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Wild Guns Reloaded - recensione

Dopo più di vent'anni arriva un remaster di un ottimo shooter arcade per SNES.

Chi ha avuto la fortuna di crescere tra gli anni '80 e '90 avrà sicuramente vissuto il fenomeno videoludico ormai estinto dell'arcade, quegli stupendi cabinati presenti nelle sale giochi, veri e propri templi del medium videogioco che offrivano il top per quanto riguardava l'avanzamento tecnologico del settore.

In quelle magiche sale piene di cabinati, suoni e musichette che si sovrapponevano l'una all'altra, si poteva giocare veramente a ogni genere: dai picchiaduro a scorrimento ai racing, dagli adventure ai titoli sportivi, per non parlare dei simulatori come Afterburner o Super Hang-On. Tra questi generi però ce n'era uno che andava parecchio verso la fine degli anni '80. Si trattava probabilmente del precursore dell'ormai consolidato genere "bullet hell". Il capostipite di questo filone di giochi è stato probabilmente Cabal. Era un titolo in cui si comandava un soldato forsennato in stile Rambo che doveva affrontare un intero esercito fatto di soldati, paracadutisti, carri armati e camionette; tutto si svolgeva in una singola scena, con visuale in terza persona fissa e un ambiente 3D simulato con l'effetto profondità garantito dalla prospettiva.

In pratica, il giocatore si poteva muovere solo lateralmente, dovendo alternare con pazienza e raziocinio le fasi di movimento e di sparo, assegnando la giusta priorità ai bersagli e cercando anche di raccogliere i vari power-up lasciati sul campo dai nemici eliminati. Nacquero in quegli anni tanti giochi sulla falsa riga di Cabal, uno su tutti l'indimenticabile NAM 1975. Ogni proposta aggiungeva qualcosa di nuovo, ma il gameplay core rimaneva sempre quello, ed era dannatamente avvincente, con una novità assoluta per l'epoca, gli ambienti distruttibili.

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Il cast dei personaggi originari (Clint ed Annie) vede l'aggiunta di Bullet e Doris, che hanno uno stile di gioco completamente differente.

In quegli anni tutti i giochi, o più generalmente, i generi di maggior successo arcade ricevevano anche dei porting console. Nel 1994 su SNES arrivava Wild Guns: un gioco che mischiava le meccaniche degli shooter arcade Cabal-like al setting dell'indimenticabile Sunset Riders. In una generazione in cui i remaster sono all'ordine del giorno (e spesso sono versioni potenziate di titoli usciti appena 5-6 anni prima) sembra quasi strano che venga proposto a distanza di più di 20 anni un remaster di un titolo per SNES, ma in realtà ha forse più senso.

Wild Guns Reloaded arriva su PS4 come una versione rimaserizzata e arricchita di quello shooter uscito su SNES, riproponendone il gameplay cardine. Nell'opera di rimasterizzazione, le meccaniche di gioco sono rimaste inalterate, simili a quelle di Cabal, ma è stato eseguito un restyling al comparto grafico, il tutto gira a 60fps solidi, e sono stati aggiunti nuovi contenuti per invogliare all'acquisto chi aveva giocato il titolo originale a suo tempo.

Ai due personaggi del cast originale, Clint ed Annie, si aggiungono due nuove scelte: Doris e Bullet, ed è stata offerta quindi la possibilità di giocare in co-op fino a quattro giocatori, anche se solo in locale. Clint ed Annie hanno un gameplay abbastanza simile, con un fucile automatico standard ed un colpo speciale che attiva una dinamite. Doris e Bullet invece offrono uno stile di gioco completamente differente che aggiunge una nuova dimensione di giocabilità al titolo. Doris utilizza come arma principale delle granate invece del classico fucile automatico. Tenendo premuto il tasto del fuoco, invece di lanciare il lazo come Cilnt ed Annie, carica un numero aggiuntivo di bombe da lanciare in un singolo colpo. Ovviamente il danno aumenta e si riescono a colpire più bersagli in una volta in proporzione al tempo di caricamento, ma in questo intervallo temporale il personaggio rimane vulnerabile e occorrerà quindi selezionare con cura la priorità del target.

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Bullet è invece un bassotto che si porta a spasso un drone. È sicuramente il personaggio più particolare e tecnico del cast, visto che i movimenti di drone e cane non sono strettamente legati: quando ci si muove lateralmente senza sparare si muove il bassotto, mentre quando si spara è il drone ad assumere il controllo. Queste novità aggiungono sicuramente una nuova sfida ai giocatori che avevano già giocato all'originale su SNES, motivando a lanciarsi in nuovi modi di giocare. A impreziosire questo remaster vi sono anche due nuovi livelli: la metropolitana e la base volante, entrambi realizzati mantenendo lo stile originale ma offrendo anche un livello di sfida maggiore, qualora non fosse già abbastanza alto.

