Dragonica

Tre metri sotto il cielo…

Il mondo dei giochi di ruolo massivi è un terreno insidioso, sia per chi vi entra come giocatore sia per chi decide di provare a lanciare sul mercato un nuovo titolo. Per noi poveri inermi videogiocatori il pericolo è quello di perdere ogni traccia della propria vita sociale, riducendo ogni rapporto solamente all’accoppiata mouse e tastiera: uomini, donne e animali perdono ogni interesse se non hanno un proprio compito all’interno di uno dei nostri mondi virtuali.

Anche agli sviluppatori però la vita di certo non arride: qualsiasi titolo infatti deve gioco forza confrontarsi con World of Warcraft, se non nelle tematiche, certamente nella forza dei numeri. E cercare di fare concorrenza a un titolo con oltre 11 milioni di giocatori paganti è qualcosa in grado di far tremare i polsi a tutti, a prescindere delle qualità che si possa vantare.

Dragonica, preso atto di quanto sopra, sulla scia di un'infinita sequela di giochi orientali ha scelto, per poter almeno giocare la partita, di non richiedere un pedaggio all'ingresso delle sue terre, delegando a delle micro transazioni presenti in diversi ambiti il proprio sostentamento. Partendo dall'offerta di ogni sorta di vestiario fino ad arrivare all'acquisto di skill particolari, a un cambio agevolato di 1$ per 1000 cash point (la valuta del gioco), potrete quindi sbizzarrirvi nell’acquisto compulsivo. All'apparenza comunque niente di nuovo sotto il sole.

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Inanellare una serie di combo risulterà particolarmente semplice nonché altamente soddisfacente.

Preso atto quindi che non è necessario sganciare la vil moneta per godere delle avventure proposte nel gioco di gPotato, ho in maniera rapida creato il mio alter ego scegliendo di impersonare un ladro all'interno del non proprio ampio ventaglio di classi a disposizione. Se infatti la categoria dei furfantelli non vi attirasse, potrete sbizzarrirvi solamente come mago, guerriero o arciere.

Niente di particolarmente virtuoso, ma tuttavia in grado di dare vita a un'alberatura sufficientemente varia con il procedere dell'esperienza.

A partire dal livello 10 a salire si inizia a fare sul serio, con la possibilità di perdere punti exp a fronte di ogni dipartita e un sistema di skill che richiederà di costruire il proprio personaggio sulla falsariga della propria inclinazione, scegliendo fra diverse prospettive possibili.

Giunti al ventesimo livello le possibilità si moltiplicano ulteriormente in quanto ogni classe può calarsi in altre due specializzazioni: il guerriero può scegliere fra gladiatore e cavaliere, il mago fra accolito e mago da battaglia, l'arciere tra ranger e cacciatore e infine il novello Lupin fra assassino e giullare.

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Come tutti sanno, gli ombrellini rosa sono particolarmente letali.

Ulteriore ramificazione verrà poi operata al livello 40, ma giunti a quel punto avrete già sviscerato a fondo Dragonica, tanto da rendere più vivo il processo emotivo di impersonificazione che difficilmente si presenterà nelle prime battute.

Detta brutalmente, non necessiterete più di un'etichetta per dare un senso al vostro personaggio e basterà l’insieme delle abilità acquisite per capire quello che potrete o non potrete fare.

Pur nella consapevolezza inoltre che la curva di apprendimento risulta particolarmente dolce e in grado di accompagnare con la dovuta accortezza sia i neofiti che gli esperti iper-skillati, è palese che il gioco, dopo un primo approccio all'acqua di rose, mostri in maniera repentina i propri punti di forza, affascinando senza strafare nello stile o nello sfarzo.

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