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Xenoblade Chronicles 2 - recensione

Nintendo e Monolith chiudono l'anno col botto.

In soli nove mesi Switch è diventato il gadget più desiderato del pianeta. Nintendo infatti è stata capace non solo di lanciare una console che ha cambiato il modo di concepire il videogioco, ma anche di equilibrare le uscite alla perfezione mantenendo tra l'altro un livello qualitativo davvero altissimo.

A chiudere questo 2017 da record arriva ora Xenoblade Chronicles 2, il JRPG che molti attendevano come il Messia. Come ben sapete, spesso accade che una cosa tanto attesa si trasformi poi in una delusione, ma fortunatamente non è questo il caso. L'ultima fatica Monolith infatti è un gioco di dimensioni monumentali, estremamente affascinante sotto molti punti di vista e con quel giusto grado di distacco dai precedenti capitoli che lo rende adatto tanto ai fan quanto ai neofiti della saga.

Al centro della scena troviamo Rex, un intraprendente orfanello (gli eroi dei GDR giapponesi sono tutti orfani, e i più "fortunati" perdono i genitori nei primi 3 minuti del gioco) che sopravvive recuperando rottami e tesori con la sua bella tuta da palombaro. Solo che non si tuffa nel mare, bensì in un oceano di nuvole. Sì, perché i pochi umani sopravvissuti in questo futuro fantasy vivono sospesi su enormi continenti semoventi. O meglio, vivono sul dorso di enormi Titani che se ne stanno buoni e tranquilli mentre i loro "ospiti" costruiscono città sulla loro schiena.

Il problema è che questi esseri millenari stanno scomparendo. Iniziano a morire sempre più frequentemente, trascinando giù tutti coloro che si trovano sulla loro groppa multiforme. Ciò significa che presto anche gli uomini diventeranno un ricordo. Le ultime speranze di salvezza sono legate alla leggenda dell'Elysium, un paradiso terreste a cui tutti aspirano e sul quale l'umanità avrebbe la possibilità di rinascere.

Nessuno lo ha mai visitato ma il mito vuole che sia ubicato in cima al grande Albero del Mondo. Rex ci crede e ci crede anche Nonnetto, il suo "piccolo" Titano personale. Il giovane vive sopra di esso, ne ha fatto il suo attico con vista sull'oceano e il gigantone (che ricorda da vicino uno dei bestioni volanti di Panzer Dragoon) apprezza la sua compagnia. Anche lui però è consapevole che prima o poi i pulcini sono destinati a lasciare il nido e Rex non fa eccezione. Al giovane viene offerto un lavoro grosso, di quelli che fruttano assegni da molti zeri. L'avventato ragazzo accetta dunque la missione senza pensarci un attimo e infischiandosene dei consigli di Nonnetto.

Ed è qui che inizia la vostra avventura. Un breve prologo vi metterà in contatto con alcuni dei personaggi ricorrenti dell'avventura e vi fornirà un'infarinatura sul mondo di gioco. Monolith ha una bella fantasia, non c'è che dire, ma è impossibile non notare già dalle prime ore la somiglianza di alcuni elementi narrativi con quelli che da sempre contraddistinguono la saga di Star Wars.

La prima in cui vi imbatterete è rappresentata da dei buffi esserini. Si chiamano Nopon, sono tondi, pelosi e si esprimono mettendo insieme parole in modo buffo, ai limite dell'incomprensibile... un po' come faceva l'"amatissimo" Jar Jar Binks ne La Minaccia Fantasma. Ma le similitudini non si fermano qui: di lì a poco scoprirete che nel mondo di Xenoblade Chronicles 2 esiste un potere che permea tutte le cose. Più che un potere potremmo definirlo una... Forza. Non andiamo oltre per non, come si dice in gergo, spoilerare. Durante il gioco comunque noterete altre assonanze con il mondo creato da George Lucas, dei piccoli omaggi che gli appassionati di Star Wars gradiranno sicuramente.

