Castlevania

Là dove nessuno era mai giunto prima.

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Ormai sono abituato a iniziare quasi tutte le mie recensioni con un aneddoto personale, e siccome finora non ho trovato assassini prezzolati sotto casa o proiettili in busta che mi intimavano di smettere... io proseguo!

Il mio primo impatto con Castlevania risale a tanto, tanto tempo fa. Non mi trovavo in una galassia lontana lontana ma nel mio negozietto di fiducia. Era la fine del 1992 e il concetto di "mega centro commerciale" era ancora sconosciuto.

Un anno prima avevo ricevuto in regalo il mio primo Game Boy, quello di cui vi avevo parlato nella recensione di Tetris Party Deluxe , ricordate? Ebbene, all'epoca ero alla ricerca di un gioco d'avventura e il negoziante dell'epoca mi fece vedere una confezione che in copertina riportava un eroe biondo e muscoloso, che brandiva una frusta contro un demone che usciva dall'oscurità di una grotta.

Non ne avevo mai sentito parlare. Quel gioco si chiamava Castlevania II: Belmont's Revenge. Fu amore a prima vista e in pochi giorni scoprii tutto quello che questa saga mi avrebbe offerto nei successivi 18 anni... fino a ieri per la precisione.

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I successivi capitoli hanno testimoniato un andamento altalenante nella qualità globale della saga, ma indubbiamente i punti più bassi sono stati toccati nei (pochi) tentativi di portare Castlevania nella terza dimensione. Ricordo ancora con orrore i due episodi 3D usciti su Nintendo 64. Il primo riuscii ad evitarlo ma, spinto dalla curiosità, mi avvicinai a Legacy of Darkness: ne porto ancora i segni!

Da allora, fortunatamente, Konami si è tenuta distante da questi arditi tentativi di evoluzione, producendo una serie di ottimi capitoli 2D per le console portatili Nintendo.

Questo fino a qualche tempo fa, quando la compagnia annunciò di essere al lavoro su un nuovo Castlevania 3D, sviluppato però da un team spagnolo, MercurySteam, che fino ad oggi si era reso responsabile di titoli non certo indimenticabili come Scrapland e Clive Barker's Jericho.

Vi tranquillizzo subito, Lords of Shadow è nettamente, ma nettamente superiore ai due giochi appena citati e può anche fregiarsi del titolo di "primo Castlevania 3D meritevole di essere ricordato". Contenti? Avete tirato un sospiro di sollievo? Bene, ora passiamo ai dettagli, vi sarete anche stancati di sentire aneddoti sulla mia vita, no?

La prima cosa di cui ci si rende conto di questo Castlevania è la sua dimensione. Questo gioco è ENORME e ha una quantità di segreti e sfide da portare a termine che potrebbe accompagnarvi fino al prossimo E3. L'avventura è strutturata in 12 capitoli principali, a loro volta suddivisi in almeno dieci missioni, la cui durata è variabile tra i 20 e i 40 minuti. Non solo: una volta completato ogni livello, potrete ritornarci per cercare gli oggetti non trovati, completare le sfide secondarie e battere nuove strade dopo aver potenziato armi e poteri di Gabriel.

Già... Gabriel, l'eroe di questo nuovo Castlevania ambientato nell'anno 1022. La sua missione è ancora una volta riportare la luce in un mondo avvolto nell'oscurità e, al tempo stesso, salvare l'anima dell'amata moglie Marie, assassinata pochi giorni prima dell'inizio della sua missione.

I primi 15 minuti del gioco.

Questo nuovo protagonista, ennesimo rappresentante della famiglia Belmont, è caratterizzato secondo i canoni degli action-adventure più moderni. Fa parte della confraternita della luce ma la sua anima è capace di sfruttare anche i poteri dell'oscurità e la sua arma principale è un incrocio tra le Lame del Chaos di Kratos e la croce dell'eroe di Dante's Inferno. Il suo utilizzo è duplice: potente strumento di offesa nei combattimenti e versatile accessorio nelle fasi d'esplorazione. Potrà salvarvi da una caduta mortale o dal morso di un Licantropo Superiore, tutto dipenderà da come la sfrutterete.

A tal proposito, la quantità e varietà di mosse e tecniche di cui Gabriel è dotato è enorme, addirittura esagerata per certi versi. Nonostante i pulsanti d'attacco siano solo tre (due per l'arma principale e uno per quella secondaria), le possibili combinazioni che il team di sviluppo ha messo insieme sono decine.

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