Hearthstone: Heroes of Warcraft - review

Dalla partita occasionale alla dipendenza il passo è breve.

Paladini e sciamani alla conquista dei giochi di carte collezionabili? Eurogamer dà il suo verdetto sul free to play di Blizzard.

L'aggressione coordinata da parte di Blizzard al nostro tempo libero è in rapida progressione su quattro fronti. World of Warcraft sta per ricevere la sua quinta espansione, Heroes of the Storm sta facendo capolino in versione beta, Diablo III si sta "allargando" in questi giorni. E poi c'è Hearthstone, forse il pericolo più insidioso di tutti...

Con il recente passaggio dalla closed alla open beta, Hearthstone ha mostrato il suo faccino innocuo e gentile a una vastissima platea di giocatori. L'attenzione che si raccoglie sempre attorno a un nuovo titolo della casa di Irvine è sempre alta e molti sono stati sorpresi da questo gioco di carte all'apparenza molto semplice, assolutamente "amichevole" nella sua presentazione elegante e per di più completamente gratis. La Blizzard che regala un gioco: se escludiamo le chicche vintage come Blackthorne, è un fatto assolutamente inedito.

Abbiamo introdotto il discorso con la nostra preview qualche settimana fa ma è arrivata l'ora della verità. Hearthstone è scaricabile gratuitamente da tutti, basta avere un account Battle.net, e non c'è più l'etichetta "beta" a segnalare la presenza di un cantiere. Il gioco è sullo scaffale, per così dire, e noi abbiamo fatto un lunghissimo giro di prova.

Le impressioni avute in prima battuta sono tutte confermate. Sotto le mentite spoglie del free to play (e presto addirittura mobile, la versione iPad è dietro l'angolo) si nasconde un gioco "vero". La tipica cura di Blizzard è evidente in ogni elemento che compare su schermo, dalla qualità delle illustrazioni al doppiaggio in Italiano all'interfaccia semplice, colorata e accattivante.

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Il match contro Illidan conclude il tutorial. Non sarebbe male avere la sua abilità e le sue carte speciali…

L'azione di gioco è accompagnata da animazioni molto varie e spettacolari, che rinforzano l'impressione di combattere con piccoli eserciti: siamo lontanissimi da quanto accade in Duels of the Planeswalker, per esempio. In questo senso Hearthstone sfrutta tantissimo l'opportunità derivante dall'essere nato prima come videogioco che come "gioco di carte", con una presentazione e dei concetti assolutamente a loro agio in un contesto digitale.

"Hearthstone è un gioco di carte collezionabili esclusivamente online e (quasi) esclusivamente multigiocatore"

Hearthstone, vale la pena di ricordarlo, è un gioco di carte collezionabili esclusivamente online e (quasi) esclusivamente multigiocatore. Se qualcuno di voi ha giocato a Magic: L'Adunanza, risulterà abbastanza facile comprenderne alcuni meccanismi e rifiutarne completamente altri. A differenza di Magic, infatti, non ci sono terre né colori di mana, le creature possono scegliere chi attaccare, in alcuni casi gli eroi (gli avatar dei giocatori) possono prendersi direttamente a schiaffi a vicenda e non si possono giocare carte nel turno dell'avversario. Descritto così suona fin troppo semplice, ma ci sono logicamente delle complicazioni.

Innanzitutto, pur liberandosi delle terre e della gestione del mana nella creazione del mazzo (i giocatori ricevono un cristallo di mana permanente a turno, fino a un massimo di dieci), Hearthstone presenta nel suo primo set di carte un numero di abilità piuttosto elevato.

Concetti semplici come "provocazione" (l'abilità di una creatura che obbliga l'avversario ad attaccarla) o "carica" (la possibilità di far attaccare una creatura nel turno in cui viene evocata) vengono subito affiancati da altri più o meno inediti: creature che hanno effetto sulle altre creature adiacenti (effetti di posizione), armi per permettere agli eroi stessi di attaccare, abilità specifiche per ciascuna classe, potenziamenti all'efficacia delle magie e così via. C'è fin troppo da imparare e non ci si mette poco.

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Le rare carte dorate sono identiche a quelle normali ma sono animate. La trovata perfetta per indurre all'acquisto delle buste i più spendaccioni.

L'apprendimento va ben al di là del tutorial e di fatto continua anche dopo aver portato tutte le classi disponibili oltre il decimo livello (ovvero il punto in cui si ricevono le circa 130 carte di base). Scoprire quali carte siano insospettabilmente utili e quali si rivelino solo degli specchietti per le allodole porta via molto tempo, e senza conoscere a menadito tutte le carte a disposizione per ogni classe non si può davvero sostenere di saper giocare.

"Il livello di esperienza e di abilità raggiunto dai giocatori in cima alla classifica è impressionante"

Anche la conoscenza completa di ciò che è contenuto in Hearthstone, comunque, non basta per saper giocare davvero. Il livello di esperienza e di abilità raggiunto dai giocatori in cima alla classifica è impressionante e può essere apprezzato solo incontrandoli o guardando le loro partite in uno degli infiniti stream che si trovano in rete. A fare la vera differenza sono l'esperienza e la concentrazione, e chi dovesse liquidare Hearthstone come "gioco troppo semplice" farà meglio a riconsiderare il suo giudizio.