Rex ad esempio è un giovane Luke Skywalker quando inizia la sua avventura. Un eroe inconsapevole del potere che alberga nel suo cuore. Lo scoprirà in un modo piuttosto brusco, per non dire violento. Capirà di poter diventare ciò che ha sempre ammirato, un Ductor... traduzione nostrana di quelli che nella traduzione inglese vengono chiamati Driver. I Ductor sono esseri superiori, come gli Jedi, capaci di utilizzare delle armi viventi chiamate Gladius (Blades nell'originale).

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Concatenando con il giusto tempismo gli attacchi successivi al primo potrete infliggere più danni e caricare più velocemente i colpi speciali.

Ovviamente esistono anche Ductor cattivi, e se proprio ne avete voglia potete chiamarli Sith. Scherzi a parte, i Ductor "oscuri" hanno un obiettivo: impossessarsi del Gladius più potente di tutti. Si chiama Aegis e ad esso è legata Pyra, l'avvenente eroina femminile del gioco. Grazie al suo immenso potere Rex avrà almeno una possibilità di arrivare all'agognato Elysium? Questo ovviamente lo lasceremo scoprire a voi, noi ci concentreremo d'ora in poi sul gameplay di Xenoblade Chronicles 2, il quale (se possibile) è ancora più sfaccettato della sua storia e del suo cast.

Partiamo proprio dai Gladius. Quello che utilizzerete all'inizio è molto potente ma è solo la punta dell'iceberg. Nel corso del gioco Rex e il suo party (che potrà essere formato da un massimo di tre personaggi) ne potrà recuperare svariati, dai più comuni ai più rari. Per svegliarli dovrete però recuperare i Cristalli Nucleici, anch'essi disponibili in molte varietà. Una volta creato il Gladius potrete decidere se impiegarlo in battaglia o eliminarlo per ottenere qualche oggetto bonus. Ognuno ha poteri diversi e si rivelerà più o meno utile a seconda dell'occasione e del nemico che vi troverete di fronte.

Usandoli cementerete la vostra affinità con essi, sbloccandone poteri aggiuntivi e potenziandolo in modi del tutto diversi. Solo con la pratica scoprirete quali Gladius si adattano meglio al vostro stile. Ovviamente Pyra è la più potente di cui potrete disporre, ma i suoi attacchi sono lenti. Altri invece sono meno poderosi ma più adatti a combo lunghe. La lista potrebbe continuare ma potrete tenere sotto controllo tutte le caratteristiche delle vostre "armi viventi" nell'apposito menù. Entrandoci potrete controllarne le caratteristiche correnti, equipaggiarli con nuovi poteri e sbloccare abilità portando a termine determinati compiti.

Una volta superata la fase tutorial avrete a disposizione un intero mondo da esplorare, che si espanderà in base al punto della storia in cui sarete arrivati. Vi offrirà un suggestivo ciclo giorno-notte, che influirà non solo sui panorami ma anche sulle creature che incontrerete e su altri fattori secondari. Una certa influenza ce l'hanno anche le maree. I Titani infatti navigano su un oceano di nuvole e solcandolo vi si immergono più o meno profondamente.

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L'universo di Alrest offre scorci davvero incredibili. Passerete ore solo esplorando queste meravigliose location.

Ciò significa che a seconda del momento alcune location non saranno accessibili perché immerse nelle nubi, mentre altre diventeranno disponibili solo nel frangente opposto. Un apposito indicatore su schermo vi terrà informati sulla posizione del titano rispetto alla linea dell'orizzonte quindi tenetelo d'occhio nelle fasi più avanzate, quando andrete a caccia di qualche tesoro particolarmente raro.

In un primo momento potreste rimanere disorientati dalla vastità di alcune ambientazioni e dalla quantità di cose da scoprire. Prendetevi il tempo che serve, potrete tornare in qualsiasi momento nei luoghi già visitati per portare a termine le missioni secondarie, aprire i forzieri lasciati indietro e fare acquisti nei vari negozi confrontando i prezzi delle varie location. L'esplorazione ovviamente non sarà del tutto sicura. Potendo andare un po' ovunque vi imbatterete anche in zone con mostri di livello MOLTO più alto del vostro. Lasciate perdere perché alcuni di loro potrebbero attaccarvi e uccidervi con un solo colpo.

