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Guardians of the galaxy: The Telltale Series ep.3: More than a feeling - recensione

Un salto nel passato delle figlie di Thanos.

Come ben sapete la maggior parte dei lavori della casa californiana sono di natura episodica e questo non fa eccezione. Per avere un quadro completo della produzione dovrete quindi attendere il rilascio dei capitoli che seguiranno, ma se siete interessati all'articolo non mancate di seguire le nostre pagine, su cui troverete un'analisi dettagliata man mano che le stagioni verranno pubblicate.

Episodio 3: More than a feeling

A circa due mesi dall'uscita del precedente episodio, i Guardiani più scapestrati della galassia tornano sui nostri schermi con il terzo capitolo dell'avventura firmata Telltale e intitolato "More than a feeling", proprio come la canzone canzone dei Boston del '76 che ha fatto da colonna sonora a Scrubs. Starlord e i suoi amici hanno per le mani l'Eternity Forge, un antico artefatto alieno dall'enorme potere, oggetto al quale è interessata anche Hala, una folle matriarca Kree poco incline al dialogo. Nel corso di questa avventura ci troveremo alle prese con un'importante decisione ma ci sarà come sempre spazio anche per approfondire il passato di alcuni dei protagonisti.

L'episodio ha inizio con un flashback di Starlord ancora ragazzino, lasciato da sua madre in un negozio di musica per duplicare una cassetta. L'incontro con un bulletto, e il modo in cui si decide di affrontarlo, si ricollega ad una promessa fatta in uno dei capitoli precedenti. Al termine di questa breve introduzione ci aspetta un altro salto nel tempo, ma questa volta nei panni di qualcun altro. Se nel capitolo precedente si era scavato nel passato di Rocket, questa volta sono Gamora e Nebula ad essere sotto i riflettori.

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In questo episodio l'azione non manca e Nebula ne è chiaramente entusiasta.

Le due sorelle, figlie più o meno legittime di Thanos, stanno vivendo momenti di grande tensione, incalzate dagli eventi su due fronti. Da una parte il loro rapporto col padre sta subendo notevoli cambiamenti, mentre dall'altro le aspetta un'importante missione. Il compito affidatole dal titano non solo mette a rischio le vite delle due ragazze, ma minaccia di spezzare per sempre il legame che le unisce. Nel corso dello svolgimento del pericoloso incarico c'è spazio soprattutto per l'azione, con le spettacolari scene a base di rapidi QTE a cui la casa californiana ci ha abituato.

Un espediente interessate escogitato dagli sviluppatori consiste nel farci vivere l'esperienza due volte. Nella prima parte dell'episodio vestiamo infatti i panni di Gamora, vedendo gli eventi solo dalla sua prospettiva e accontentandoci, almeno momentaneamente, delle conclusioni a cui ci fa arrivare. Alla fine però scopriamo alcuni retroscena intuibili solo attraverso la visione di Nebula, che delineano uno scenario abbastanza diverso da quello che si era prospettato inizialmente. Al centro dell'esperienza di "More than a feeling" vi è quindi il rapporto tra le due sorelle, un tempo saldo e ora spezzato.

Proprio come nella seconda pellicola cinematografica però, alcuni spiragli sembrano lasciar filtrare la possibilità di un riavvicinamento tra le due. A proposito del secondo film, uno dei protagonisti della storia fa la sua comparsa in questo episodio in modo completamente slegato da quanto visto al cinema. Lo avevamo già scritto negli articoli precedenti, ma a questo punto ci teniamo a ripeterlo e sottolinearlo: il lavoro di Telltale è completamente indipendente dalla storyline vista su grande schermo e va considerato un racconto a parte che sfrutta personaggi e ambientazione ma che non tiene contro di quanto già visto. È così quindi che incontriamo Mantis, questa volta non al servizio di un celestiale, ma in una situazione completamente diversa che non abbiamo intenzione di rivelarvi per evitare spoiler.

