WildStar: non chiamatelo clone - review

Cosa ci avranno lasciato gli Eldan?

È l'MMO più ambizioso di NCsoft? Difficile dirlo, senz'altro è uno dei più interessanti in circolazione. Vediamo dunque cosa può fare un manipolo di transfughi di Blizzard con alle spalle qualcuno che investa bene su di loro.

Versione provata: PC

Sviluppato da Carbine, uno studio fondato da ex dipendenti Blizzard facenti parte del team di World of Warcraft, WildStar sembra avere i numeri per diventare una valida alternativa ai soliti MMO e, come anticipato dal buon Fantoni nella sua prova di qualche mese fa, potrebbe addirittura rischiare di essere il nuovo WoW. Forse non replicandone il successo esorbitante ma quantomeno facendoci investire una mole di ore decisamente elevata.

Anche se a prima vista sembra una copia del titolo di Blizzard di certo non va chiamato clone, e non solo per l'ambientazione ma anche per il suo bel carico di novità. La sua grafica cartoonesca saprà regalare momenti emozionanti, epici ed esilaranti molto di più di quanto possa farlo un titolo con grafiche "migliori", oltre a stancare meno velocemente come dimostrato nel corso di questi anni dal colosso degli MMO.

La storia racconta di Nexus, un pianeta stracolmo di tecnologia abbandonata da una potente razza aliena, gli Eldan, ormai scomparsi. Racconta anche di due fazioni: i Dominion, impegnati a conquistare il pianeta per i loro loschi scopi, e gli Exile, che invece tenteranno il tutto per tutto per impedire che ciò accada.

A noi starà scegliere da che parte stare e quale razza impersonare: negli Exile troveremo i classici Umani, gli Aurin, con le loro lunghe orecchie e la coda felina, gli enormi Granok e i Mordesh, una razza di brillanti scienziati ormai in via d'estinzione che su Nexus cerca la cura al morbo che li affligge.

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La creazione del personaggio è uno dei momenti più importanti in un MMO. Vi piace questa Aurin?

Nei Dominion troveremo invece i Cassian, umani che si dice siano stati scelti dagli Eldan per ereditare il loro potere, oppure i brutali ed assetati di sangue Draken, insieme ai Mechari, androidi privi di emozione e scrupoli. Chiudono la lista i folli Chua, delle specie di topi tanto intelligenti quanto malvagie.

"La storia racconta di Nexus, un pianeta stracolmo di tecnologia abbandonata da una potente razza aliena, gli Eldan"

Selezionata la razza, ci siamo persi per una buona mezz'ora a modellare il nostro personaggio: le opzioni sono davvero numerose e senza contare la possibilità di poter scegliere liberamente le dimensioni di ogni particolare, dal naso alle orecchie, dagli occhi alla bocca e così via. Innumerevoli sono anche le caratteristiche predefinite che, come già detto, ci ruberanno non poco tempo se siamo decisi a tirare fuori il meglio per il nostro diletto.

Una volta che la nostra idea avrà preso forma, dovremmo compiere ancora due importanti scelte, la classe e il Path. Per quanto riguarda la prima avremo sei possibilità di scelta, ognuna delle quali avrà un doppio ruolo, evitandoci così di restare legati a una sola caratteristica. Prendendo ad esempio il Warrior, non solo potrà fungere da tank, come si addice alla sua classe, ma potrà anche convertirsi in DPS puro nel caso ce ne sia bisogno.

L'Esper, oltre ad avere abilità da curatore, potrà anche lui destreggiarsi nel danneggiare i nemici; lo Stalker, con la sua invisibilità, è la classe più votata al DPS ma nel caso di necessità è pronto a trasformarsi in un abile tank; l'Engineer, infine, con i suoi droni non sarà da meno. Il Medic, oltre ad essere un curatore eccellente, potrà a sua volta infliggere danni di tutto rispetto e lo Spellslinger, con le sue pistole, oltre ad un'elevata potenza di fuoco sarà in grado di lanciare cure nel caso ce ne fosse la necessità.

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Scegliete saggiamente classe e Path: non potrete cambiarli.

Questa particolarità del doppio ruolo è una carta vincente sotto tutti i punti di vista, in primis quello della coda per le varie istanze, che come si sa sono sempre intasate dai DPS mentre i tank e gli healer lasciano sempre a desiderare. In secondo luogo permetterà a tutti di affrontare le varie quest anche in solitaria, senza dover dipendere troppo dal prossimo.

