile impugnare. Keane, a differenza di Ramos, può contare infatti su di un arsenale prevalentemente militare composto da fucili a pompa, mitragliette, fucili d'assalto e una devastante machine-gun con cui abbattere le centinaia di zombie che ci si pareranno davanti.

Grazie alla presenza di queste bocche da fuoco Dead Rising 3 si trasforma quasi da survival horror a shooter in terza persona. Nonostante ciò l'esperienza non sembra mutare così radicalmente rispetto all'originale, ma quello che lascia interdetti è la povertà degli elementi distintivi della nuova storia, l'assenza di profondità dei nuovi personaggi e la narrazione con più ombre che luci.

Tecnicamente invece il primo DLC, con annessa maxi patch di 13 GB, sembra aver dato i frutti sperati: il frame rate risulta più stabile anche se qualche calo è sempre presente, mentre le texture si attestano su livelli discreti, così come i vari effetti quali maciullamenti, esplosioni, rifrazioni ed effetti luminosi che abbondano in ogni angolo di Los Perdidos.

In definitiva Operazione Aquila Abbattuta aggiunge ben poco alla struttura di Dead Rising 3, se non per qualche elemento accessorio, e i dieci euro richiesti sembrano un po' troppi per una campagna giocabile solo in singolo che si finisce in una manciata d'ore (comprese le side quest). Se interessati all'universo di Dead Rising 3, vi consigliamo piuttosto di acquistare direttamente il Season Pass, che con 29 euro vi garantisce l'accesso a tutti e quattro i DLC previsti.

6 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Dead Rising 3: Operazione Aquila Abbattuta - review Marco Gatto Non c'è pace per Los Perdidos. 2014-01-27T11:19:00+01:00 6 10

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