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Tra un salvataggio della galassia e l'altro i Guardiani dovranno pur svagarsi in qualche modo...

Se abbiamo apprezzato l'aggiunta della tenera aliena antennuta al cast, quello che ci ha fatto un po' storcere il naso è il modo in cui si è relazionata con il resto dell'equipaggio. In quanto storia a sé stante infatti abbiamo visto ripetersi lo stesso identico siparietto visto in sala, con Mantis che poggia la mano su Peter Quill e compagni mostrando la sua abilità di percepire e incanalare le emozioni. C'è chi la prendere sul ridere, come Starlord e Drax, e chi invece, come Gamora, la invita poco garbatamente a tenere le mani a posto, facendo balenare la lama della spada per sottolineare meglio il concetto. Seppur divertente la scena è risultata troppo simile alla versione cinematografica e avremmo apprezzato uno sforzo maggiore da parte degli sceneggiatori per introdurre il personaggio in maniera più originale.

Mantis svela al gruppo importanti informazioni in merito alla Forgia, spiega a tutti quale sia il suo vero potere e cosa è in grado di fare con esso. Ovviamente non vi riveliamo nulla in merito per non rovinarvi il piacere di scoprire le implicazioni legate al suo utilizzo e lasciandovi di fronte ad un gravoso dilemma riguardante il destino della reliquia. Qualunque sarà la scelta che deciderete di fare, il palcoscenico che ospita tale importante decisione è un antico tempio alieno disseminato di statue e raggi laser.

Qui c'è da spremersi un po' le meningi, risolvendo alcuni enigmi ambientali con l'utilizzo degli stessi strumenti con cui abbiamo ormai familiarizzato nel corso delle precedenti avventure. Gli scarponi dotati di razzi consentono di esplorare l'ambientazione verticalmente, mentre attraverso il terminale olografico possiamo vedere eventi che si sono svolti nel passato. Attraverso il comunicatore è possibile inoltre contattare i nostri compagni, operazione utilissima nel caso ci dovessero servire un po' di muscoli in più.

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Gran parte di questo episodio è incentrato sul burrascoso rapporto tra Gamora e Nebula.

More than a Feeling offre una buona dose di azione, concentrata soprattutto durante i flashback e nella parte finale del capitolo. Se da un lato c'è spazio per menare le mani però, dall'altro abbiamo un interessante approfondimento sul legame che intercorre fra Gamora e Nebula e sul loro burrascoso passato. Al contempo la trama procede, e rispetto all'episodio precedente che era più di transizione, qui gli eventi cominciano a ingranare. Ciò che accade a fine capitolo è un'importante svolta narrativa, che di sicuro non mancherà di influenzare pesantemente i prossimi due capitoli della serie.

Episodio 2: Under Pressure

Soltanto qualche mese fa i Guardiani della Galassia hanno fatto la loro seconda apparizione nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Anche il gioco Telltale a loro ispirato ha di recente visto l'uscita del secondo episodio intitolato Under Pressure. Dopo un veloce recap degli avvenimenti accaduti durante il primo capitolo, siamo di nuovo pronti a proseguire questa nuova fiammante avventura dei guardiani più scapestrati della galassia.

Cominciamo subito col dirvi che in questo episodio spunta una vecchia e gradita conoscenza dalla pelle blu: Yondu. La presenza del capo dei Ravagers ha suscitato in noi nuovi dubbi in merito alla collocazione temporale della vicenda (chi ha visto il secondo film capirà il perché). In una scena Starlord presenta al patrigno la sua ciurma, come se questi non avesse mai visto nessuno di loro, rendendo ancor più fumoso il rapporto tra videogioco e pellicola. Abbiamo deciso di non interrogarci troppo in merito e di considerare quindi l'intera vicenda narrata dai Telltale come una storia a parte, sospesa in un limbo non ben precisato posto indicativamente a metà della prima produzione cinematografica.

