The Incredible Adventures of Van Helsing - review

Diablo si mette i denti finti da vampiro.

Amanti di Diablo e degli action-RPG, siete pronti a vestire i panni del figlio del famoso ammazzavampiri?

Versione provata: PC

Basta paletti, croci e acqua santa, ora i mostri si combattono con fucili, sciabole e magia. Amanti di Diablo e degli action-rpg, pronti a vestire i panni del figlio del famoso ammazzavampiri?

Qualche settimana fa abbiamo messo le mani su una versione quasi completa di The Incredible Adventures of Van Helsing,e l'impressione ricavata era più che positiva: un onesto ARPG con buone idee e un'ambientazione interessante, supportato da dialoghi divertenti.

Con questa recensione non possiamo che confermare quanto di buono avevamo ipotizzato durante l'anteprima, ma la versione finale ha anche evidenziato alcuni difetti che, pur collocando The Incredible Adventures of Van Helsing tra i migliori titoli del genere, non gli permette di superare titoli come Diablo III o, per parlare di qualcosa più alla sua portata, Torchlight II.

Partiamo dai lati positivi, tipo lo scenario. Mentre i principali esponenti del genere, ovvero Diablo e Torchlight, sono ambientati in uno scenario gotico/fantasy, le avventure del figlio di Van Helsing portano un gradito cambio di scenario. All'inizio il gioco ruota attorno a una piccola città non troppo dissimile da Tristram ma, quando la storia ci porterà a Borgovia, fortunatamente la situazione cambierà. Dal fantasy si passa allo steampunk, alle atmosfere vittoriane, dai boschi ai laboratori segreti alla Frankenstein, forse l'aria sarà un po' cupa ma è comunque una ventata di novità.

Quando è uscito Diablo III, in molti hanno storto la bocca per il sistema di leveling, che sostanzialmente eliminava lo skill tree per una serie di opzioni che si sbloccavano automaticamente con l'aumentare dei livelli, penalizzando la personalizzazione del personaggio.

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Magie ad area, per i cacciatori di vampiri che non voglio chiedersi 'quale uccido per primo?'

Van Helsing invece sceglie un approccio molto più old school, permettendo al giocatore di gestire lo sviluppo del personaggio imboccando strade molto diverse tra di loro.

"All'inizio il gioco ruota attorno a una piccola città non troppo dissimile da Tristram ma, quando la storia ci porterà a Borgovia, fortunatamente la situazione cambierà"

A differenza della maggior parte degli RPG infatti, in Van Helsing non dovrete scegliere la vostra classe, l'ammazzavampiri è perfettamente in grado di usare pistole, armi bianche e magia e sarete voi a decidere quale dei tre rami sviluppare, o se creare un personaggio ibrido. Lo stesso vale per il vostro compagno, anzi compagna, di viaggi. Katarina, un fantasma che può fungere da tank o da supporto a distanza, per la quale sarete voi a scegliere ruolo, abilità ed equipaggiamento.

Anche se la mancanza di classi può sembrare una restrizione forte, soprattutto all'inizio, quando il personaggio non ha ancora una sua identità ben definita, col tempo non si può che apprezzare la decisione degli sviluppatori, perché vi permetterà di sperimentare un sacco di varianti.

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Non solo i vampiri cadranno sotto i vostri colpi, anzi, all'inizio farete cataste di licantropi.

Varianti che si moltiplicano con il peculiare sistema di abilità, basato sul Rage. Fondamentalmente gli attacchi base, pur aumentando di danno col tempo, non cambiano di molto: per renderli più incisivi è importante creare una sorta di "combo" ovvero un attacco normale a cui possono essere legati fino a tre effetti speciali a scelta.

"Fondamentalmente gli attacchi base, pur aumentando di danno col tempo, non cambiano di molto"

Potete ad esempio creare un colpo che ghiacci, ferisca nel tempo e aumenti il proprio danno, oppure riempire i tre slot con tre modificatori di danno, la scelta è solo vostra, l'unica cosa certa è che questi attacchi speciali consumano, il Rage, una risorsa "sorella" del mana, che si ricarica col tempo o delle pozioni.

Lanciare questi attacchi al momento giusto può cambiare l'esito di uno scontro quando ci si trova faccia a faccia con un boss o un mini-boss, tuttavia, sono praticamente inutili quando si viene assediati da più mostri, visto che elimineranno solo uno, massimo due mostri alla volta, in quei casi meglio affidarsi alle magie ad area.

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Non lasciatevi ingannare dall'aspetto di Katarina... al momento giusto sa tirare fuori il suo lato peggiore.

Occasionalmente vivrete una piccola variante sul gameplay: invece di cacciare i mostri nel loro habitat, dovrete difendere la vostra base, piazzando trappole che uccidano o rallentino gli invasori, oppure ingaggiandoli in combattimento. Se tutto vi ricorda molto un tower defense, è perché è proprio un tower defense e, anche se non è il massimo dell'originalità, è comunque una deviazione abbastanza divertente. Peccato si verifichi al massimo un paio di volte in tutto il gioco.

"Occasionalmente vivrete una piccola variante sul gameplay: dovrete difendere la vostra base, piazzando trappole che uccidano o rallentino gli invasori"

Questo è un vero peccato, perché tolti i divertenti dialoghi tra Van Helsing e Katarina, il gioco non fa molto per appassionarvi al grinding tipico degli action-RPG, e la storia è niente di più di un piccolo intermezzo tra un massacro di mostri e l'altro, che culmina in un finale abbastanza deludente.

Passando alle meccaniche di gioco, l'idea degli attacchi speciali basata sul Rage non è male, ma come già accennato non sembra essere più di tanto importante per cambiare il corso degli scontri, la cui difficoltà è in alcuni casi mal calibrata, tanto che fin da subito potrebbe capitarvi un boss che vi costringerà a molti respawn consecutivi (o a fare grinding in zone più semplici), mentre scontri più avanzati fileranno lisci come l'olio.

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Come da tradizione del genere, il gioco vi lancerà contro tonnellate di nemici.

Dunque, pur offrendo alcuni spunti interessanti al genere degli action-RPG, The Incredible Adventures of Van Helsing non riesce a raggiungere l'eccellenza. L'ambientazione, le possibilità di personalizzazione dello stile di combattimento e la difesa del proprio covo sono novità piacevoli, ma alla fine dei giochi si torna sempre alla buona vecchia routine che abbiamo già vissuto mille e mille volte. I giocatori hanno tantissime opzioni se apprezzano questo tipo di giochi, e Van Helsing alla fine è sono uno dei tanti.

Questo non vuol dire che non sia un gioco divertente, tutt'altro, solo che, pur provandoci, non è molto originale, e la storia non aiuta. Tuttavia, potrebbe essere il vostro gioco che avete apprezzato più il secondo capitolo di Diablo del terzo, se odiate l'always online e se volete provare tutti gli action-RPG in circolazione.

7 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio The Incredible Adventures of Van Helsing - review Lorenzo Fantoni Diablo si mette i denti finti da vampiro. 2013-07-02T10:30:00+02:00 7 10

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