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Anomaly Defenders: l'Umanità passa all'attacco - review

Quando i buoni sono gli alieni.

Un tower defense che inverte i ruoli e ci catapulta all'attacco? Ottima idea ma Anomaly Defenders l'abbandona in chiusura della trilogia.

Chi apprezza i tower defense avrà ormai alle spalle migliaia di torri costruite, di alieni e mostri in fila indiana abbattuti, di nuclei salvati. Un bel cambiamento sarebbe sicuramente gradito e visto che i nemici di solito se la prendono comoda ad arrivare dai vari portali, perché non organizzarsi e passare all'attacco?

L'idea è sicuramente interessante da esplorare, come dimostrato dai precedenti capitoli della serie, e mi sono approcciato ad Anomaly Defenders con una certa curiosità e voglia di scoprire cosa avessero escogitato stavolta gli sviluppatori per variare la formula.

È durato poco. Non il gioco ma la novità che 11 bit Studios ha abbandonato, decidendo di chiudere la serie con un titolo dalla formula più canonica. I soliti ruoli sono ribaltati in Anomaly Defenders solo perché gli umani stavolta sono all'attacco, mentre noi ci ritroviamo nei panni degli alieni che devono arginare l'invasione per proteggere una piattaforma di lancio sufficientemente a lungo.

All'atto pratico le differenze con i tower defense più classici, dunque, scarseggiano, ma Anomaly Defenders sopperisce con meccaniche solide e una buona realizzazione tecnica.

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Anche le truppe umane sono dotate di vari livelli. Abbattere quelle di élite richiede parecchio fuoco concentrato.

Naturalmente le nostre armi di difesa saranno varie torrette specializzate e particolarmente utili o fiacche contro determinati tipi di avversari. Spendendo le corrispondenti risorse potremo piazzarle nei punti riservati alla costruzione, e averle attive dopo pochi secondi.

"All'atto pratico le differenze con i tower defense più classici scarseggiano"

I blaster saranno la base adatta più o meno a tutte le occasioni ma ben presto potremo affiancare loro mezzi di difesa più specializzati, come torrette in grado di colpire nemici volanti (che non seguono i percorsi visibili ma puntano direttamente al nucleo) o le solite strutture di buff di quelle vicine.

Ogni torretta può essere potenziata di vari livelli a patto di averne prima sbloccato nell'albero tecnologico il tier superiore, spendendo i punti accumulati durante ogni livello in base alle prestazioni effettuate. Alcune torrette sono poi particolarmente ingombranti e rendono di conseguenza inutilizzabili i punti di costruzione nelle vicinanze. Questo, unito al raggio di ciascuna di esse, obbliga a pianificare attentamente il loro piazzamento.

Una struttura particolarmente importante è l'estrattore, che piazzato sui giacimenti sparsi per le mappe aumenta le risorse a disposizione da spendere in altre difese. Gli invasori daranno sempre priorità a queste costruzioni, che di fatto possono essere utilizzate per manipolare il percorso degli umani in modo che siano esposti al fuoco di quante più torrette possibili.

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Un'abilità sbloccabile nell'albero tecnologico permette di ottenere un ritorno maggiore dalla rivendita delle torrette. Utilissima in caso di frequenti ribaltamenti di fronte.

Gli estrattori non possono essere distrutti ma si disattivano automaticamente dopo aver subito una certa quantità di danni: ripararli anche dopo l'esaurimento dei giacimenti è fondamentale per influenzare il percorso delle truppe nemiche.

"Rispondere a un ribaltamento di fronte a volte richiede la smobilitazione di un lato del proprio schieramento"

Le mappe sono studiate appositamente per permettere lo sfruttamento di questa meccanica. I percorsi e i punti d'ingresso delle truppe nemiche si moltiplicano ben presto, e senza un adeguato sfruttamento di queste esche la difesa si complica non poco.

Anche il campionario di nemici inizia a diventare piuttosto vario, nonostante una maggiore caratterizzazione delle truppe sarebbe stata gradita. Destreggiarsi tra le differenti minacce e rispondere a un ribaltamento di fronte improvviso richiede a volte la smobilitazione intera di un lato del proprio schieramento e la costruzione di nuove strutture da tutt'altra parte.

Le torrette, poi, possono contare su varie abilità, anch'esse sbloccabili dall'albero tecnologico. Spendendo risorse è possibile aumentare brevemente la frequenza di fuoco di una o più torri, o farle esplodere causando danni anche ai nemici nelle vicinanze.

Elementi ambientali come piogge di meteoriti che danneggiano settori a caso rendono ancora più concitato e vario il tutto. La solida struttura di Anomaly Defenders è supportata da una buona realizzazione tecnica, che pecca leggermente solo nel caso del design, non esattamente caratteristico.

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Graficamente il gioco regge bene: elementi ben definiti ed effetti speciali appariscenti supportano a dovere l'azione.

Vista la necessità d'inquadrare il campo di battaglia da lontano, i nemici non risultano immediatamente identificabili e i livelli in generale sono un po' troppo astratti per avere una precisa identità. Buoni invece gli effetti, con esplosioni, piogge di meteoriti e altri elementi dai colori accesi a vivacizzare l'azione.

Più che benvenuti sono i tre livelli di difficoltà, ben calibrati e adatti sia ai neofiti del genere che agli esperti; questi ultimi troveranno pane per i loro denti già a livello di difficoltà normale negli ultimi settori, mentre il livello hard dovrebbe fornire una sfida adeguata anche per i più agguerriti.

Nonostante la buona realizzazione e una formula solida e bilanciata, viene da chiedersi come mai 11 bit Studios abbia deciso di tornare alle origini proprio con questo ultimo capitolo della serie, soprattutto ora che gli esponenti più sperimentali del genere stanno aumentando (basti ricordare Sanctum 2 con la sua sezione FPS).

Pur se valido, Anomaly Defenders alla fine resta quindi "un altro tower defense", sicuramente ben fatto ma non facilissimo da scorgere tra le numerose proposte simili.

7 / 10

Anomaly Defenders: l'Umanità passa all'attacco - review Emiliano Baglioni Quando i buoni sono gli alieni. 2014-08-05T11:50:00+02:00 7 10

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