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Resident Evil Revelations - recensione

I segreti della serie Capcom svelati... per la terza volta.

Il remastered della remastered. Resident Evil Revelations è forse il primo caso di videogioco nato su una console portatile, convertito su due macchine casalinghe e poi rimasterizzato nuovamente su due hardware di una generazione successiva. Nel frattempo sono passati oltre 5 anni e la serie Capcom ne ha fatta passare di acqua sotto i ponti.

Abbiamo dovuto "subire" quell'oscenità di Operation Raccoon City ma ci siamo goduti anche il discreto seguito dello stesso Revelations. Fortunatamente poi è arrivato Resident Evil 7 a risollevare le sorti di una serie che speriamo vivamente possa stabilizzarsi su livelli alti.

Ma facciamo qualche passo indietro per un piccolo riepilogo. Resident Evil Revelations è un capitolo parallelo alla saga principale. Ne sono protagonisti due volti noti della saga, Jill Valentine e Chris Redfield, che vanno a ricomporre la mitica coppia del primissimo capitolo della serie. Anche in questo caso però i due non lavorano esattamente insieme.

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La Queen Zenobia è un dedalo di angusti corridoi e stanze anguste, ma riesce a ricreare efficacemente il clima di tensione dei vecchi Resident Evil.

Ognuno ha un proprio compagno, due new entry che a dire il vero non hanno fatto breccia nei cuori degli appassionati. Il partner di Jill si chiama Parker Luciani, è un agente della BSAA piuttosto giovane ma abbastanza esperto. Chris invece viene accompagnato da Jessica Sherawat, una bruna esplosiva tanto affascinante quanto abile nel combattimento. Si sa poco del suo passato ma con il procedere dell'avventura avrete occasione di dubitare di lei in più di un'occasione.

Le due coppie vivranno l'avventura su binari paralleli e il giocatore è chiamato a impersonare i diversi protagonisti in base al procedere della storia, senza possibilità di scegliere quando passare dall'uno all'altro. Di tanto in tanto le loro strade si incroceranno ma sarà sempre e solo uno il protagonista che potrete controllare, quindi chi sperava nell'inclusione di una modalità coop rimarrà amaramente deluso.

Il gameplay segue le tracce lasciate dal quarto capitolo "regolare" ed è maggiormente orientato verso l'azione con una minima componente survival rappresentata da una discreta penuria di risorse (leggi "munizioni"). Non manca una componente esplorativa e occasionali enigmi ambientali da risolvere che possiamo senza ombra di dubbio definire ispirati. Il tutto è vissuto con l'ormai classica inquadratura da dietro le spalle dei protagonisti, forse un po' troppo ravvicinata per chi è abituato a quella di Resident Evil 4.

Critica e pubblico parlano ormai lingue diverse? Tra simulazioni immersive e una qualità che non paga. Critica e pubblico parlano ormai lingue diverse?
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Niente zombie in questo capitolo. Dovrete invece vedervela con i deformi Ooze ma non mancherà qualche mostro classico.

Stavolta però si può "addirittura" sparare e muoversi contemporaneamente, quindi se siete nostalgici in cerca di telecamere fisse e movimenti tank avete sbagliato indirizzo. Nelle opzioni in realtà è possibile modificare i controlli dei personaggi scegliendo tra quattro modalità differenti, ma non c'è davvero motivo per non scegliere una delle due opzioni Shooter, che risultano più comode e rapide.

Le ambientazioni sono piuttosto affascinanti, specialmente quella iniziale della nave Queen Zenobia, ma anche le altre si difendono piuttosto bene. Sempre interessante è la meccanica dello scanner che fu introdotta in questo capitolo e mai più ripetuta. In sostanza entrambe le coppie di protagonisti avranno a disposizione un giocattolino che gli permetterà di scannerizzare ogni angolo delle ambientazioni, compresi i nemici. In questo modo non solo potrete trovare preziosi oggetti nascosti (erbe verdi, munizioni, armi secondarie e così via) ma ogni volta che la percentuale di scan raggiungerà il 100%, guadagnerete un oggetto curativo in più.

Oltre ad una campagna single-player della durata di circa 10 ore, avrete a disposizione anche la divertente modalità Raid che potrete affrontare sia in singolo che in co-op. Chi ha già giocato il Resident Evil Revelations 2, da tempo disponibile su PS4, conosce già questo tipo di sfida che assomiglia alla ben più famosa Mercenari.

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La storia di Revelations si svolte tra gli eventi di Resident Evil 4 e 5 e vede la BSAA contrapposta al gruppo terroristico Veltro.

Il giocatore viene messo di fronte a stage dalla lunghezza abbastanza limitata ma pieni zeppi di nemici. L'obiettivo è completarli ottenendo il maggior punteggio possibile per sbloccare nuovi pezzi di equipaggiamento e armi con le quali migliorare i successivi tentativi. È possibile scegliere tra più personaggi, compresi quelli dei DLC, ognuno con caratteristiche ed armamentario diverso.

Vere e proprie novità in questa edizione PS4 non ce ne sono. A parte una veloce lucidata a qualche texture, caricamenti molto più veloci (e vorremmo vedere) e l'inclusione di tutti i contenuti aggiuntivi, questa re-remastered non si differenzia molto dalla versione PlayStation 3. Ciò significa che se avete già giocato Resident Evil Revelations nelle sue precedenti incarnazioni non avrete motivi per sborsare altri 20 euro... pardon, 19.99.

Se, al contrario, avete sempre "schivato" questo capitolo perché inizialmente non avevate un 3DS e successivamente avevate troppi giochi per PS3/Xbox 360 da provare, questa è l'occasione giusta per recuperarlo. Non che su PS4 di titoli validi al momento non ne stiano uscendo, tutt'altro, ma dubitiamo che in futuro ci sarà una terza o quarta uscita per questo gioco e per dirvela tutta... ne vale proprio la pena.

8 / 10

Resident Evil Revelations - recensione Daniele Cucchiarelli I segreti della serie Capcom svelati... per la terza volta. 2017-09-01T17:00:00+02:00 8 10

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