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Animal Crossing Happy Home Designer - recensione

La vita dell'architetto è monotona.

Nato da una costola di Animal Crossing, Happy Home Designer ci mette per la prima volta nei panni di un simpatico architetto d'interni e ci permette di dare sfogo alla nostra creatività per creare le case dei nostri sogni.

Avete fatto caso che negli ultimi due anni la TV privata (specie quella satellitare) è stata invasa da una miriade di reality show che mettono i partecipanti alla prova con una grandissima varietà di mestieri? La categoria più popolare è sicuramente quella dei programmi di cucina, che promettono di sfornare grandi chef a ciclo continuo, ma a breve distanza seguono altre professioni non meno creative, non ultima quella degli architetti d'interni.

Appartamenti da sogno, ville per milionari, piscine da record, lo spettacolo televisivo ormai è questo: si fa a gara a chi ce l'ha più grossa e più bella... la casa, ovviamente. Perché dunque non realizzare anche un gioco che ci permetta di dare sfogo alla nostra creatività arredando abitazioni, alloggi e appartamenti secondo i più disparati stili?

Ancora una volta è Nintendo ad arrivare per prima e lo fa con lo stile colorato e 'puccioso' di Animal Crossing. Happy Home Designer, infatti, è uno spin-off della serie iniziata quasi 15 anni fa in Giappone su GameCube con il titolo Dōbutsu no Mori, divenuto poi Animal Forest negli Stati Uniti e Animal Crossing in Europa.

A differenza del gioco originale e dei relativi seguiti, nei quali bisognava entrare a far parte di una bizzarra comunità di animali parlanti, socializzando e vivendo una vita virtuale il più possibile divertente, in Happy Home Designer l'obiettivo è focalizzato sull'arredare le case dei futuri abitanti del villaggio.

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Alcuni lavori inizieranno scegliendo il posizionamento della casa e solo dopo inizierà l'opera di arredamento... la preferisce vicino al fiume o in pieno centro?

La carriera, come quasi sempre accade, inizia dal basso ovvero sostenendo un colloquio di lavoro presso la Immo Nook, che i giocatori di Animal Crossing: New Leaf conoscono bene. Per chi non l'avesse mai sentita nominare, trattasi di agenzia immobiliare diretta dal noto procione d'affari Tom Nook.

Dopo aver passato mezza vita a prestare soldi con interessi decisamente alti, il "simpatico" orsetto lavatore ha ingrandito il suo giro d'affari dedicandosi non solo alla costruzione di nuove case ma anche al loro arredamento. In realtà il furbo Tom non fa assolutamente nulla, passa la maggior parte del suo tempo giocando a golf e quindi indovinate a chi toccherà fare tutto il lavoro?

Esattamente, proprio a voi, la matricola dell'agenzia che in breve tempo ne diventerà anche la punta di diamante (ovvero l'unico a fare qualcosa). Dopo la breve intro si parte subito con le prime missioni, ambientate in un tipico villaggio "alla Animal Crossing". In realtà all'inizio di tipico c'è molto poco perché i pochi edifici al di fuori dell'agenzia sono chiusi, ma su questo torneremo dopo.

I primi compiti che fungono da tutorial, permettono in breve tempo di prendere confidenza con le semplici meccaniche. In parole povere, dovrete arredare le case dei clienti seguendo i loro gusti ma avendo anche discreta libertà di movimento.

Potrebbe capitarvi la giraffa che ama lo stile punk o il rinoceronte che vuole una casa totalmente a tema frutta... non stupitevi delle loro richieste perché spesso saranno decisamente bizzarre. Inizialmente gli ambienti da arredare saranno piuttosto piccoli, quindi non aspettatevi di poterli farcire di qualsiasi cosa. Dovrete compiere delle scelte semplici ma sempre tenendo conto delle richieste del cliente.

Un menù vi permetterà di accedere alla lista di suppellettili a vostra disposizione, che diventerà man mano sempre più ampia e variegata. Avrete a disposizione letti, armadi, mensole, quadri, tappeti, ma anche complementi d'arredo come flipper, televisori, specchi di vario genere e via dicendo. Il tutto è organizzato in categorie facilmente consultabili, alle quali si può accedere con un semplice tocco di stilo, o di dito se preferite.

Posizionarle nella mappa della casa è semplice: si sceglie il mobile o l'accessorio da aggiungere e questo apparirà automaticamente nella casa, con la possibilità poi di spostarlo a piacimento, ruotarlo (purtroppo non in diagonale) o eventualmente rimuoverlo nel caso si cambi idea. Alcuni mobili avranno dei simboli "+" che indicano la possibilità di posizionarvi sopra complementi d'arredo come cornici, giradischi, foto e molto altro ancora.

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Oltre ad oggetti per la casa e il giardino, sono disponibili centinaia di vestiti con cui cambiare il look dei personaggi.

