Colin McRae: DiRT 2

Codemasters si conferma regina dello sterrato.

Versione provata: PlayStation 3

Dopo il successo di DiRT e di Race Driver GRID, le aspettative verso questo nuovo racing game targato Codemasters non potevano che essere altissime, e di conseguenza, proporre una semplice versione ottimizzata del primo capitolo non sarebbe stato sufficiente per soddisfare i desideri degli appassionati. La compagnia britannica ha dunque optato per un cambiamento radicale, tanto nello stile quanto nella forma, ben lontano dai canoni tipici del franchise.

La prima cosa che salta subito agli occhi è senz’altro l’approccio al mondo di gioco, ora molto più diretto e realistico rispetto al passato: anziché proporre solo una lunga serie di statici menù, gli sviluppatori hanno infatti preferito proiettare i giocatori direttamente nel vivo dell’azione, ovvero all’interno di una roulotte, un ambiente 3D esplorabile in prima persona. La selezione degli eventi avviene dunque davanti a un tavolo, la spiegazione degli eventi di fronte a una televisione, mentre la scelta dei veicoli ha luogo all’esterno della roulotte stessa. Tutto questo non solo contribuisce a rendere l’esperienza più credibile e coinvolgente, ma permette di assaporare la vera atmosfera che contraddistingue la vita di un pilota di competizioni off-road.

Il gioco offre un totale di nove diverse location: Croazia, Cina e Marocco con i loro paesaggi rurali, Los Angeles e Tokyo, con i loro stadi urbani, la California per gare immerse nella natura. Completano la selezione i percorsi rocciosi dell'Utah, quelli soleggiati della Malesia e la Battersea Power Station di Londra. Insomma, un'esperienza di guida davvero all'insegna della varietà territoriale.

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Proprio come in GRID anche in DiRT 2 è possibile sfruttare l’opzione flashback per rimediare ai propri errori. Questa Codemasters l'ha copiata da Milestone...

La modalità Carriera si snoda attraverso ognuna di queste location, proponendo circa 100 eventi: durante le prime ore di gioco la difficoltà generale si dimostra alquanto contenuta, con gare semplici e brevi, ma la situazione cambia radicalmente non appena si è costretti a fare i conti con eventi di altissimo livello (dove è necessario superare fino a 5 gare prima di ottenere la vittoria finale).

Gli eventi proposti, così come le gare da affrontare, si distinguono per tipologia e veicoli utilizzabili, dimostrandosi adatti tanto ai puristi del rally quanto ai giocatori più casual. Gli amanti delle tradizionali gare a tappe potranno dedicarsi a modalità come Trailblazer, ambientata in scenari a dir poco maestosi da superare a velocità folli e Raid, dove le tradizionali vetture da rally sono sostituite da veicoli più pesanti e buggy, per affrontare al meglio i tracciati off-road, mentre gli altri avranno a disposizione una serie di interessanti varianti incentrate su gare da 5 giri.

Tra queste troviamo Rally Cross, Last Man Standing, Gate Crasher, Domination e Landrush. Last Man Standing, come suggerisce lo stesso nome, è una modalità tutti contro tutti, mentre Domination, si basa sulla somma di una serie di tempi parziali per determinare il vincitore di una gara.

Rally Cross e Landrush, al contrario, sono eventi più classici da svolgersi rispettivamente con veicoli da rally e buggy. L’ultima delle tipologie di gioco, nonché l’unica vera novità proposta da DiRT 2, è poi Gate Crasher, in cui le gare, a tempo e da svolgersi in solo, sono caratterizzate dalla necessità di impattare contro una serie di piccoli cancelli per incrementare la durata di un timer. Una gradevole variante, utile per spezzare il normale ritmo di gioco.

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