Wings of Prey

Sulle ali del vento...

C'è stato un tempo in cui eroe era sinonimo di pilota d'aereo e dove il vento fra i capelli era la promessa di una futura battaglia fra i cieli dell'Europa. Era l'epoca dei Baroni Rossi, della gloriosa RAF e delle temibili pattuglie tedesche. Lì non si poteva mentire: o la morte, o la vita, tutto in una frazione di secondo e in una virata sbagliata.

Negli anni, complice una sequela di titoli che mi hanno portato in lungo e in largo su diversi campi di battaglia, ho poi sviluppato una sorta di “mito dell'epoca”, capace di relegarmi davanti al divano ogni qualvolta passano filmati in bianco e nero di quei decenni così lontani ma sempre così vicini. Potete immaginare quindi come mi sia sentito davvero baciato dal sole (il buon Silvestri temo inizi seriamente ad avere doti di preveggenza)(magari! ndSS), quando mi è capitata sotto mano la recensione di Wings of Prey, nuova fatica di Gaijin Entertainment che promette di riportarvi in sella agli aerei della seconda guerra mondiale.

È necessario, a onore di cronaca, avvisare in apertura che non si tratta di un prodotto prettamente originale ma di una sorta di conversione di Il-2: Birds of Prey, un gioco uscito su console oramai da qualche mese. Già da questo potete immaginare che il taglio del gioco sia decisamente più orientato a una riproduzione arcade del mezzo piuttosto che ad una meticolosa ricostruzione di leve e manicotti, senza però che questo infici in maniera sensibile il grado di divertimento che è possibile raggiungere.

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La visuale interna, sebbene maggiormente fedele, risulta particolarmente ostica, soprattutto nelle azioni più concitate.

Se inoltre i titoli denotano una seria mancanza di capacità inventiva, il risultato finale testimonia invece come sia ancora possibile coniugare in maniera proficua lo sviluppo su PC a fianco di quello consolaro.

Preso atto della cosa e se la capacità intuitiva non vi difetta, avrete probabilmente già colto anche che il setting è esattamente lo stesso che milioni di bit passati hanno sviscerato in ogni suo piccolo particolare: siamo infatti dalle parti del terzo Reich e il vostro compito sarà “sorprendentemente” quello di supportare le forze alleate nella loro battaglia per la libertà.

Prima di iniziare una disamina più approfondita è però buona cosa sgomberare subito il campo da una domanda atavica che affligge ogni giocatore PC alle prese con un simulatore di volo: sì, si può giocare anche con mouse e tastiera. Ma purtroppo no, non è la stessa cosa rispetto all’utilizzo di un bel joystick, come tutti gli appassionati ormai dovrebbero ben sapere.

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È praticamente impossibile andare in stallo, fatto che permette di compiere manovre particolarmente ardite.

La resa infatti risulta sensibilmente diversa e le sensazioni che si ricevono giocando con una cloche sono decisamente più adatte a farvi sentire degli assi nel cielo piuttosto che degli imbranati cronici come la sensibilità attribuita di base al vostro topo simpatia porta a credere.

Dopo dieci minuti di un discreto mal di mare causati del ratto ottico, potete quindi facilmente comprendere perché abbia rispolverato il mio vecchio ma fidato Thrustmaster, il cui settaggio è risultato peraltro agevole.

Se infatti non esiste una configurazione di base per ogni modello di joypad, la comunità giocante si è subito attivata per fornire suggerimenti e dritte per le principali marche, così da poter godere un'esperienza il più possibile confortante.

Passato il tutorial e le difficoltà tecniche iniziali, verrete subito dopo immersi in una serie di battaglie al fulmicotone, i cui obiettivi vanno a pescare in diversa misura dal campionario del genere: missioni di scorta, attacchi mirati, battaglie a sorpresa, raid notturni. Insomma, tutto quello che un onesto pilota richiede per misurare la propria abilità, passando per i cieli di Berlino, Mosca, Londra e tutti i principali teatri della Guerra con la g maiuscola.

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