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GRID Autosport va sul sicuro - review

Codemasters non guida al fianco della next-gen.

Un anno dopo Grid 2, gli sviluppatori inglesi pubblicano il terzo capitolo della loro saga ma non investono in Xbox One e PS4.

Ci siamo lasciati qualche settimana fa con l'anteprima di Grid Autosport, nella quale vi avevamo proposto un assaggio del terzo capitolo di una serie tra le più note per quanto riguarda il panorama dei giochi di guida. Al termine di una lunga sessione di gioco aggiuntiva, possiamo confermare che non c'è nulla di nuovo sotto il sole di metà giugno: Autosport Grid è la naturale prosecuzione di Grid 2 per come cerca di evolvere il gameplay di un brand che, nel 2008, era diventato sinonimo di racing game di alto livello su Xbox 360 e PS3.

Il giocatore ha la possibilità di percorrere un'intera carriera multievento, in cui potrà accumulare punti esperienza pilotando vetture in cinque tipi di campionati diversi. Direttamente dai fasti di Toca Race Driver arrivano le Touring Car d'ispirazione DTM che gareggiano sui tracciati permanenti europei, una collezione di due e tre volumi da usare nei collaudati campionati a punteggio.

Le vetture più potenti sono state posizionate nella categoria Endurance: qui troviamo le super GT di grido di McLaren, Mercedes e Audi da usare in competizioni a tempo in cui si deve amministrare il consumo gomme per riuscire ad arrivare alla fine della corsa con un minimo di controllabilità. Un obiettivo non facile, vista la notevole potenza di questi missili.

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L'Ego Engine è una realtà ormai consolidata che su PC rende molto bene, grazie ad effetti ed alta risoluzione. Nulla di nuovo per le versioni console.

Un piacevole ritorno riguarda le vetture a ruote scoperte: coi loro titoli corsaioli i Codies hanno sempre strizzato l'occhio alle monoposto compatte e in Autosport accade lo stesso per arrivare fino alle Indycar prodotte da Dallara. La categoria successiva è chiamata Tuning e raccoglie tutta una serie di modelli americani e giapponesi nell'eterna sfida tra la brutale cavalleria delle muscle car e la raffinatezza dell'elettronica di fattura coreano-giapponese.

"Un piacevole ritorno riguarda le vetture a ruote scoperte"

In questa categoria si corrono le gare di Drift nei testa a testa ad eliminazione ma anche gare a tempo. A chiudere il cerchio troviamo la selezione meglio assortita delle Street Car dove sono stati raccolti venticinque modelli tra i più belli presenti nel gioco: si va dalla compatta Mini John Cooper Works GP alla McLaren F1 GT, passando per la Mercedes-Benz SL65 AMG, la Pagani Huayra o l'Alfa Romeo 4C.

Grid Autosport si può quindi considerare come l'università dei giochi di guida a cavallo tra l'arcade e la simulazione; oltre a farci guidare vetture diverse, propone anche circuiti e prove differenti, a metà tra le piste reali su cui normalmente corrono la F1 e i tracciati cittadini di fantasia in cui sbarbare muri e guard rail a tutta velocità. La progressione della carriera è identica a quanto abbiamo già giocato in passato: bisogna disputare una serie di minicampionati raggiungendo gli obiettivi prefissati in termini di classifica singola o a squadre, confronti diretti con il proprio compagno di squadra o avversari predefiniti per accumulare punti esperienza che sblocchino i tier di gara più elevati e accedere a vetture sempre più performanti.

La guida 'dal cofano' è sicuramente la migliore per la visuale completa che offre sulla strada e i nostri avversari. Anche perché all'interno dell'abitacolo non c'è molto da osservare.

Il giocatore può quindi scegliere di specializzarsi ma, per stessa ammissione degli sviluppatori, il sistema garantisce punti esperienza extra (e quindi una progressione più rapida) a chi corra in parallelo tutte le tipologie di gare, dimostrando abilità di guida con vetture e su circuiti molto diversi tra loro.

"Dopo un paio di campionati ci si accorge di come molti elementi siano stati ripresi dal predecessore"

Dopo aver disputato almeno un paio di campionati, ci si accorge subito di come molti elementi siano stati tranquillamente ripresi dal predecessore e inseriti in Autosport: tra la liste di vetture ne spiccano di nuove, ma molte altre sono fondamentalmente le stesse sia come rappresentazione grafica sia come modello di guida.

La stessa cosa vale per le piste: le locazioni sono aumentate a un totale di 22 scenari tra circuiti reali e tracciati cittadini di fantasia, quasi tutti affrontabili in svariate configurazioni e in versione notturna. Tra queste le novità più interessanti riguardano Sepang e Austin, decisamente ben fatte per quanto sicuramente riciclate dalla serie F1 e la bellissima Mont Tremblant. Arrivando ai campionati di livello superiore ritornano anche alcune vecchie conoscenze degli appassionati di Grid, come la splendida Okutama e il tortuoso circuito spagnolo del Jarama.