Non esistono transizioni per i combattimenti. Tutti i nemici che vedrete in giro possono essere combattuti. Potrete avvicinarvi ad alcuni di essi da dietro per avere il vantaggio del primo colpo o provocarne la reazione con qualche "taunt". Anche con il party al completo dovrete fare attenzione. Una volta ingaggiata la battaglia controllerete il Ductor principale. Anche in questo caso imparerete con il tempo quali personaggi sono più affini al vostro stile e inevitabilmente saranno quelli che userete di più.

I Gladius rimarranno sempre con voi fornendo supporto sia dal punto di vista difensivo che offensivo. Molto importante è rimanere nelle loro vicinanze per non "rompere" l'affinità. Un fascio di luce tra Ductor e Gladius indicherà questo legame, che si indebolirà con l'aumentare della distanza tra i due. In caso di morte verrete rianimati dal compagno più vicino ma cercate di fare lo stesso raggiungendolo quando verrà messo a terra. Nel caso doveste passare a miglior vita quando sarete da soli riprenderete il gioco dal checkpoint più vicino.

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Le armi viventi che sveglierete con i Cristalli Nucleici non saranno sempre utili alla causa. Anch'esse sono divise in classi.

Le battaglie inizialmente saranno un po' legnose, specialmente per chi è abituato a sistemi di combattimento più dinamici. I controlli richiedono un minimo di pratica, soprattutto perché alle meccaniche di base va aggiunto un certo colpo d'occhio per capire quali tecniche siano disponibili durante la battaglia. Ai tre pulsanti frontali del controller vanno assegnati i diversi tipi di attacco. Mettendo a segno un determinato numero di colpi si attiveranno gli effetti secondari, che varieranno in base a fattori come la posizione del personaggio e la vulnerabilità del nemico.

Alcuni sono anche in grado di generare pozioni curative, particolarmente utili in situazioni di inferiorità numerica. In un apposito menù potrete modificare le priorità di attacco e altre opzioni che vi permetteranno di arrivare al vostro set ideale. Le scelte che farete in questo ambito influiranno anche sugli attacchi speciali del Gladius che state utilizzando. Quando avrete a disposizione un party completo potrete anche concatenare gli attacchi e dare vita a combo potentissime, particolarmente utili contro i boss e semi-boss che vi troverete di fronte.

Tante cose da tenere a mente vero? Non vi spaventate se all'inizio non tutto sarà chiaro: le prime ore non offrono sfide particolarmente difficili, quindi utilizzatele per allenarvi in vista delle sfide più difficili. Vedrete che piano piano utilizzerete gran parte di esse in automatico. Il livello di personalizzazione è altissimo, secondo forse solo alle Materia di Final Fantasy VII. È possibile equipaggiare fino a tre Gladius differenti e ognuno influisce sulla classe e le potenzialità d'attacco/difesa.

All'inizio è difficile venire a capo di questo sistema ma, una volta che ci avrete preso la mano, sarà tutto più immediato. Ricordatevi sempre di scegliere accuratamente i Gladius da portare con voi, sacrificando quelli meno potenti o adatti. Passando dall'uno all'altro con i pulsanti direzionali potrete sfruttarne le abilità caricate e diventare dei Ductor con i fiocchi.

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Uno dei Gladius che utilizzerete è artificiale. Per potenziarlo dovrete affrontare un simpatico gioco arcade chiamato Tiger Tiger.

Numerosi sono anche gli elementi "di contorno" di cui dovrete occuparvi mentre portate avanti la storia principale. Ogni città che visiterete è densamente popolata, piena di vita, di occasioni e di cose da scoprire. Parlate con gli NPC per ottenere informazioni e missioni secondarie, non dimenticate poi che Rex è un "recuperatore". Sfruttate i numerosi punti di ripescaggio sparsi su Alrest per ottenere oggetti unici da utilizzare direttamente o rivendere.

Potrete anche impegnarvi in attività che contribuiranno a sviluppare le città che avete visitato. Completate le missioni che vi verranno affidate al loro interno o anche semplicemente interagite con gli abitanti. In questo modo guadagnerete Punti Sviluppo che potranno essere impiegati in vari modi. Grazie ad essi, ad esempio, potreste far calare i prezzi della merce in vendita o magari migliorare la qualità e rarità dei pezzi a disposizione nei negozi. Dalla mappa potrete tenere sotto controllo tutte le location che avete visitato e monitorare il loro stato di sviluppo espresso da un semplice sistema a stelle.