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Yondu è un personaggio molto amato, soprattutto dopo il secondo film. Siamo stati felici di vederlo comparire e mettersi subito a litigare con Rocket!

La trama riprende esattamente da dove si era interrotta, con un Peter Quill redivivo grazie alla misteriosa reliquia conosciuta con il nome di Eternity Forge. Se l'artefatto possiede enormi poteri, altrettanto enormi sono i guai che causerà al suo proprietario, soprattutto considerando che una psicopatica matriarca Kree non vede l'ora di metterci le mani sopra. Hala non ha mezze misure (in effetti i Kree non sembrano essere una razza molto ragionevole!) e la sua caccia alla Forgia è implacabile.

In questo nuovo episodio c'è ancora spazio per i ricordi, questa volta non solo quelli di Starlord ma anche quelli del rissoso Rocket. Se nel primo capitolo abbiamo visto Peter discutere con sua madre, qui le cose sembrano prendere una piega diversa, spingendo il capitano a porsi nuovi interrogativi in merito alla natura di queste visioni. Il potere della reliquia inoltre induce il procione antropomorfo a cimentarsi in una missione personale, legata ad un personaggio del suo passato a lui molto caro.

Le ombre di tempi ormai lontani tornano a tormentare anche altri membri dell'equipaggio e nel caso di Gamora lo fanno nei panni della sorella, Nebula. Drax, dal canto suo, con la scomparsa del proprio nemico giurato si sente perduto e privo di scopo. Questo episodio spinge molto sui rapporti familiari dei personaggi e pone l'accento su valori come i legami affettivi e l'importanza di avere accanto una persona da amare e con cui condividere gioie e dolori.

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I flashback sono una parte molto importante di questo secondo capitolo.

Se abbiamo apprezzato l'introspezione e l'approfondimento narrativo che svela il passato di alcuni dei protagonisti, dobbiamo però ammettere che questo lato della produzione ha fatto fatica, in alcuni casi, a collimare con lo stile divertente e scanzonato tipico dei Guardiani. Le onnipresenti battutine di Starlord, il fare arrogante di Rocket e l'incapacità di Drax di cogliere l'ironia, sono delle pennellate umoristiche che inframezzano scene dai contenuti molto seri.

Dal punto di vista del gameplay, ovviamente,nulla di nuovo sotto il sole. L'avventura rimane ancorata ai punti cardine dello stile Telltale, con scelte a tempo da attuare durante i dialoghi che influiscono, in realtà in maniera molto limitata, sul dipanarsi della vicenda. Abbiamo anche qualche scena d'azione in cui i QTE la fanno da padrone, scandendo il ritmo degli scontri e mantenendo sempre alta l'attenzione del giocatore. Se paragonato al capitolo precedente comunque, questo Under Pressure risulta essere più introspettivo e meno dinamico, offrendo meno occasioni al giocatore di "menare le mani".

Tornano anche altre due feature presentate con l'episodio 1 e inedite per quanto riguarda le produzioni Telltale, ovvero l'esplorazione verticale e l'uso del comunicatore. La prima viene in realtà sfruttata solo in un'occasione, permettendoci di risolvere un enigma legato al luogo in cui è stata in precedenza recuperata l'Eternity Forge. La radio invece consente di scambiare quattro chiacchiere anche con i personaggi che non fanno parte della scena in corso, mantenendoci informati su come se la stanno passando.

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Drak è nel bel mezzo di una crisi esistenziale, fortunatamente può contare sui suoi amici.

Sul versante tecnico non ci sono novità rilevanti: il motore svolge ancora bene il suo lavoro anche se ormai modelli e animazioni cominciano a sentire il peso degli anni. Grande nota di merito invece per la colonna sonora, che questa volta possiamo goderci attivando il mangiacassette vintage a bordo della Milano. Gli amanti della musica in mobilità invece apprezzeranno una sequenza in particolare in cui Peter inforca le cuffie del suo walkman, destreggiandosi tra agguerriti nemici a suon di rock anni '70.