"Il Path è una sorta di carriera a parte che il nostro personaggio seguirà, acquisendo punti esperienza in modo separato da quelli della classe"

Dal canto nostro, in fase di recensione abbiamo voluto provare l'Esper, trovando chiaramente meno difficoltoso entrare in un dungeon come curatore che come DPS, trovandolo divertente e intrigante con le sue particolari abilità psichiche in grado di controllare la mente, protegge i compagni di gruppo e allo stesso tempo creare illusioni per sterminare i nemici.

La seconda importante scelta riguarda invece il Path, una sorta di carriera a parte che il nostro personaggio seguirà, acquisendo punti esperienza in modo separato da quelli della classe. Dovremo sceglierne solo uno tra i quattro disponibili e ognuno ha le sue particolarità.

Il Settler potrà in determinati punti costruire stazioni di potenziamento o mezzi di trasporto utili a tutti i giocatori; l'Explorer visiterà i posti più remoti del pianeta godendosi le viste migliori; il Warrior macellerà nemici a più non posso mentre lo Scientist cercherà di carpirne i segreti. La scelta è molto importante e non potrà essere modificata, definendo la base del vostro stile. Se usata in combinazione con gli altri giocatori, vi darà accesso a zone altrimenti inarrivabili: scegliete dunque con saggezza.

Tutti su Nexus con il trailer di lancio di WildStar.

Compiuti questi pochi ma decisivi passi potremo catapultarci sul campo di battaglia e cominciare a macinare mostri, quest e tutto quello che ci capita a tiro. Questo è uno degli aspetti classici degli MMO con cui anche WildStar è dovuto scendere a compromessi. Uscire da questo canone è infatti alquanto complesso, rischiando poi di ritrovarsi con un sistema magari interessante ma poco funzionale per la maggioranza dei giocatori.

"Nelle quest troviamo un tocco di humour, una spruzzatina di sarcasmo e una valanga di citazioni prese da film, giochi e serie TV"

Il tocco di classe è però stato l'aggiungere alle quest un tocco di humour, una spruzzatina di sarcasmo e una valanga di citazioni prese da film, giochi e serie TV. Nomi e trame delle quest vanno letti, oltre che per capire cosa bisogna fare, soprattutto perché sapranno ogni volta strapparci una risata.

Risate che però non bastano a tenere i giocatori incollati a un titolo e questo i Carbine lo sanno bene. Bisogna anche avere contenuti capaci d'impegnare, soddisfare, e WildStar di sicuro non è carente nemmeno sotto questo punto di vista. Oltre alle canoniche quest avremo infatti le Challenge, i dungeon, il PVP istanziato e non, le Adventure, gli Elder Game e l'housing, un grande assente da molti MMO usciti negli ultimi tempi.

Le Challenges non sono altro che brevi incarichi da portare a termine entro un tempo prestabilito. Possono essere di vario tipo, come uccidere un determinato tipo di mostri, raccogliere oggetti disseminati per la zona e così via. Tali incarichi ci potranno valere un bronzo, un argento o un oro, dandoci così l'accesso a un moltiplicatore che aumentare la possibilità di ottenere la ricompensa tra le varie disponibili una volta raggiunto l'obiettivo.

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Lo vedete quell'enorme martellone? Il boss non esiterà a picchiarvelo sulla schiena...

Le Advanced Diagnostic Virtual Environment Neuro-Tactile Universal Research Experiment o più brevemente Adventure, non sono altro che delle simulazioni create da un'IA Eldan per testare le le nostre capacità e alle quali potremo accedere una volta raggiunto il quindicesimo livello. Saranno affrontabili tutte le volte che vorremo, dovremo anche compiere alcune decisioni che però non influenzeranno minimamente la trama principale.

"Le Adventure sono delle simulazioni create da un'IA Eldan per testare le le nostre capacità"

Al momento ci sono solo sei Adventure disponibili tutte con meccaniche differenti, ad esempio in War of the Wilds, alla quale potremo accedere raggiunto il venticinquesimo livello, ci troveremo di fronte ad una sorta di MOBA, molto simile a DotA o Heroes of Newhert, dove lo scopo ultimo sarà quello di controllare la base avversaria. The Siege of Tempest Refuge, affrontabile dal livello trenta, è invece molto simile a un tower defense, saremo chiamati a difendere con tutte le nostre forze un generatore dagli assalti dei nemici, nel caso di fallimento saremo costretti a ritirarci presso un altro generatore e così via fino ad avere successo o perdere completamente il controllo della mappa.