Volendo, si può afferrare il pugno di carte di base e gettarsi a testa bassa nella mischia: impossibile esserne certi, ma c'è la sensazione che il gioco tenda ad appaiare giocatori dal "livello" simile, probabilmente misurato tramite la somma complessiva dei livelli dei nove eroi. Questo fa sì che sia più probabile incontrare persone con la stessa esperienza, se non con una collezione di livello paragonabile. La logica dell'appaiamento salta quando si incontrano persone che hanno messo mano al portafogli. Hearthstone è un free to play ma in qualche modo si deve autofinanziare, e il trucco è appunto legato alla possibilità di acquistare le bustine.

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Nella modalità Arena dobbiamo selezionare ogni carta da un tris scelto casualmente. La differenza tra un mazzo fallimentare e uno formidabile è dettata sia dal caso e sia dall'esperienza del giocatore. Questo, per esempio, è un mazzo fallimentare.

Ogni carta può essere ottenuta giocando gratuitamente: ogni giorno Hearthstone ci propone una missione da superare (vinci X partite con la classe Y, di solito, ma esistono altri scenari) e al superamento di ogni missione veniamo premiati con la valuta interna del gioco. Questi soldi virtuali possono essere spesi per acquistare le bustine o per giocare alla bellissima modalità Arena, in cui viene chiesto di scegliere trenta carte praticamente a caso e si combatte contro giocatori a cui è stato imposto lo stesso limite. Una specie di versione moderna del sealed deck.

"Nella modalità Gioco "partita classificata" si finisce per incontrare decine di giocatori che hanno copiato il mazzo da un sito qualsiasi"

L'accesso all'Arena e l'acquisto di bustine possono essere effettuati anche spendendo soldi veri, ed è ovvio che molti non hanno resistito alla tentazione di spendere "solo un euro e spicci" per cinque carte casuali e poco di più per entrare nell'Arena. Inevitabilmente ci sarà chi si troverà a rosicare perché qualcuno ha speso più di lui e ha guadagnato un vantaggio temporale ma c'è una verità da tenere sempre a mente, e cioè che in Hearthstone il giocatore forte batte quello debole, (quasi) indipendentemente dalle carte rare contenute nel suo mazzo.

Questo può essere osservato nella seconda modalità di gioco, quella in cui si scala la classifica con mazzi realizzati in precedenza. Nella modalità Gioco "partita classificata" si finisce per incontrare decine di giocatori che hanno semplicemente copiato il loro mazzo prendendolo da un sito qualsiasi. Tutti si sentono bravissimi e tutti hanno la sensazione di poter vincere una sfilza infinita di partite. Il mazzo "du jour" cambia a ogni aggiornamento del gioco, ma la scena è sempre la stessa.

Quando però ci si ritrova con il mazzo giusto, la mano giusta e l'adrenalina che scorre, si scopre che l'avversario ha fatto la stessa cosa. Usa le stesse carte leggendarie che sono nel tuo mazzo, c'è quella combo che ti aspetti, gioca quella creatura 1/1 che anche tu avresti scelto. Lui magari usa il Mago e tu il Paladino, ma non importa: lì si scopre la capacità di giocare la carta giusta nel modo giusto e al momento giusto. E su un mazzo di sole trenta carte, le decisioni prese dal giocatore sono tutte fondamentali. Si comincia a perdere una partita per un piccolo errore e non si torna più indietro. L'abilità conta.

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Le bustine contengono cinque carte, di cui almeno una è rara. Questa è una delle bustine più amare che mi sia capitato di aprire. Almeno non c'è la Gallina Arrabbiata…

I difetti di Hearthstone sono gli stessi che avevamo notato in versione beta, e del resto non è passato tutto questo tempo. Non c'è mezza concessione al lato social, non si possono confrontare mazzi e collezioni se non scontrandosi in campo aperto, l'interfaccia per creare i mazzi è straordinariamente carente e il gioco non sembra tenere traccia di tutte le possibili statistiche che potrebbero interessare al giocatore (e infatti esistono già degli add-on abbastanza interessanti).

"I difetti di Hearthstone sono gli stessi che avevamo notato in versione beta, e del resto non è passato tutto questo tempo"

A voler fare i pignoli, poi, tutte le versioni sin qui pubblicate sono state piagate da diversi bug. Carte che ballano in mano, creature che si spostano da sole (in un gioco dove importa la loro posizione può dare parecchio fastidio), problemi di connessione. La prima versione "vera" del gioco sembra aver sistemato questi problemi e Hearthstone è ora discretamente solido.

Per chiudere, due modalità di gioco per ora sono poche, anche se danno un significato e un'importanza diversa alle carte (una buona carta da Arena può essere mediocre nella modalità Gioco e viceversa). Messe così sono l'impianto minimo garantito in un gioco di questo genere: in futuro vorremmo magari modalità a più di due giocatori, scenari da affrontare, qualche puzzle da risolvere. E soprattutto altre classi! E più carte! Ma per questo ci sarà tempo...

9 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Hearthstone: Heroes of Warcraft - review Marco Auletta Dalla partita occasionale alla dipendenza il passo è breve. 2014-03-17T17:08:00+01:00 9 10

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