The Walking Dead Season 2: In Harm's Way - review

La violenta apocalisse di Telltale.

Con In Harm's Way, Telltale si appresta a portare The Walking Dead verso l'epilogo. Riuscirà Clem a sostenere il carisma di Carver?

Anche con The Walking Dead, Telltale Games ha fatto il proverbiale giro di boa portando Clementine, Luke e gli altri sopravvissuti verso la parte finale della seconda stagione.

Questo vuol dire che, conti alla mano, si tratta del nono episodio dedicato dallo sviluppatore nordamericano all'opera di Kirkman e dunque il momento nel quale potrebbero cominciare a vedersi i primi segnali di stanchezza o il raggiungimento dei limiti strutturali del motore grafico e della formula ideata per la serie.

Entrambi questi fattori, però, sono stati, come al solito, abilmente evitati grazie ad una sapiente sceneggiatura capace, quasi sempre, di mascherare i vari problemi. In questo terzo episodio, intitolato In Harm's Way, Telltale Games ha deciso di incentrare tutta la storia intorno al vibrante confronto di personalità tra Clementine e Carver, il supercattivo interpretato da Michael Madsen, per creare picchi di tensione notevoli e cominciare a delineare in maniera più chiara il percorso di crescita che hanno ideato per Clem.

La protagonista, infatti, passerà dall'essere una piccola bambina da proteggere a prototipo della nuova generazione di persone nate e cresciute nel terrore e nell'orrore dell'apocalisse zombie e quindi in grado di gestire meglio di molto adulti questo orrore, guardandolo fisso negli occhi.

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Lo confessiamo, a volte avremmo voluto essere noi a prendere a schiaffi Sarah!

Il loro diventa dunque non tanto uno scontro di volontà tra il violento, ma carismatico leader di una comunità di sopravvissuti ed una bambina, anche sarebbe ridicola come cosa, quanto un passaggio di consegne tra una generazione e la successiva che vi darà modo di scegliere se farla essere più compassionevole e umana o se plasmarla in maniera dura e spietata come la precedente.

"Telltale ha deciso di incentrare l'episodio sul confronto di personalità tra Clementine e Carver"

Per far comprendere meglio lo stato d'animo e le differenze tra una sopravvissuta abituata a lottare per la sua vita e una persona che nonostante tutto è cresciuta protetta dalla famiglia, gli sviluppatori affiancano Sarah a Clementine, una ragazzina più grande, ma decisamente più debole. Talmente impacciata, insicura e fragile da spingervi a doverla proteggere e difendere a tutti i costi, nella speranza di spronarla a diventare autonoma e consapevole dei pericoli e del resto del gruppo.

Anzi a volte la tentazione è quella di scuoterla con le cattive, spronarla e, nel caso più estremo, prendere una decisione difficile e lasciarla andare, facendole subire le conseguenze di ogni sua azione. Esattamente come fa Carver con la sua comunità, spronata e pungolata per farla reggere al meglio, ma sfrondata degli elementi deboli se la necessità lo richiede.

La crescita di Clementine, per esigenze di copione, è stata però un po' troppo veloce e ha portato a qualche forzatura di sceneggiatura, come alcuni personaggi che fanno agiscono in maniera incomprensibile dato che assegnano dei compiti fondamentali ad una ragazzina, salti temporali un po' brutali e attacchi zombi un po' a casaccio.

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Carver non è solo carismatico, ma picchia anche come un fabbro!

La maggior parte delle volte, però, la situazione è mascherata in maniera molto abile dagli sceneggiatori, che si dimostrano anche consapevoli di alcune loro forzature e le gestiscono in maniera molto ironica. Parliamo nello specifico del "Perché sempre io devo fare le cose", un battuta che potrete far dire a Clementine dopo l'ennesima assurda richiesta da parte degli "adulti" che corrisponde esattamente al vostro pensiero in quel momento.

"Alcune scelte sono assolutamente ininfluenti ai fini della trama"

L'altro elemento sul quale Telltale prova ad insistere per rendere indimenticabile l'episodio e magari far dimenticare qualche sbavatura di troppo, è l'elevatissimo tasso di violenza di questa ora e mezza. Si comincia con un (sano) schiaffone ad una ragazzina e si arriva al brutale pestaggio di una persona ormai resa inoffensiva.

Tutto questo stando attenti a non esagerare mai e riuscire in qualche modo a rendere credibile e persino condiviso questo genere di comportamento.

Questa deriva serve comunque a dimostrare, per l'ennesima volta, che in realtà non sono gli zombie i mostri che hanno perduto la loro umanità, ma sono gli esseri umani il pericolo più grave e infido che si può incontrare in giro per il mondo. Nonostante Lee ci abbia insegnato il contrario.

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Rinchiusi all'interno di una sorta di prigionia non godremo di tanta libertà d'azione.

Anche perché i non morti con la loro prevedibilità, possono essere un pericolo controllabile, mentre gli esseri umani con le loro menzogne e la loro volubilità vanno sempre soppesati e controllati per scoprire le loro vere intenzioni.

"C'è l'impressione che determinate cose siano state chiuse in fretta per rispettare delle tempistiche troppo strette"

Proprio nel verificare il peso di alcune scelte fatte, rigiocando l'episodio, ci si renderà conto di alcuni limiti della produzione, come alcune scelte assolutamente ininfluenti ai fini della trama o alcune scene, come quelle nelle quali muoversi di soppiatto, nelle quali in realtà è impossibile fallire.

Sarebbe stato interessante vedere introdotti nuovi elementi del gameplay nella produzione, elementi che oltretutto sono già stati presentati, come il doversi muovere da una copertura all'altra senza essere individuati. Ma forse tradirebbero l'anima di racconto interattivo che sempre più sta prendendo vigore all'interno dei lavori di Telltale.

L'impressione è dunque quella che gli sviluppatori abbiano usato due "specchietti per le allodole" come il carisma di Carver e la violenza di alcune scene per far schizzare alle stelle la tensione e rendere indimenticabile anche questo episodio nonostante ludicamente e narrativamente sia forse il più piatto finora proposto.

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Nonostante tutto ci sarà modo di spaccare qualche cranio marcescente!

I picchi di tensione e gli avvenimenti mostrati sono probabilmente tra i più alti della serie, ma le fasi di intermezzo sono invece tra le meno ispirate degli ultimi tempi e danno la preoccupante impressione che determinate cose siano state chiuse in fretta e furia per rispettare delle tempistiche che stanno diventando a tutti gli effetti troppo strette per lo sviluppatore, impegnato su troppi fronti per poter mantenere uno standard qualitativo di eccellenza in ogni singolo elemento.

The Walking Dead Season 2: In Harm's Way rimane comunque un importante pezzo del puzzle di The Walking Dead e probabilmente, se contestualizzato all'interno di un'intera stagione, l'episodio con la maggiore concentrazione di scene ad effetto. Ma noi speriamo sempre ci sia anche qualcosa di più.

7 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio The Walking Dead Season 2: In Harm's Way - review Luca Forte La violenta apocalisse di Telltale. 2014-05-14T12:30:00+02:00 7 10

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