Per concludere possiamo dirvi che questo secondo capitolo è un episodio di transizione, in cui la vicenda principale rallenta lasciando spazio a retroscena e flashback che gettano luce sul passato di alcuni personaggi. Un espediente che affossa leggermente la narrativa e che la spinge, forse eccessivamente, sul sentimentale, rivelando lati dei protagonisti che fino ad ora erano rimasti celati dal loro carattere allegro e caciarone.

Al termine delle due ore scarse necessarie a portare a termine il capitolo troviamo l'immancabile cliffhanger, ormai marchio di fabbrica degli sviluppatori californiani, che spinge ad interrogarsi su quali saranno gli sviluppi futuri. Il nostro appuntamento si rinnova quindi a breve, quando dovrebbe rendersi disponibile il terzo episodio intitolato More Than a Feeling.

Episodio 1: Tangled Up in Blue

La prima cosa che ci teniamo a dire è che se siete amanti o detrattori delle avventure Telltale, quello che troverete in questo gioco non vi farà certo cambiare opinione. Ciò che abbiamo tra le mani è la loro classica visione di avventura grafica, ovviamente adattata al contesto. Ci sono scelte da fare per quanto riguarda i dialoghi, selezionando la risposta che più ci aggrada tra quelle disponibili entro un tempo limite, ma non mancano certo le scene d'azione, con gli immancabili QTE che conferiscono dinamicità ad una produzione che altrimenti soffrirebbe di un ritmo abbastanza lento.

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A quanto pare quello del supermercato vicino a casa vostra non è l'ascensore più lento dell'universo...

Quello che ci ha colpito non appena cominciata l'avventura sono i modelli dei personaggi. I Guardiani della Galassia è un brand che nasce sulle pagine dei fumetti Marvel nel lontano 1969 e si riadatta ad una visione più moderna nel 2008. Il vero successo però arriva nel 2014, con l'uscita del film nelle sale cinematografiche, momento in cui i vari personaggi del team vengono impressi nell'immaginario collettivo. Il punto è proprio questo: nel gioco i personaggi non sono creati sul modello degli attori, ma hanno un aspetto più fumettoso.

Intendiamoci, sono riconoscibilissimi e anzi, rispettosi dell'immagine che Marvel ha così meticolosamente delineato, ma se vi aspettate di vedere il faccione sorridente di Chris Pratt una volta che Starlord avrà rimosso la maschera preparatevi a rimanere delusi. Personalmente a noi la cosa non ha dato fastidio, anzi, i modelli sono fedeli al personaggio senza per forza voler scimmiottare la loro controparte cinematografica.

Un particolare di cui dobbiamo fare menzione, e che ci ha lasciato perplessi, è la collocazione cronologica dell'avventura. All'inizio della vicenda tutti i membri dei Guardiani si trovano sulla Milano (la nave di Starlord) e sembrano affiatati come un vero team. Groot però è ancora un marcantonio corteccioso di due metri e mezzo, fattore che indica che è improbabile che la storia si svolga dopo le vicende del primo film. Di Ronan non si fa menzione, ma a questo punto o la vicenda ha luogo prima del recupero della Gemma Viola, oppure stiamo parlando di una vicenda ambientata parecchio nel futuro, dopo che Groot è tornato alla sua forma adulta abbandonando le tenere fattezze da bonsai semovente viste nei trailer del secondo film.

Tenendo conto di alcune discrepanze narrative che intercorrono tra il gioco e il film, forse sarebbe meglio considerare la produzione un'opera a sé stante, che si distacca dalla controparte cinematografica non solo per quanto concerne l'estetica ma anche dal lato della continuity narrativa.

Xbox One X sembra impressionante... ...ma abbiamo bisogno di vedere di più! Xbox One X sembra impressionante...