Nel turbinio di cose da fare prendetevi però delle pause. Usatele per farvi una passeggiata in giro per le ambientazioni, anche solo per ammirare lo splendido lavoro fatto dal team di sviluppo nel modellare scenari che rimarranno impressi nella memoria molto a lungo. The Legend of Zelda: Breath of the Wild da questo punto di vista è quasi inarrivabile ma possiamo assicurarvi che anche Xenoblade Chronicles offre delle location mozzafiato. Ogni Titano offre panorami differenti, dalle rigogliose foreste della Provincia Imperiale di Gormott ai panorami industriali di Mor Ardain, passando per il suggestivo arcipelago Leftheriano.

Purtroppo il design dei personaggi non è altrettanto originale. Rex ricorda un personaggio di Kingdom Hearts e lo stesso vale per gran parte degli altri Ductor. Il sesso femminile è rappresentato da stereotipi piuttosto scontati: eroine snelle e "poppute" vestite con abiti degni di una lap dancer di Las Vegas. Sia chiaro, è tutto molto bello da vedere e alla fine vi affezionerete comunque a gran parte del cast, ma non ci sarebbe dispiaciuto qualche guizzo creativo in più.

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Il potenziamento delle armi (sia dei Ductor che dei Gladius) avviene tramite la forgia di particolari frammenti.

Xenoblade Chronicles 2 è un titano da quasi 100 ore di gioco, forse anche di più se avete intenzione di scoprirne tutti i segreti. Non sono tutte memorabili e in alcuni momenti ci sono dei cali di ritmo. Nel complesso però il gioco Monolith è di quelli destinati a farsi ricordare. Pur non inventando nulla di particolarmente nuovo, mette egregiamente insieme tutti i suoi elementi e li inserisce in un contesto grafico-stilistico che in alcune fasi raggiunge il sublime.

La prima discesa su un pianeta-Titano, popolato da creature degne di Avatar, è memorabile. La maturazione di alcuni personaggi è esemplare e coinvolge il giocatore dall'inizio alla fine. Fatta eccezione per qualche Gladius di pregevole design, gran parte dei personaggi sono abbastanza stereotipati e la trama rende un po' troppo telefonati alcuni colpi di scena. La qualità (leggi "varietà") delle missioni secondarie inoltre tende a scemare abbastanza presto, ma quasi nessun gioco di questa portata è riuscito nella missione impossibile di alimentare a dovere questo aspetto per oltre 60 ore.

Piccoli difetti comunque, che non minano in alcun modo la portata e la qualità di un gioco davvero eccellente sotto quasi tutti i punti di vista. Probabilmente per qualche giorno si discuterà della risoluzione non altissima in versione "dockata". Vero, ma fa comunque la sua bella figura e in modalità portatile è una gioia per gli occhi. Un ultimo, scrosciante applauso va fatto al maestro Yasunori Mitsuda, compositore dell'incredibile colonna sonora che accompagna le imprese di Rex e compagni. I pezzi spaziano dal classico stile rock tipico dei JRPG a melodie che non sfigurerebbero in un film dello Studio Ghibli. Se vi dovesse capitare di trovare il CD in giro non esitate un attimo nell'acquistarlo.

Siamo così arrivati agli sgoccioli di questi 15.000 caratteri e ci sentiamo in dovere di consigliare questo titolo un po' a tutti. I fan dei JRPG lo ameranno senza riserve, tutti gli altri prendano seriamente in considerazione l'acquisto perché Xenoblade Chronicles 2 merita di essere elogiato (quasi) alla pari degli ultimi Zelda e Mario. Grazie a questo titolo la console ibrida di Nintendo chiude il suo primo anno con dei coloratissimi e sfavillanti fuochi d'artificio. Speriamo che anche il 2018 prosegua sugli stessi binari.

9 / 10

Xenoblade Chronicles 2 - recensione Daniele Cucchiarelli Nintendo e Monolith chiudono l'anno col botto. 2017-11-30T14:00:00+01:00 9 10

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