Se invece preferiamo portare avanti la trama principale avremo la possibilità di cimentarci nell'esplorazione dei vari dungeon messi a disposizione. Raggiunto il ventesimo livello ci sarà garantito l'accesso a due dei quattro disponibili e qui, come per le quest, è tutto molto simile a quanto già visto in altri MMO. Bisognerà infatti eliminare mostri su mostri fino a raggiungere il boss, una volta di fronte al quale dovremo scoprire come abbatterlo prima che ci renda degli scendiletto. Non mancheranno comunque momenti di ilarità alternati ad altri di panico per qualche passo falso commesso magari da un compagno di squadra che non è proprio un campione d'attenzione.

Per chi si sentisse pronto ad affrontare altri giocatori, WildStar mette a disposizioni un buon numero di possibilità per il PVP, dallo scontro in campo aperto nelle varie mappe, attivando l'opzione nel caso fossimo in un server PVE o semplicemente entrando nelle zone contese nel caso dei server PVP.

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Le Challenges ogni tanto sono qualcosa di epico ed allucinogeno...

Oltre a questa modalità ce ne sono tre: nei Battleground ci scontreremo in 10 vs. 10 nel tentativo di segnare punti mediante la cattura di una maschera in Walatiki Temple o cercando di conquistare e poi difendere tre diverse postazioni in Halls of the Bloodsworn. Alternativamente ci sono le Arene da 2 vs. 2, 3 vs. 3 o 5 vs. 5 dove, insieme alla nostra squadra, dovremo annientare quella avversaria.

"Chi ha già raggiunto l'endgame può cimentarsi nei Warplot, delle arene da 40 vs. 40"

Chi invece ha già raggiunto l'endgame e ha ormai un equipaggiamento di tutto rispetto può cimentarsi nei Warplot, arene da 40 vs. 40 dove si potranno costruire edifici, evocare potenti mostri a difesa delle postazioni e così via. Per partecipare ai Warplot sarà innanzitutto necessario costruire un proprio accampamento per poi entrare nel matchmaking e affrontare lo squadrone avversario distruggendo l'accampamento o annientando le sue forze. Questa ttipologia di gioco richiede una buona organizzazione, soprattutto in fase di costruzione del proprio Warplot.

Gli Elder Game saranno invece disponibili solo al raggiungimento del cinquantesimo livello, in pratica ci verrà data la possibilità di affrontare versioni a difficoltà maggiorata delle varie Adventure e dungeon, avremo accesso alle Rated Arena dove potremo aumentare il nostro rank, ai Warplot menzionati precedentemente e ai Raid che momentaneamente solo due. Il primo da venti player chiamato Genetic Archives e il secondo, Datascape, strutturato invece per quaranta.

Per quanto riguarda tutte le attività dov'è necessario un gruppo, Carbine ha pensato di inserire un sistema di group finder attualmente già funzionante e che ci permetterà di completare il nostro party (o nel caso fossimo soli di aggregarci ad altri già formati). Basterà semplicemente selezionare l'attività alla quale si vuole partecipare e quale ruolo vogliamo ricoprire tra tank, dps e healer, permettendoci anche una scelta multipla. Tutto molto semplice e comodo, ma tenete in considerazione la possibilità di selezionare entrambi i ruoli della vostra classe per poter avere una maggiore chance di entrare nell'istanza desiderata.

Ecco in video un tour delle caratteristiche di WildStar.

Finora abbiamo parlato di menare le mani e di sparare con le nostre pistole ma non abbiamo ancora spiegato come farlo. WildStar ci propone un metodo alternativo di combattimento chiamato Telegraph. Scordiamoci i combattimenti statici, l'auto attacco e i colpi messi a segno automaticamente: qui bisognerà schivare e mirare per portare a segno il nostro colpo, altrimenti faremo una fine grama.

"Scordiamoci i combattimenti statici, qui bisognerà schivare e mirare per portare a segno il nostro colpo, altrimenti faremo una fine grama"

Il sistema è comunque semplice e di facile gestione: ogni nostra abilità ha una sua area d'effetto e dovremo fare in modo che all'interno della stessa si trovino i nemici o, in alternativa, i nostri compagni (se si tratta di un'abilità di cura). Tutto il resto da fare è utilizzare le schivate al momento opportuno: se ne hanno due consecutive poi dovremo attendere la ricarica. Imparare a muoverci e capire come e dove colpiranno le nostre abilità è fondamentale, perché se con i mostri normali potremo anche soprassedere, nelle istanze rischieremo di attirare più mob del dovuto, rischiando di essere poi linciati anche dai nostri compagni di squadra.

