Blacklight: Tango Down

Un progetto troppo ambizioso.

Versione provata:

Attraverso la PlayStation 3 e l'Xbox 360, il Digital Delivery si sta lentamente facendo strada nelle case dei giocatori, portando prodotti sempre più arditi e interessanti. Dopo un primo periodo fatto di vecchi classici venduti a prezzi folli, infatti, gli sviluppatori hanno cominciato a sfornare titoli davvero niente male, alcuni dei quali non avrebbero sfigurato perfino sugli scaffali dei negozi.

La crescita del mercato dei giochi scaricabili, tuttavia, fino a questo momento aveva visto solo Electronic Arts (con Battlefield 1943) buttarsi nella realizzazione di un ambizioso FPS intenzionato a rivaleggiare con i giganti del genere sul terreno del multiplayer online.

Proprio con l'idea di seguire le orme dello scaricatissimo titolo di EA, i ragazzi dei Zombie Studios hanno creato Blacklight: Tango Down, FPS che cerca di offrire per soli 1200 punti un'esperienza completa, divertente e gratificante.

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Dal punto di vista visivo il gioco è sicuramente impressionante. L'azione è sempre fluida e veloce.

Al costo di un map pack di Modern Warfare 2, i giocatori che decidono di dare fiducia a Tango Down possono contare su un multiplayer frenetico e caratterizzato da un sistema di crescita che ha davvero poco da invidiare a quello di tanti altri nomi altisonanti presenti sul mercato.

Considerando che la modalità multiplayer è da sempre quella più apprezzata (e giocata) negli FPS, l'idea di puntare tutto su un'esperienza di questo tipo è davvero sensata, ma è pur vero che, per essere davvero valido, il multiplayer di uno sparatutto ha bisogno di una cura e di un bilanciamento senza pari.

Sfortunatamente il bilanciamento è proprio ciò che manca al titolo dei Zombie Studios, che fin da subito mostra chiaramente di non essere stato impostato nel modo giusto. Fra le numerose armi presenti nel gioco, infatti, le SMG ed i fucili d'assalto si rivelano essere delle vere e proprie bestie inarrestabili, mentre i fucili da cecchino possono tranquillamente essere lasciati a prendere polvere in un angolo.

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Nella maggior parte delle mappe equipaggiare un fucile di precisione è un vero e proprio suicidio.

Ogni giocatore di Tango Down ha a disposizione 175 punti ferita, che fondamentalmente sembrano esistere unicamente per i temerari che decidano per qualche motivo di punirsi equipaggiando un fucile di precisione o una pistola. Chiunque, infatti, scelga saggiamente di imbracciare una mitraglietta, può tranquillamente abbattere qualsiasi nemico con una singola raffica. Questo, con la collaborazione di un map design non certo brillante, dà vita a una serie di situazioni particolarmente frustranti, dove la squadra che riesce per prima a posizionarsi di fronte alla base avversaria (unico punto di respawn previsto), può facilmente aggiudicarsi la vittoria.

Con questo genere di errori macroscopici servono davvero a poco l'ottima realizzazione tecnica, il sistema di crescita profondo e ben sviluppato e la presenza di una serie di gadget tecnologici potenzialmente interessanti.

Il trailer di Blacklight: Tango Down.

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