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Le gare di Endurance si disputano anche in notturna. È essenziale saper gestire le gomme anche nelle fasi finali della competizione.

Per quanto tutto sia stato retexturizzato a dovere, è chiaro che in termini di contenuti Grid Autosport è si basa per un buon 60% su quanto Codemasters ha proposto in passato e questo potrebbe non essere particolarmente apprezzato dai fan della serie desiderosi di un gioco completamente nuovo. Del resto, essendo passato solo un anno dall'uscita del predecessore non ci si poteva aspettare una rivoluzione completa sotto questo punto di vista.

"Codemasters è andata sul sicuro confermando l'impostazione 'simularcade' che ha portato al successo la serie"

Anche per quanto riguarda la guidabilità, Codemasters è andata sul sicuro confermando l'interpretazione di simularcade che ha portato al successo di questa serie: molte vetture sono modificabili nel setup e reagiscono in modo più che plausibile agli interventi del giocatore, in particolare per quanto riguarda la rigidità delle sospensioni, la lunghezza delle marce e il differenziale.

Diciamo che al livello di difficoltà facile l'assetto si può anche trascurare, ma per affrontare il livello difficile occorre imparare a memoria tutti i tracciati e impostare la vettura nel modo corretto. Il tutto rimane comunque tranquillamente gestibile utilizzando un joypad e in questo senso quello dell'Xbox 360 svolge egregiamente il proprio lavoro, per quanto con un volante il coinvolgimento ne guadagni indiscutibilmente anche grazie a una buona programmazione del force feedback.

L'Ego Engine nella sua ultima incarnazione è veramente stabile e ben fatto: l'impressione piuttosto netta è che Grid Autosport sulle nuove console sarebbe stato molto meglio.

La qualità del modello di guida è quindi buona ma sicuramente ancora migliorabile, sopratutto per quanto riguarda la percezione degli spostamenti di carico che generano testacoda con tutti i tipi generi di vetture. La sensazione è che Codemasters avrebbe tutte le possibilità per fare quel passo in più verso un maggiore realismo senza sconfinare nella simulazione ma preferisca evitare per non penalizzare l'immediatezza di guida, ad eccezione dei bolidi Tier 3 sbloccabili solo al termine della modalità carriera. Alcuni sono più ostici da gestire rispetto ad altri ma solo se si decide di gareggiare senza alcun genere d'assistenza alla guida, in particolare il controllo di trazione.

"Il nocciolo duro delle competizioni in single player è rappresentato dai mini campionati"

Se escludiamo le gare di Endurance, le sfide a punteggio del Tuning e le corse contro il tempo, il nocciolo duro delle competizioni in single player è rappresentato dai mini campionati di diversa lunghezza in cui l'esperienza viene assegnata soddisfacendo determinati requisiti a seconda del team per cui stiamo correndo, ma che in definitiva dipende dalla vittoria finale del campionato o dei singoli eventi di coppa.

E qui Grid Autosport conferma le preoccupazioni che avevamo sollevato in sede di preview per il coinvolgimento delle gare che compongono la modalità carriera ma anche i campionati personalizzabili. Il problema è rappresentato dal livello di opposizione degli avversari e dal modo in cui sono strutturate le gare. Come nei Grid precedenti, si ha la netta impressione che vetture avversarie facciano la propria gara in base a parametri predeterminati al livello di difficoltà e le classifiche finali siano in buona parte basate sulla conformazione della griglia di partenza.

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Le visuali sono sempre le solite, così come il modello di guida d'impostazione arcade.

La conferma di questo l'abbiamo avuta ricominciando molte gare e notando che, in particolar modo nel primo giro, gli incidenti avvenivano tutti nello stesso punto coinvolgendo praticamente sempre gli stessi concorrenti. Non solo: una volta che durante un qualsiasi campionato il gioco elegge un avversario come nostra nemesi nel punteggio complessivo, questi resterà in lizza fino alla fine vincendo o piazzandosi dietro di noi senza cadere vittima di una gara storta, anche provando a sportellarlo fuori pista.

"Il gioco si porta dietro gli stessi problemi del primo Grid. E anche degli ultimi Toca Race Driver"

Tutto questo toglie imprevedibilità alle stagioni e rende le singole competizioni sostanzialmente gare di recupero in cui partendo da ultimi ci si ritrova a combattere contro avversari plafonati sulle loro posizioni per arrivare invariabilmente a sorpassare i primi tre all'ultimo giro.