Wild Guns era infatti già difficile allora, e pure tanto. I nemici da eliminare sbucano da ogni parte, si muovono e dovremo non solo colpirli, ma nel frattempo evitare i loro proiettili. Soventemente appaiono dei brutti ceffi più resistenti degli altri, la cui uccisione lascia sul campo sacchi di denaro e power-up per la nostra arma. Vi sono diversi potenziamenti, come mitragliatrice, shotgun, v-gun ed altri. Tutti, però, hanno un numero limitato di colpi, per cui bisognerà dosare con parsimonia le munizioni. Raccogliere i power-up è davvero indispensabile ma non certo semplice, visto che i mob che li droppano stanno spesso pochissimo tempo su schermo. Inoltre, il drop scompare dopo pochi secondi, ed a volte non ci sarà semplicemente il tempo di raccoglierlo, perché saremo troppo impegnati a schivare i colpi.

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Ogni nemico attacca in un modo differente. Alcuni hanno bisogno di essere crivellati di colpi per essere eliminati, ma droppano indispensabili power-up.

In Wild Guns Reloaded, infatti, o si spara o ci si muove, non sarà possibile fare entrambe le cose contemporaneamente. Per schivare i colpi potremo eseguire delle capriole laterali o dei salti. Ogni stage è composto da diverse aree, alla fine delle quali ci sarà uno scontro mini-boss. Una volta completate tutte le aree di uno stage ci sarà lo scontro con il boss finale di livello, e dire che sono tosti è un puro eufemismo. Schivare i loro attacchi sarà spesso quasi impossibile e per prevederne le meccaniche di attacco occorrerà provare e riprovare. Il gioco offre la possibilità di continuare all'infinito una volta esaurite tutte le vite, ma per sbloccare i contenuti più appetibili di questo remaster (come ad esempio la colonna sonora originale) bisognerà completare il gioco in una solo run, senza continuare.

Il problema fondamentale è che il gioco è già difficile da superare anche con i "continue", visto che ogni volta che si muore, anche prima dei boss, si ricomincia dall'inizio del livello. Ciò implica che per superare con disinvoltura ogni area bisogna memorizzare le sequenze di apparizione dei nemici, oltre a capire le priorità con cui eliminare gli stessi. E non sarà affatto facile, visto che ogni colpo subito ci manderà KO, togliendoci una preziosissima vita. Ma al contrario di quanto potrebbe sembrare, queste situazioni non risultano frustranti, bensì avvincenti (almeno per chi ama le sfide belle toste). Ogni volta che verremo sconfitti saremo invogliati a provare e riprovare, per "vedere cosa c'è dopo", una sensazione che era così normale e all'ordine del giorno nei giochi una ventina d'anni fa.

Per terminare Wild Guns Reloaded (sempre che ci possiate riuscire), non servirà molto tempo, visto che il gioco in una speed run si finisce in circa tre quarti d'ora. Ma per arrivare alla fine occorrerà provare e riprovare per diverse ore, se non intere giornate, fino a quando si riesce a memorizzare l'ordine di spawn dei nemici e capire la priorità con cui eliminarli, senza contare che sarà anche necessario apprendere alla perfezione le strategie per sconfiggere ogni singolo boss.

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Il massimo divertimento si ottiene giocando in 3 o più giocatori, ma sfortunatamente è possibile solamente in locale.

Questo gioco soffriva di una difficoltà troppo sbilanciata già su SNES. Sono presenti diversi livelli di difficoltà, ma anche quello più facile è veramente troppo impegnativo. È davvero un peccato che non sia stata eseguita un'opera di ribilanciamento in questa riproposizione. Siamo convinti che non avrebbe comportato un grosso sforzo. I giocatori di una volta probabilmente saranno abituati a un livello di sfida così arduo, ma quelli più giovani potrebbero spazientirsi troppo in fretta. Questo titolo dà però il meglio di sé giocato in co-op. In quattro è davvero uno spasso e la difficoltà viene ridotta sensibilmente. Peccato non sia supportato il multiplayer online.

Concludendo, Wild Guns Reloaded è un ottimo shooter arcade cooperativo, che nonostante la sua anzianità è invecchiato abbastanza bene. Se siete cresciuti a pane e Cabal in sala giochi e avete un paio di amici con cui giocare in locale prendete il gioco ad occhi chiusi, non ve ne pentirete. Per tutti gli altri consigliamo di aspettare un forte sconto per dargli una chance, perché 30€ sono davvero eccessivi per chi non è amante del genere e l'estremo livello di difficoltà potrebbe frustrare i giocatori meno navigati. Ah, ed è disponibile anche in versione reatail!

7 / 10

Wild Guns Reloaded - recensione Marco Procida Dopo più di vent'anni arriva un remaster di un ottimo shooter arcade per SNES. 2017-03-16T10:30:00+01:00 7 10

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