Final Fantasy XIII

Bello senz’anima.

Sin dai suoi albori il nome di Final Fantasy ha sempre fatto rima con “qualità” e non c’è dunque da stupirsi di fronte all’incredibile entusiasmo che ha accompagnato Final Fantasy XIII lungo il suo intero processo di sviluppo. Trattandosi del primo, vero capitolo next-gen della serie, le aspettative degli appassionati sono infatti salite alle stelle e tutti, critica specializzata compresa, hanno trascorso le ultime settimane convinti di poter presto mettere le mani su una pietra miliare dell’intrattenimento digitale, capace di ridefinire gli standard dell’intera categoria dei jRPG. Ma le cose, si sa, non vanno sempre come previsto, e per una volta sembra che il numero tredici non abbia portato quella fortuna che, notoriamente, gli si attribuisce.

La storia di quest’attesissimo capitolo ci porta a Cocoon, un mondo idilliaco dove le persone vivono in assoluta serenità, protetti da coloro che vengono definiti i fal’Cie. In maniera del tutto inaspettata, quest’apparente paradiso viene però sconvolto da una misteriosa contaminazione ordita da un fal’Cie corrotto, venuto dal terribile mondo di Pulse, per irretire la popolazione di Cocoon e piegarla così al suo volere.

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Premendo Y (o triangolo nel caso dell’edizione PS3) è possibile attaccare anche se la barra ATB non è completa.

La venuta di questo terribile nemico porta dunque il Sanctum, massimo organo governativo di Cocoon, a organizzare una vera e propria deportazione di massa volta ad scongiurare la possibile diffusione di questa maledizione… una deportazione che, purtroppo, coinvolge una quantità di persone ben superiore rispetto a quanto non fosse pronosticabile all’inizio.

Tutto questo dà dunque il via a una prevedibile quanto inevitabile spirale di violenza e disperazione che porta gli abitanti di Cocoon a organizzare sanguinose rivolte nel tentativo di preservare la vita dell’intera comunità. In questo clima di estrema tensione faremo la conoscenza di sei diversi personaggi tra cui Lightning, Snow e Sazh che, pur trovandosi a combattere per le ragioni più diverse, saranno loro malgrado costretti a ricoprire il ruolo di eroi del popolo nel tentativo di porre fine a quella che ormai si è tramutata in una vera guerra.

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Shiva sarà il primo Esper su cui è possibile mettere le mani.

Pur rivelandosi a tratti scontata e prevedibile, la storyline propone dunque una serie di eventi che sapranno suscitare il vostro interesse per tutto l’arco dell’esperienza, ma com’è facile intuire i problemi del titolo non riguardano la struttura narrativa, bensì gran parte di quegli elementi che, in passato, hanno sancito il successo del franchise. Ma andiamo con ordine.

Sul fronte del gameplay il titolo lascia purtroppo a desiderare sotto molti punti di vista, e questo nonostante il battle system, l’ATB (Active Time Battle), proponga una struttura fondamentalmente valida oltre che molto più spettacolare e frenetica di quanto non fosse nei precedenti capitoli. Come molti di voi senz’altro già sapranno, FFXIII non è infatti caratterizzato da scontri a turni ma da combattimenti in tempo reale, dove, sfruttando le proprie barre ATB, si possono attaccare i nemici di turno in assoluta libertà.

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