Le competizioni sulle piste permanenti permettono di effettuare tre giri di qualifica per toglierci dall'ultima fila ma è evidente che il gioco gestisce le prestazioni dei nostri avversari per condizionare la classifica finale, in modo da tener vivo il campionato fino alla fine in modo artificioso. Fosse la prima volta che questo accade avremmo anche potuto soprassedere, ma se le situazioni proposte nei paragrafi precedenti vi sono familiari è perché si tratta degli stessi problemi che la serie si porta dietro sin dal primo Grid. E anche dagli ultimi Toca Race Driver, la serie pluriennale di casa Codemasters sostituita proprio da Grid nel 2008.

Le gare di Drift ed Endurance sono la variante più corposa ai classici campionati a punteggio.

Fortunatamente l'alternativa è presente ed è rappresentata dal corposo multiplayer, basato essenzialmente sulla struttura di gioco del singleplayer ma con avversari umani e quindi capaci di condizionare le gare con l'imprevedibilità del comportamento non scriptato. Anche in questo caso poco è cambiato rispetto a Grid 2 in termini di opzioni, preparazione delle lobby e campionati.

"L'online si gioca bene grazie a un netcode valido"

L'online si gioca bene grazie a un netcode valido che riesce a gestire in modo efficace fino a dodici partecipanti: tutti gli accorgimenti anti-grief di cui aveva parlato il nostro Facchetti all'epoca della recensione di Grid 2 sono confermati, in particolare le penalizzazioni istantanee per i furbetti del taglio di chicane.

Stavolta, per cercare di limitare il problema degli sfasciamacchine Codemasters ha seguito una strada diversa, ovvero quella di introdurre l'aspetto sociale usando l'infrastruttura di Racenet. I giocatori ora potranno creare e ampliare il un proprio garage sbloccando e potenziando vetture sempre più potenti per poi associarsi in club e gareggiare in competizioni singole o campionati contro altri gruppi di piloti. I club possono avere la loro livrea e gareggiare in tutte le categorie proposte o specializzarsi in campionati specifici che possono essere organizzati in gare private o sfide settimanali della Racenet Challenge.

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Anche stavolta niente cruscotti in alta definizione: vista l'assenza delle versioni Xbox One e PS4 nessuno è rimasto sorpreso.

Tutte le prestazioni del giocatore o della sua squadra vengono registrate dal sistema di statistiche del gioco che aggiornano le classifiche permanenti in cui si riflette il prestigio di ogni singola squadra. Sicuramente una bella idea sulla scia di quanto sta accadendo con Driveclub e che potrebbe aiutare in modo consistente la longevità online di questo Grid, ma della sua efficacia torneremo in sede di Reloaded.

"L'arrivo della next-gen imponeva un salto di qualità"

Della parte tecnica avevamo già parlato in occasione della preview e in questa sede non possiamo far altro che confermare le prime impressioni: Grid Autosport è indubbiamente piacevole da vedere grazie alle ottime prestazioni dell'EGO Engine. Stiamo tuttavia parlando della versione PC sicuramente superiore a quelle console per risoluzione, effetti e frame rate: su Xbox 360 e PS3 la resa è inferiore a quella che vedete nei filmati di contorno.

Il problema non è certo imputabile ad hardware ormai obsoleto ma all'assenza delle versioni PS4 e Xbox One che a sette mesi dal lancio è francamente inspiegabile. Una scelta progettuale che sicuramente ha avuto delle conseguenze in termini di limitazioni grafiche che rendono questo gioco un solido old-gen (anche stavolta niente cruscotti) e della potenza a disposizione per la gestione di altri parametri come l'IA, probabilmente alla base dei campionati pilotati di cui sopra.

Mettendo insieme tutti i pezzi del puzzle si arriva a una conclusione piuttosto ovvia: Grid Autosport è un buon gioco di corse che ha il suo punto più alto nella componente multigiocatore, ma che non riesce a far fare alla serie quel passo in avanti auspicato da molti. La proposta di vetture e tracciati è ottima e abbondante ma il modello di guida e molti contenuti derivano direttamente da Grid 2.

Codemasters ha voluto andare sul sicuro strizzando l'occhio alla platea dei duecento milioni di possessori di Xbox 360 e PS3 con un'interessante evoluzione social del multiplayer ma l'arrivo delle nuove console dopo otto anni di immobilità tecnologica imponeva un salto di qualità capace di candidare la serie nell'olimpo dei racing game del futuro: la sensazione piuttosto netta è che tale onere non toccherà a questo capitolo della serie.

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GRID Autosport va sul sicuro - review Matteo Lorenzetti Codemasters non guida al fianco della next-gen. 2014-06-24T15:00:00+02:00 7 10

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