Lasciate da parte queste piccolezze possiamo concentrarci per davvero sul grande quantitativo di carne che c'è al fuoco, ovvero una nuova fiammante avventura del team più sgangherato dell'intera galassia. Essendo una produzione incentrata prevalentemente sulla narrativa cercheremo di darvi un quadro generale dell'opera riducendo al minimo gli spoiler. Quello che dovete sapere è che questa volta le luccicanti Gemme dell'Infinito vengono lasciate da parte in favore di un'altra potente reliquia chiamata Eternity Forge, che sarà la fonte di tutti i guai dei protagonisti.

Che gusto ci sarebbe se un antico artefatto con immensi poteri non fosse conteso tra potentissimi tiranni alieni e i nostri eroi? Nessuno, e infatti già dalle prime battute risulta chiaro come il possesso di questo oggetto diventerà il nodo focale attorno al quale girerà l'intera vicenda. Senza addentrarci troppo nei dettagli possiamo dirvi che all'interno di questo primo capitolo c'è spazio, oltre che per i cinque componenti dei Guardiani, anche per delle vecchie conoscenze, alcune amichevoli, altre decisamente meno. Avremo anche modo di dare uno sguardo al passato attraverso dei flashback, che aiutano a definire in maniera più approfondita il rapporto tra Peter e sua madre.

Per quanto concerne il ritmo narrativo ci riteniamo soddisfatti. I ragazzi di Telltale hanno saputo miscelare saggiamente dialoghi e QTE, inframmezzando la narrazione con momenti d'azione davvero esaltanti e dal taglio registico dinamico. L'esplorazione degli ambienti è abbastanza limitata ma gli stivali dotati di razzi di Peter gli consentono di spostarsi anche in altezza, mettendo in luce una verticalità abbastanza atipica per questo tipo di produzioni.

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Le tute spaziali sono passate di moda, a Starlord e Drax basta un caschetto per la loro scampagnata.

La sceneggiatura e i dialoghi sono, come sempre, di altissima qualità (tranne per Groot... lui dice sempre e solo "I am Groot", ma si fa comunque capire benissimo!) e i momenti divertenti sono tantissimi. La lingua sciolta di Starlord snocciola battute circa ogni due secondi, mentre Drax risulta divertente anche senza volerlo mentre Rocket riesce a riparare qualunque cosa con un colpo di cacciavite e qualche cazzotto ben assestato. Gamora invece rimane integerrima per quanto possibile, visti gli amici che si ritrova.

Sul versante tecnico non c'è nulla di cui lamentarsi, anche se il dettaglio grafico non è quello dei tripla A più pompati, il gioco splende fiero nel suo look fumettoso. A voler fare i pignoli potremmo segnalare qualche piccolo calo di frame durante alcune cutscene, ma si tratta davvero di piccolezze che non inficiano in alcun modo sulla godibilità della produzione. Applausi scroscianti invece per la colonna sonora che, con i suoi brani anni '70, come ad esempio Livin' Thing degli Electric Light Orchestra, porta un carico di gioia infinita alle orecchie di tutti i nostalgici bighelloni galattici in ascolto.

Unico tasto dolente riguarda invece la localizzazione, interamente in inglese sia per quanto riguarda l'audio che i testi. Purtroppo la necessità di selezionare velocemente le risposte da dare durante i dialoghi potrebbe essere davvero un deterrente all'acquisto per chi non mastica bene l'inglese, ma tutto sommato il lessico è abbastanza abbordabile. Detto ciò non rammaricatevi troppo, probabilmente Yondu non lo capisce bene nemmeno un madre lingua!

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Rocket è specializzato in armi di piccolo calibro che danno poco nell'occhio.

Tirando le somme possiamo dirvi che questa serie inizia col botto, il che ci fa ben sperare per i capitoli che seguiranno. Anche se non ve l'abbiamo menzionata per non spoilerarvi nulla, nelle tre ore che servono a finire il primo capitolo di roba ne succede eccome! Vi invitiamo a dargli credito e procedere all'acquisto se siete fan dei Guardiani e vi piace lo stile Telltale, siamo certi che non ve ne pentirete.

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