Pro Cycling Manager 2014: in attesa del Tour de France - review

Minimo sforzo, minima resa.

Ciclismo simulato… e senza doping!

Quando si parla di titoli sportivi, le opinioni cambiano da paese a paese. Dopotutto è ovvio che certe discipline raccolgano più o meno consensi a seconda di dove ci si trovi. In Giappone parleremmo più spesso di baseball, in America di football mentre in Italia ovviamente di calcio, soprattutto ora che non si può terminare una pausa caffè senza che qualcuno tiri in ballo i Mondiali.

Il ciclismo non è uno di quegli sport che in Italia attraggano masse urlanti come il calcio, eppure ha la sua folta schiera di appassionati che anche quest'anno stanno aspettando Pro Cycling Manager 2014, sviluppato dai francesi di Cyanide. Un simulatore che, in netta controtendenza, non solo non s'indirizza al grande pubblico ma non prova neanche a strizzargli un occhio, proponendo tabelle complesse, lente fasi decisionali e strategiche, pochissima grafica su schermo e, solo dopo ore e ore di numeri e statistiche, qualche vera e propria corsa. Ma andiamo con ordine.

La prima cosa con cui ci si scontra una volta caricato il gioco è l'interfaccia. Nonostante titoli come Football Manager l'abbiano negli anni raffinata, in modo da renderla il più possibile chiara e attraente, quella di Pro Cycling Manager 2014 è visivamente scarna ma al tempo stesso eccessivamente complessa. Gli sfondi scuri e monocromatici, popolati da scritte microscopiche, forniscono poi un'ardua sfida a miopi e astigmatici.

1

Alla lunga le animazioni e i modelli dei ciclisti vengono a noia, soprattutto se si considera che la simulazione fisica non sembra essere eccessivamente realistica.

Il gran numero d'informazioni proposte in ogni pagina tende inoltre a rendere caotica la gestione delle risorse a vostra disposizione. Certo, i puristi saranno contenti di avere sott'occhio più informazioni possibili ma non è stato fatto alcuno sforzo per migliorare l'appeal e la fruibilità dell'interfaccia. Il tutorial iniziale della modalità Carriera aiuta però a districare la matassa e, ben presto, ci si rende conto che il gioco nasconde una certa profondità simulativa.

"La modalità Carriera, infatti, rappresenta il cuore pulsante di tutto il gioco ed è anche la più complessa"

La modalità Carriera, infatti, rappresenta il cuore pulsante del titolo ed è anche la più complessa. Una volta scelta la propria squadra tra quasi un centinaio di team, divisi tra reali e fittizi, il gioco ci mette di fronte all'interfaccia manageriale vera e propria. Qui potremo gestire i messaggi che ci vengono inviati per aggiornarci della situazione, controllare i calendari delle gare, avanzare di un giorno nel tempo (una volta concluse tutte le azioni della giornata) e navigare tra i vari menù.

Le possibilità offerte sono numerose e significative, anche se tutt'altro che intuitive. Dovremo ad esempio stabilire gli allenamenti della nostra squadra, definire il livello d'impegno e di riposto che essa dovrà avere di giorno in giorno, decidere a quali eventi partecipare, controllare il mercato delle squadre e, ovviamente, gli sponsor.

2

Durante la gara potremo impostare alcuni parametri ma saremo tendenzialmente degli spettatori dall'inizio alla fine, premiazione compresa.

La gestione delle sponsorizzazioni in particolare è interessante e ben resa, consentendoci di sbloccare e scegliere nel corso del gioco partner commerciali che ci aiuteranno fornendoci attrezzature all'avanguardia, migliorando così le nostre prestazioni. Bisogna però stare attenti perché ogni nostra azione influenzerà il rapporto con questi sponsor, che potranno essere più o meno propensi ad aiutarci.

"Dopo un paio di settimane di allenamenti simulati, piccoli aggiustamenti d'assetto e mail di sponsor, potremo accedere alle prime gare"

Dopo un paio di settimane di allenamenti simulati, piccoli aggiustamenti d'assetto e mail di sponsor in grado di scocciare proprio come sanno fare gli addetti marketing nella vita vera (e lo dico da laureato in marketing), potremo accedere alle prime gare. In questo modo potremo cimentarci in una prima fase strategica, in cui scegliere schieramento e attrezzature, e in una (finalmente) meno testuale.

Nella prima fase al giocatore è richiesto di selezionare quella da utilizzare tra le varie attrezzature acquistate o regalate dallo sponsor. Ogni componente potrà influire sull'aereodinamica, sul peso della bici e sulla comodità del ciclista. L'incrocio di questi e altri fattori potrà variare anche di molto la performance della squadra, facendo la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Una volta terminata la pianificazione, Pro Cycling Manager 2014 ci chiede se desideriamo assistere o meno alla gara. In caso desiderassimo non assistervi, potremo direttamente vedere l'output della competizione, altrimenti avremo l'opportunità di seguire un'intera corsa simulata in 3D. Il risultato non è però dei migliori e, per accedere a questa fase, dovremo non solo sorbirci un lungo e letargico caricamento, ma anche una grafica decisamente al di sotto delle aspettative.

"Gli ambienti di gioco scarni, i ciclisti tutti uguali e le animazioni legnose non aiutano l'immedesimazione"

Gli ambienti di gioco scarni, i ciclisti tutti uguali e le animazioni legnose non aiutano l'immedesimazione, soprattutto se si considera che questa è appunto l'unica sezione del gioco in cui potremo realmente vedere il risultato delle nostre decisioni.

A controbilanciare la pochezza grafica vi è l'utilità di queste fasi in cui, durante la corsa, potremo non solo tenere d'occhio la salute dei nostri ciclisti ma anche variarne impegno e forza utilizzata, in modo tale da rimediare ad eventuali imperfezioni nella nostra pianificazione. Questa opzione è particolarmente utile nel multiplayer, che riproduce, in piccolo, le varie meccaniche sopra esposte, così da poter sfidare altri giocatori online.

D'altro canto poteva essere spesa molta più attenzione nel design dell'interfaccia, prediligendo non la facilità d'utilizzo quanto quella di lettura. Così com'è, il gioco è caotico e poco definito e raggiunge appena la sufficienza.

Pro Cycling Manager 2014 è quindi un manageriale onesto che manca di carattere e chiarezza. Ma anche di concorrenza: non ci sono infatti giochi di ciclismo degni di nota, il che lo rende l'unica alternativa per chi cerchi un titolo dedicato al mondo del ciclismo.

6 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Pro Cycling Manager 2014: in attesa del Tour de France - review Fabio Davide Minimo sforzo, minima resa. 2014-06-23T10:30:00+02:00 6 10

Commenti (5)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!

  • Caricamento...