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Warriors All-Stars - recensione

Una caotica orgia di botte e combattenti famosi.

Shin Sangoku Musō, meglio conosciuto come Dynasty Warriors, nel corso dei suoi gagliardi 20 anni ha accolto una miriade di "guest star", dedicando interi capitoli o semplici cameo, da Ken il Guerriero a Gatsu di Berserk, passando per Link di The Legend of Zelda, Gundam e i personaggi di One Piece. Nessuno però pensava di poter vedere in un unico gioco una quantità di protagonisti provenienti da serie diverse come in questo Warriors All-Stars.

Il cross-over definitivo può infatti vantare un cast davvero mostruoso: oltre ad una mezza dozzina di combattenti provenienti proprio dalla serie Dynasty Warriors, questo mash-up include eroi di Toukiden, Atelier, Deception e Nights of Azure, ma soprattutto una manciata di stelle composta da Kasumi (Dead or Alive), Ryu Hayabusa/Ayane (Ninja Gaiden) e William Adams (NiOh).

Riuscire a costruire una trama credibile e coesa con un simile cast non deve essere stato facile. Omega Force ha optato per la soluzione più semplice e abusata, quella degli universi paralleli. Al centro della vicenda c'è una guerra fratricida tra tre pretendenti al trono: Tamaki, Shiki e Setsuna.

Dopo la morte dell'ultimo Re, il regno è caduto in rovina e i suddetti eredi hanno pensato bene di darsi battaglia per salire al trono. Per ripristinare l'ordine, riattivare le sorgenti che davano la vita al pianeta e guadagnarsi il potere, decidono di evocare degli eroi leggendari che li aiutino a raggiungere i loro obiettivi. Gli eroi arrivano ma si schierano con tutti e tre, scatenando di fatto un gran casino.

Confusi? Tranquilli, la trama non è fondamentale. Quello che conta è che in Warriors All-Stars si combatte tanto e in maniera estremamente rapida. Voi ovviamente sarete nel mezzo di questa guerra e in base all'eroe principale che sceglierete verrete schierati con una delle fazioni. Il cuore mi ha detto di scegliere il buon Hayabusa, che equivale a ritrovarsi subito Ayane come compagna e successivamente il protagonista di NiOh come braccio destro. Non male vero?

Il bello è che nel corso delle battaglie è anche possibile prenderne il controllo temporaneamente o sfruttarne alcuni poteri. Gli scontri si svolgono con lo stile tipico dei Dynasty Warriors, con stuoli di avversarsi da falciare con mosse più o meno speciali. Non ci si capisce molto e questo è il bello (ma anche il brutto) di questa serie, che anche con questo capitolo è destinata a dividere il pubblico tra chi lo amerà e chi lo odierà senza riserve. Personalmente lo ritengo divertente, liberatorio.

Utilizzare al meglio e con cognizione di causa tutte le abilità e le meccaniche di gioco è praticamente impossibile, ma basta assimilare i 4/5 fondamentali per dare vita a battaglie davvero imponenti... che tra l'altro non mettono praticamente mai in crisi il motore di gioco. Anche con centinaia di nemici su schermo è raro vedere qualche rallentamento.

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Il gioco ha differenti finali, che cambiano in base ad alcune scelte fatte e agli eroi reclutati durante le battaglie.

Le mappe sono mediamente più grandi rispetto ai capitoli precedenti e le missioni sono divise in categorie. Dopo gli inevitabili tutorial iniziali la mappa inizia ad aprirsi e ad offrire vari tipi di questo. Ci sono quelle che mandano avanti la trama, quelle che permettono di accumulare materiali, quelle utili per "farmare" XP e infine quelle che permettono di reclutare nuovi protagonisti. Queste sono spesso le più difficili, ma consentono di ampliare il gruppo di eroi tra cui potete scegliere prima di ogni missione.

Affezionandovi ad un party migliorerete i rapporti tra i componenti, il che si tradurrà in nuove mosse sbloccate e "omaggi" occasionali che gli altri personaggi faranno all'eroe principale. Ogni vittoria garantisce inoltre un diverso ammontare di XP sia per il main che per gli alleati, ma anche delle speciali carte che vi permetteranno di modificare alcuni parametri.

Tali carte vanno attivate nella schermata di ogni protagonista e in base alla rarità attiverà dei bonus di battaglia. Scegliere il "mazzo" più adatto prima di scendere in campo a volte può fare la differenza, specie se deciderete di affrontare missioni di livello un po' superiore al vostro. A prescindere dalla missione scelta, lo svolgimento è più o meno è lo stesso. Bisogna muoversi nella mappa per conquistare punti di controllo e almeno all'inizio il compito non è arduo. Le cose si complicano un po' nelle Missioni Storia quando in campo scenderanno gli eroi delle altre fazioni.

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Il tono epico delle battaglie è in parte smorzato dallo stile Anime dei personaggi. Tra gatti e blob colorati parte della 'serietà' va a farsi benedire.

Per prima cosa riuscire ad individuarli in mezzo al caos non è cosa semplice, il che significa che in qualche occasione vi ritroverete colpiti più e più volte senza capire cosa sia successo. Come dicevamo poche righe fa, questo è lo stile Musou, che vi piaccia o no. La presenza di personaggi ben noti e carismatici è sicuramente un fan service gradito e a tratti rende il gameplay un po' più affascinante.

Ogni eroe è realizzato esattamente come nel suo gioco di riferimento, possiede gran parte delle mosse che lo caratterizzano e garantisce un modo di combattere leggermente diverso rispetto agli altri. Ciononostante il fenomeno "monotonia" che ha da sempre afflitto questa serie è purtroppo presente anche in Warriors All-Stars, anche a causa di nemici dall'Intelligenza Artificiale assolutamente scadente.

Graficamente si nota qualche passo avanti rispetto agli ultimi capitoli della serie Dynasty Warriors. Oltre alla suddetta fluidità vanno segnalati modelli poligonali piacevolmente dettagliati e delineati da un lieve toon-shading, utilizzato per miscelare tra loro personaggi provenienti da serie profondamente diverse dal punto di vista estetico. Deludente invece la colonna sonora che segue il trend del gioco miscelando tra loro generi fin troppo eterogenei. Ecco quindi pezzi dal sapore tradizionale mischiati con schitarrate metal e ritmi dance che in alcuni casi fanno calare non poco il tono epico e adrenalinico del gioco.

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Per chi volesse impegnarsi nella comprensione della (assurda) storia è doveroso sottolineare la mancanza della localizzazione italiana.

In sostanza quindi Warriors All-Stars è uno spin-off che farà felici i fan della serie, coloro che amano il suo stile e se ne fregano di missioni un po' troppo uguali tra loro, nemici dall'encefalogramma piatto e via dicendo. I nuovi personaggi inseriti ed alcune meccaniche di collaborazione tra loro rendono il gameplay un po' più pepato almeno all'inizio, motivo per cui ci sentiamo di consigliare l'acquisto anche a chi non si è mai avvicinato alla saga Tecmo Koei.

7 / 10

Warriors All-Stars - recensione Daniele Cucchiarelli Una caotica orgia di botte e combattenti famosi. 2017-09-08T17:00:00+02:00 7 10

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