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Killing Floor 2 - recensione

Orde di orride creature? Sterminiamole in compagnia!

Se c'è qualcosa che giochi come Left 4 Dead ci hanno insegnato, è che massacrare orde di putrescenti aberrazioni in compagnia è sicuramente più divertente che farlo da soli. Killing Floor 2, dopo un lungo periodo di maturazione trascorso su PC, è finalmente giunto anche su Play Station. E se siete amanti delle carneficine e avete qualche amico con cui condividere questa macabra passione, fareste bene a considerarlo perché qui di carne da macellare ce n'è davvero molta!

Non che il titolo in questione ne abbia veramente bisogno, ma il pretesto narrativo inscenato dagli sviluppatori per giustificare l'incessante massacro di cui saremo protagonisti, ruota intorno alla sinistra società che risponde al nome di Horzine Biotech. Questi signori senza scrupoli infatti hanno ben pensato di pasticciare con la genetica umana, tentando di creare soldati cloni dalle straordinarie abilità.

Chi ha seguito la saga di Star Wars sa bene che gli eserciti di cloni non portano mai a nulla di buono, e infatti anche qui le cose prendono una brutta piega, solo che, invece che in militari in strane armature e dalla pessima mira, i soggetti si trasformano in Zed, orribili creature assetate di sangue.

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Quando il gioco si fa duro... meglio essere in compagnia!

Come è ovvio che sia, le zone contaminate dalla presenza dei mostruosi esseri vengono messe in quarantena, in attesa di essere ripulite da qualche valoroso eroe che non abbia paura di sporcarsi le mani. Noi e gli altri giocatori che troveremo nella lobby facciamo parte di questo manipolo di coraggiosi attaccabrighe che, oltre che senza paura, sono anche senza buon gusto nel vestiario.

Croce e delizia del titolo targato Tripwire Interactive, sono le due (sole) modalità che lo compongono, ovvero Survival e Survival VS. Vediamole nel dettaglio. La prima è un classico horde mode, in cui un massimo di sei giocatori fronteggia dalle quattro alle dieci ondate di Zed, che man mano aumentano in numero e varietà.

Le ributtanti bestiacce infatti possono essere di diverse tipologie: si va dai Clot, molto simili agli zombie, ai Crawler, delle aberrazioni ragnesche a cui piace balzare addosso alle proprie prede, passando per i pingui e mefitici Bloat fino a giungere ai massicci Fleshpound. Ognuno di loro ha pattern di attacco e debolezze ben specifiche, e faremo meglio a impararli al più presto se non vogliamo finire orrendamente ammazzati. Una volta terminate le ondate stabilite fa la sua comparsa il boss, uno Zed particolarmente duro e loquace, che è capace da solo di mettere in seria difficoltà una squadra poco organizzata.

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Gli Zed sono tanti, di varie tipologie e con diversi tipi di attacco, ma cercheranno tutti di farci la pelle allo stesso modo.

Tra il brutale abbattimento di uno sciame di creature e l'altro, viene concesso un momento di respiro durante il quale l'intera squadra è incentivata a raggiungere i vendor sparsi sulla mappa e spendere i soldi accumulati durante lo scontro. Qui si possono ricaricare le armi, acquistare nuove bocche da fuoco e rimettere in sesto l'armatura.

Se la vostra performance è stata scarsa ma vi trovate tra compagni generosi, potreste chiedere un po' di denaro, sperando che loro abbiano fatto meglio di voi. L'espediente funziona e impedisce al team di trincerarsi per tutta la partita in un punto solo, costringendolo a spostarsi da una zona all'altra per riempire gli zaini e adattare il loadout alle proprie esigenze.

La seconda modalità è praticamente identica alla prima, con la sola differenza che alcuni degli Zed vengono controllati direttamente da altri giocatori. Le ondate si svolgono come di consueto e ogni volta che si viene uccisi vestendo i panni di un abominio, si ricomincia passando ad un altro. Giunti alla fine un fortunato giocatore potrà scatenare il panico tra le fila degli umani utilizzando uno dei boss e le sue abilità speciali, pratica molto divertente anche se il bilanciamento se ne va a quel paese. Alla fine le squadre si invertono e si ricomincia da capo. A match concluso vince il team che ha accumulato più punti.

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Meglio non farsi mettere con le spalle al muro se non si vuole finire dilaniati in men che non si dica.

Dobbiamo ammetterlo, anche se la modalità VS aggiunge un po' di pepe alla formula, il mancato bilanciamento e il numero esiguo di punti esperienza che è possibile accumulare in confronto alla versione solo PVE, ne diminuiscono l'attrattiva. Il cuore del titolo resta senza dubbio la modalità cooperativa, che è impegnativa e stimolante, ma farete bene a coordinarvi coi vostri compagni e cercare di formare team bilanciati o il game over non tarderà ad arrivare. Purtroppo, anche se le mappe sono ben dodici, dopo alcune partite sopraggiunge un senso di noia dovuto al fatto che a parte massacrare tutto quello che si muove con un arsenale piuttosto ampio, c'è ben poco altro da fare.

Poco sopra parlavamo di punti esperienza e team bilanciati; dal menù principale infatti è possibile selezionare la propria classe e personalizzarla prima di buttarsi nella mischia. Ognuna di esse parte con un loadout iniziale ben preciso e può avvalersi di alcuni bonus sbloccabili via via che si sale di livello. Le abilità chiaramente sono coerenti con il tipo di personaggio e se siamo per esempio amanti dei grossi calibri, giocare insistentemente un Demolitore ci porterà ad averne una versione molto più efficace dopo aver macinato un buon numero di partite.

Oltre alla classe è possibile decidere anche l'aspetto del nostro alter ego, scegliendo tra vari modelli e applicandovi i cosmetici sbloccati, oppure aprendo il portafoglio e acquistando qualche pack di skin dal mercato. Per fortuna abbiamo constatato come tutti gli oggetti in vendita abbiano una valenza puramente estetica, rendendo il nostro avatar sicuramente più tamarro ma senza conferirgli alcun vantaggio sul piano del gameplay.

Analizzando il titolo sul versante tecnico possiamo ritenerci soddisfatti. Anche se dal punto di vista visivo la controparte PC è sicuramente più personalizzabile e curata, almeno su macchine dalla configurazione performante, la versione console è del tutto gradevole da vedere. Il net code inoltre è stabile e non siamo mai incorsi in disconnessioni o lag durante una partita.

L'unica pecca da segnalare riguarda alcuni blocchi riscontrati durante il caricamento del match, che ci hanno costretto a riavviare il gioco. Un altro piccolo neo è rappresentato dal caos che si viene a creare quando ci troviamo accerchiati da miriadi di Zed, che magari c'impediscono di darci alla macchia incastrandoci contro un muro o in qualche scomodo pertugio.

In ultima nota, una menzione di merito va al comparto audio. Gli amanti della musica pesante possono gioire poiché la macellazione dei nostri nemici è scandita da tracce metal martellanti, in cui le mitragliate di doppia cassa faranno invidia al più aggressivo dei fucili d'assalto.

7 / 10

Killing Floor 2 - recensione Andrea Forlani Orde di orride creature? Sterminiamole in compagnia! 2016-11-24T17:00:00+01:00 7 10

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