Per quanto riguarda invece la gestione delle skill sarà possibile metterne otto sulla barra e potremo modificarle solo quando non saremo in combattimento. Ogni classe avrà tre rami da dieci abilità l'uno, combinabili a piacimento e potenziabili tramite gli Ability Point. Ogni punto speso aumenterà il potere della skill aggiungendo anche nuovi effetti. Nella schermata AMPs invece potremo allocare gli AMP Power, sia per potenziarci ulteriormente ma anche per sbloccare nuove e letali abilità, lasciando davvero molto spazio alla sperimentazione.

Potremo personalizzare la nostra Build come meglio crediamo, affinarla il più possibile e renderla compatibile con il nostro stile di gioco. Non bastano però le abilità e i potenziamenti per far felice un avventuriero e dopo aver preso botte a destra e a manca si ha sempre bisogno di un posto dove ristorarsi e svagarsi, ed è qui che entra in gioco il sistema di housing.

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Questo gioco di ballo vi ricorda qualcosa?

Era intorno all'ormai lontano 1997 che pasticciavamo con i mattoni e sceglievamo il colore di porte e finestre della nostra casa in Ultima Online, e qualche anno dopo Dark Age of Camelot introduceva un sistema simile dove ogni giocatore poteva anche personalizzare il proprio arredamento. Poi, però, l'housing è andato perdendosi negli anni, nonostante una fetta di giocatori lo richieda sempre a gran voce.

"In WildStar la casa non è solo un vezzo ma è una vera comodità"

In WildStar la casa non è però solo un vezzo, non è il luogo dove esporre una reliquia ma è una vera comodità. Buona parte degli oggetti ci garantiranno un boost alla "rest xp", ossia il bonus che si ottiene quando non si è connessi. E non è certamente cosa da poco.

Potremo poi aggiungere portali per entrare nelle varie istanze, generare risorse e craftare in tranquillità, oltre alla possibilità di dare delle feste. Potremo anche avere un vicinato e trasformare la nostra casa in una risorsa utile a i nostri amici e compagni di gilda. Inoltre ci sarà data la possibilità di selezionare uno dei tre buff giornalieri utili per il PVP, i dungeon o le Adventure.

Parlando dell'housing abbiamo menzionato il crafting, un altro contenuto che non può mancare in un MMO. Quello presente in WildStar non sarà un'innovazione assoluta ma introduce una meccanica alquanto interessante. Tramite il menù della nostra professione avremo accesso alle diverse "ricette" per creare degli oggetti. Troveremo la lista delle materie prime necessarie ma potremo liberamente manipolarne la quantità per rendere l'oggetto più potente, prestando però attenzione alla percentuale di successo.

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Le ambientazioni sono suggestive e vi capiterà spesso di trovare resti della civiltà Eldan

Se decideremo di correre il rischio potremo ottenere un oggetto di un potenziale superiore alla norma, ma deve però andarci bene perché in caso di fallimento perderemo i nostri materiali. Per creare i suddetti oggetti ci serviranno anche le classiche materie prime, tutto abbastanza normale non fosse che i Carbine sono dei folli e hanno trasformato i nodi di risorsa in oggetti animati, che ragiscono al nostro tentativo di estrazione scappando o attaccandoci: non sarà quindi raro vedere giocatori correre dietro a del minerale!

Prima di passare alle conclusioni, infine, volevamo parlarvi dei C.R.E.E.D., il sistema di abbonamento mediante crediti di gioco. Questo metodo già testato da altri titoli, ad esempio da EVE-Online coi PLEX, permette di rinnovare di 30 giorni grazie all'acquisto del suddetto oggetto da un altro giocatore, il quale l'ha precedentemente pagato con valuta reale.

Il che è un buon modo per evitare che i player comprino moneta virtuale da siti non sicuri ed evitare il proliferare di bot, oltre che per tenersi stretta quella fascia d'utenza che non può o non vuole essere vincolata da un canone mensile. Ancora però non è chiaro a quanto ammonterà il valore in crediti di gioco né quanto sarà il costo in euro.

Tirando le somme e analizzando quanto visto, possiamo dire che WildStar non inventa nulla di nuovo, né rivoluzione il genere degli MMO ma consolida un sistema molto efficace. Non siamo certi che sia in grado di replicare il successo di un gigante come WoW ma ha tutte le carte in regola per farlo perché la quantità di contenuti è davvero enorme e già qualcosa si muove per aggiungerne di nuovi. Chi ha già gridato al plagio dovrebbe comunque spenderci qualche ora, non se ne pentirà.

8 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio WildStar: non chiamatelo clone - review Thomas Guidetti Cosa ci avranno lasciato gli Eldan? 2014-06-17T15:04:00+02:00 8 10

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