Hole in the Wall

Buco nel muro o buco nell'acqua?

Se dovessi fare una classifica delle nuove tipologie videoludiche comparse dopo l'esordio di Kinect, con buona probabilità il cosiddetto "Fill the Shape" occuperebbe il gradino più alto del podio, staccando di parecchie misure i diretti contendenti.

Complice una meccanica di gioco che definire intuitiva è riduttivo e un coefficiente di divertimento potenzialmente infinito (vedere i propri amici che si contorcono in pose assurde ha sempre il suo fascino, specie quando si tratta di fanciulle in abiti succinti), le variazioni sul tema sono cresciute come funghi dopo la pioggia settembrina, popolando praticamente ogni raccolta di mini-game mai concepita.

Di fronte a quest'invasione che procede imperterrita nonostante la tecnologia di rilevazione, il più delle volte, faccia accapponare la pelle, non poteva certo mancare la risposta di Xbox Live, pronta a regalare la stessa esperienza ad un prezzo più contenuto.

Eccoci dunque di fronte a Hole in the Wall, ultimo discendente di questa progenie che promette di creare nei nostri salotti le emozioni dell'omonimo show americano. Sì, perché in America sul Fill the Shape fanno pure i programmi TV...

Parlando di gameplay, difficilmente crederete ai vostri occhi quando leggerete che in Hole in the Wall dovrete... riempire i buchi sulle pareti! Niente di più, niente di meno: nelle due modalità di gioco offerte, compito del giocatore sarà assumere le posizioni più imbarazzanti immaginabili, perpetuandole sino a riempire il relativo "fill-meter" entro il tempo limite.

Il trailer del gioco.

La prima modalità si configura come la classica endless mode, in cui un set infinito di pareti si avvicina al giocatore, che deve tappare la falla nel minor tempo possibile: la velocità di scorrimento aumenta al procedere del gioco, riducendo il tempo disponibile per superare la sfida.

La seconda ricalca più da vicino le fasi dello show, dando vita a un contest tematico (con "buchi" di forma umana, animale/vegetale o di semplici oggetti) articolato su una tranche di dieci pareti di velocità crescente, che richiede un minimo di 8 successi su 10 per accedere alla sfida finale. Quest'ultima proporrà una parete ancor più ostica al giocatore, che dovrà fare i conti con un tempo d'esecuzione davvero esiguo e un'illuminazione così tenue da rendere difficile identificare la sagoma nel caso la parete sia ancora distante.

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