Indiegamer #30 - articolo

Pulse, Manos: the Hands of Fate e Spate.

Festeggiamo il trentesimo numero della rubrica con un cieco, un pessimo film e un detective con una maschera antigas.

Pulse

I Pixel Pi sono un piccolo team di cinque ragazzi che ha partecipato al corso Film School Game Design di Vancouver, durante il quale hanno ideato il prototipo di Pulse, un survival game in prima persona in cui il protagonista, cieco, può "vedere" il mondo solo attraverso i suoni.

La sua cecità non è un problema, avendolo fin dalla nascita, per cui grazie alle onde sonore riflesse dagli oggetti egli è in grado di riconoscerne le forme e ricostruire mentalmente l'ambiente che lo circonda.

Tale ricostruzione avverrà gradualmente, partendo da un livello minimo, in cui bisognerà fare più affidamento su altri sensi, aggiungendo pian piano livelli di comprensione che mostreranno il mondo in maniera sempre diversa e non di rado ci sarà una differenza fra ciò che si vede e ciò che si trova realmente lì.

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Il mondo di Pulse parzialmente ricostruito usando i suoni come guida e, sulla destra, un piccolo Moko che ci aiuterà nell'impresa.

Ad aiutarlo nella sua impresa ci saranno i Moko, piccole creature che sembrano non aver altro scopo nella vita se non dargli una mano, fornendogli ulteriori informazioni che lo aiutano nella sua rielaborazione visiva.

"Pulse è un survival game in prima persona in cui il protagonista è cieco"

La loro volutamente esagerata tenerezza entra in contrasto con l'atmosfera cupa e la presenza di mostri intenzionati a divorare il nostro eroe. È importante quindi ascoltare con attenzione qualsiasi suono per evitare queste bestie ad ogni costo.

Per quanto gli autori non disdegnino i titoli che mettono alla prova il giocatore, Pulse non sarà un gioco difficile: punterà piuttosto sul coinvolgimento, sul costruire un'esperienza che vale la pena affrontare, cercando di rendere su schermo la sensazione di dover dipendere da altri sensi oltre la vista.

L'idea di fondo, in sé, non è del tutto nuova: già il freeware Devil's Tuning Fork richiedeva la giocatore di osservare il mondo attraverso il riflesso delle onde sonore prodotte da un diapason, ma i Pixel Pi sembrano rielaborarla in una forma originale, facendone un gioco di sopravvivenza invece di un puzzle.

"Grazie alle onde sonore riflesse dagli oggetti è in grado di riconoscerne le forme e ricostruire mentalmente l'ambiente che lo circonda"

Il prototipo è disponibile per il download gratuito sul sito ufficiale, ma per completare il progetto è stato lanciato un Kickstarter con l'obiettivo di raccogliere $75.000 e, se tutto va bene, presentare il gioco completo nel Novembre del prossimo anno.

Manos: the Hands of Fate

Manos: the Hands of Fate è considerato, a ragione, uno dei più brutti, se non il più brutto, film di tutti i tempi. Prodotto negli anni '60 con un budget limitato, racconta la storia di una famiglia che durante un viaggio si perde nel deserto del Texas e trova rifugio in una piccola casa sperduta, abitata dallo strano Torgo e dal suo misterioso padrone. I dialoghi surreali, la pessima recitazione, la presenza di scene del tutto fuori luogo, il bizzarro montaggio e la possibilità di vedere anche il ciack in scena, lo hanno reso un cult fra gli amanti del trash.

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Torgo, personaggio caratteristico del film, è ben rappresentato. Tic compresi.

Ad oltre quarant'anni di distanza i FreakZone Games hanno ben pensato di rendergli omaggio con un gioco dallo stesso nome che fa felici gli amanti del retrogaming, i nostalgici del NES e gli appassionati dei B-movie di una volta.

"Manos: the Hands of Fate è considerato, a ragione, uno dei più brutti, se non il più brutto, film di tutti i tempi"

Le prime due categorie apprezzeranno il richiamo ai titoli della famosa console Nintendo sia dal punto di vista grafico, con pochi pixel e una limitata palette di colori a costruire personaggi ed ambienti, sia nel gameplay, che riprende lo stile dei platform dell'epoca.

Gli aficionados dei film di quart'ordine saranno felici di scoprire che nonostante Manos sia la principale fonte di ispirazione, altri pessimi film vengono citati all'interno del gioco, utilizzandone i personaggi come nemici o boss di fine livello.

Ecco quindi apparire l'orrendo volatile di The Giant Claw o il ridicolo alieno di Robot Monster, due film che appaiono spesso in tante classifiche delle pellicole peggiori di sempre, insieme ad altri che gli estimatori si divertiranno a scoprire.

Se la regola d'oro dei videogiochi tratti dai film è che sono quasi sempre di scarsa qualità, Manos, prendendosi ben poco sul serio, ribalta la situazione e da un film orrendo ne trae un titolo simpatico e divertente, forse destinato a diventare un piccolo cult anch'esso.

" Manos ribalta la situazione e da un film orrendo ne trae un titolo simpatico e divertente"

Manos: the Hands of Fate è già disponibile per Android, iOS e PC Windows a meno di due euro, e se la community lo vorrà presto dovrebbe arrivare anche su Steam, passando attraverso Greenlight.

Spate

Con la tragica morte della moglie e della figlia, il detective Bluth cade in una spirale di pazzia, alimentata dalla sua dipendenza dall'assenzio. Chiamato a investigare su alcuni misteri in una lontana isola, Bluth continua ad essere perseguitato dal suo terribile passato e, con l'abuso di droghe, diventa per lui sempre più difficile distinguere la realtà dalla finzione.

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Il mondo steampunk di Spate non manca di originalità.

Questa è la trama che fa da sfondo a Spate, un platform in 2.5D in cui l'atmosfera ha un ruolo fondamentale, tanto da portare gli autori, Eric Provan e Temo Kokiashvili, ad affermare che si possono trovare elementi di Super Mario quanto di Dear Esther, due giochi che non possono essere più diversi tra loro.

"Costruito sullo Unity Engine, Spate si rifà all'estetica Steampunk a partire dal suo protagonista"

Costruito sullo Unity Engine, Spate si rifà all'estetica Steampunk a partire dal suo protagonista che indossa una sorta di maschera antigas, con occhialoni scuri che non lasciano intravedere i suoi occhi, robot, creature giganti, navi alimentate a vapore e una costante pioggia che mantiene una costante sensazione di cupezza e malinconia.

La dipendenza di Bluth dall'assenzio non è semplicemente un elemento della trama ma influenza anche il gameplay: il giocatore potrà farne bere un sorso al protagonista per dotarlo temporaneamente di una maggiore velocità o per farlo saltare più in alto, ma allo stesso tempo aumenterà le sue allucinazioni, modificando il mondo sia visivamente che in alcune delle sue meccaniche.

A giudicare dai primi screenshot e dal trailer, l'atmosfera sembra riuscita ed è interessante l'idea di introdurre l'assenzio nel gioco come un particolare power-up che modifica il comportamento dell'eroe in positivo da un lato e in negativo dall'altro, un elemento che potrebbe dare una buona varietà al gioco.

Spate è previsto su PC, Mac e Linux verso la fine dell'estate in versione DRM, e su Steam se gli utenti lo premieranno su Greenlight.

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