In generale comunque, l'arredamento delle case avviene quasi esclusivamente in orizzontale. Sarebbe stata apprezzabile una maggiore elasticità nel posizionamento degli oggetti e magari la possibilità di esplorare la casa più da vicino per visualizzarne meglio i dettagli.

Quando avrete terminato la vostra creazione non dovrete fare altro che andare dal cliente che vi esprimerà il suo apprezzamento in maniera più o meno velata... e siamo così arrivati a quello che secondo il sottoscritto rappresenta uno dei difetti più evidenti di Animal Crossing: Happy Home Designer, la mancanza di mordente.

Visto che all'inizio di ogni "missione" vengono resi noti i gusti dei clienti, mi aspettavo di dover rispettare in tutto e per tutto i loro dettami. Proprio per questo, per le prime ore di gioco ho dato fondo a tutta la mia creatività e ho operato ogni ristrutturazione con la massima cura e il massimo rispetto per i desideri dei futuri inquilini, che si sono sempre dimostrati entusiasti del risultato finale.

Tanto per fare una prova, in un paio di occasioni ho invece provato a fare tutto il contrario di quanto mi veniva richiesto: non ho utilizzato i mobili consigliati e ho selezionato oggetti a caso posizionandoli nella casa senza alcun criterio. Il risultato è stato praticamente lo stesso, il cliente era comunque soddisfatto, ma la pressoché totale mancanza di difficoltà negli obiettivi ha fatto scendere non di poco la voglia di andare avanti.

Dopo qualche lavoretto piuttosto semplice il gioco sembra aprirsi e mette a disposizione dei compiti un po' più complessi, che apriranno anche alcuni degli edifici a cui accennavo poco fa. Il primo di questi sarà la scuola e per arredarla come si deve è necessario ancora una volta rispettare alcune regole, come il numero minimo di banchi a disposizione, gli accessori richiesti e così via. Anche in questo caso il non-rispetto delle regole non ha portato purtroppo a significativi cambiamenti nell'andamento del gioco.

Inizialmente la cosa sarà piuttosto divertente ma già dopo un paio d'ore Animal Crossing: Happy Home Designer inizia a riproporre le stesse situazioni con varianti alla formula di base praticamente nulle. Detto in parole povere: non importa come deciderete di giocare, il succo non cambierà molto. L'unico mutamento degno di nota riguarda la grandezza degli ambienti da arredare e la quantità/varietà di oggetti da utilizzare.

In parziale aiuto di tale situazione vengono le carte Amiibo, che sui New Nintendo 3DS funzionano automaticamente grazie al lettore NFC integrato. Nei vecchi modelli (3DS, eDS XL e 2DS) invece necessitano dell'accessorio di lettura/scrittura NFC venduto separatamente.

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Man mano che si procede nel gioco si guadagnano espressioni, tramite le quali è possibile comunicare il proprio umore agli altri abitanti del villaggio.

Una volta piazzata una carta Amiibo nelle vicinanze del sensore (o del lettore) NFC, basterà "chiamare" il personaggio scelto tramite il telefono presente nell'agenzia. La telefonata di lavoro ci permetterà di conoscere i nuovi clienti e i loro gusti, per poi iniziare a lavorare per loro. Esistono anche carte speciali che permettono di evocare volti noti della serie come Totakeke o K.K. Slider, come ama farsi chiamare. Anche loro avranno richieste per voi e anche per loro dovrete darvi da fare per creare una casa dal design unico.

Grazie alle carte, inoltre, è possibile assegnare ad alcuni personaggi del villaggio dei lavori secondari che vi verranno di volta in volta assegnati. Tale feature, tuttavia, non può essere utilizzata con personaggi speciali come quello descritto poco fa.

In sostanza l'intero gioco sembra un prequel del primo capitolo della serie, nel quale il nostro personaggio si dà da fare per ingrandire e abbellire il villaggio che ben conosciamo. Il risultato finale sarebbe stato molto più interessante e piacevole se gli sviluppatori avessero inserito qualche variante di gameplay, magari sotto forma di mini-giochi con cui spezzare il ritmo lento e costante del lavoro di interior designer.

Le carte Amiibo e la possibilità di condividere le foto delle proprie creazioni direttamente sul Miiverse, o sui più famosi social network, non bastano ad aumentare le potenzialità di divertimento a lungo termine di questo coloratissimo "cugino" di Animal Crossing.

Happy Home Designer poteva essere qualcosa di molto più speciale ma si è rivelato solo una simpatica variazione sul tema, divertente per brevi sessioni di gioco ma assolutamente trascurabile se siete in cerca di un titolo vario ed appassionante.

7 / 10

Animal Crossing Happy Home Designer - recensione Daniele Cucchiarelli La vita dell'architetto è monotona. 2015-09-22T16:00:00+02:00 7 10

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