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SUPERHOT - recensione

Tutto è relativo, anche il tempo.

Capita ormai di rado d'imbattersi in un gioco che porti innovazione in uno dei generi più comuni, collaudati, ma anche più saturi al giorno d'oggi, quello degli sparatutto in prima persona (FPS). Nell'immaginario collettivo ci si aspetta che a portare una ventata do novità sia una produzione AAA, con alle spalle un budget maestoso e sviluppatori veterani. Succede invece che a proporre un'esperienza di gioco del tutto innovativa sia SUPERHOT, una produzione indie nata come browser game freeware che ha poi percorso la strada della campagna crowdfunding per sbarcare su Steam Greenlight.

SUPERHOT tralascia quelli che solitamente sono i punti cardine degli FPS come grafica spaccamascelle, tonnellate di armi, medkit, armature e tutto quello che siamo abituati a vedere nelle più svariate produzioni. Il gameplay è invece ridotto agli elementi più semplici ed essenziali: in un ambiente del tutto incolore e privo di suoni, saremo chiamati ad eliminare gli uomini in rosso (che in realtà di sembianze umane hanno ben poco) con tutto quello che troveremo in giro di colore nero (oggetti, armi corpo a corpo o da fuoco).

Non avremo a disposizione molte munizioni e un solo colpo ricevuto sarà sempre letale. Quello che farà la differenza sarà il tempo. Già, perché SUPERHOT propone un concetto di tempo del tutto singolare, rimaneggiando il concetto di bullet time adottato da molti altri titoli del genere. Il tempo, infatti, scorrerà solo quando noi ci muoveremo. Questa piccola (ma cruciale) modifica apre le porte a un gameplay totalmente nuovo, in cui sarà possibile vedere con largo anticipo i nemici che si avventano su di noi, i proiettili che ci spareranno addosso e le traiettorie che assumeranno, in modo tale da poterli schivare con destrezza. Ma attenzione a muoversi troppo in fretta perché, in maniera inversamente proporzionale, quando ci muoveremo troppo velocemente il tempo scorrerà in maniera notevolmente maggiore al normale.

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Quando il tempo si arresta sarà possibile vedere le scie dei proiettili e calcolarne la traiettoria.

Questo elemento introduce una notevole componente tattica. Sarà fondamentale scrutare bene quello che ci circonda, poiché spesso avremo a disposizione un solo tentativo per colpire: il nostro attacco, infatti, sarà considerato al pari del movimento, con la conseguente accelerazione dello scorrere del tempo, cosa che favorirà i nemici, pronti a ucciderci.

Le armi a nostra disposizione saranno sostanzialmente di 3 tipi: da fuoco, melee e da lancio. Queste ultime saranno spesso in abbondanza ma bisognerà utilizzarle con raziocinio, visto che ad ogni impatto si distruggeranno. Le armi da fuoco variano da pistole a fucili ma i proiettili a disposizione saranno sempre limitati e non è offerta la possibilità di ricaricare. Tuttavia, una volta finite le munizioni, potremo sempre lanciarle addosso ai nemici, provocando però dei danni non sempre letali. Come ultimo baluardo alla nostra difesa ci saranno le mani nude, con cui potremo sferrare pugni in quantità fino a stendere gli avversari.

Il mondo di SUPERHOT è chiaramente virtuale ma come ci siamo finiti? La storia ruota attorno a questo. Una volta catapultati in questo strano mondo bianco popolato da omini rossi pronti a farci fuori, ci chiederemo dove siamo e cosa stia succedendo. A risponderci sarà qualcuno dietro ad un computer con interfaccia MS-DOS, che ci dispenserà informazioni col contagocce ad ogni livello superato. Gli sviluppatori del Super Hot Team sono chiaramente dei nostalgici degli anni '80 e dei vecchi ambienti di programmazione: se anche voi siete affezionati a quell'era, la storia di Super Hot vi coinvolgerà sicuramente.

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In alcuni livelli verrete attaccati da più fronti, dovendo letteralmente danzare per schivare i proiettili.

Ad ogni livello superato una voce ripeterà a perdifiato "SUPER HOT" "SUPER HOT", una frase che vi entrerà presto in testa diventando inevitabilmente un tormentone. La curva di difficoltà è molto alta all'inizio e bisognerà imparare a calibrare l'effetto che avranno i nostri movimenti sullo scorrere del tempo. E in livelli affollati di omini rossi che sparano da tutte le parti, non sarà facile trovare la giusta sequenza di spostamenti e uccisioni. Inoltre sarà sempre necessario calcolare la posizione del nemico nel momento dell'impatto dato che, visto il modificarsi continuo del tempo, sparare al nemico nel punto in cui lo vediamo non equivarrà ad un colpo a segno.

Queste dinamiche in effetti rendono SUPERHOT più simile a uno strategico a turni che a un FPS, e il fatto di poter completare ogni livello in maniera differente conferisce spazio alla nostra creatività. Scordatevi le classiche meccaniche stealth o le raffiche di proiettili tipiche degli sparatutto: in SUPERHOT sarà solo la nostra intelligenza a salvarci la pelle e a permetterci di andare avanti nei livelli. Un ulteriore elemento tattico è poi aggiunto dalla possibilità di incarnarsi nel corpo di un nemico (ma sarà possibile solo nei livelli più avanzati), una mossa ripetibile che però comporta un cooldown: a volte costituirà l'unico modo possibile per schivare un colpo letale.

Tuttavia superata una quindicina di livelli, che sono tutt'altro che estesi e che sovente consistono di una singola stanza, inizierete a prendere confidenza con questo strano meccanismo e calibrerete con accuratezza le traiettorie degli spari vostri e dei nemici. La curva di difficoltà si abbasserà quindi di molto all'avvicinarci alle ultime fasi della storia, quando normalmente ci si aspetta che succeda il contrario.

Per questi motivi, la storia si completa in circa 5-6 ore, lasciando forse un po' con l'amaro in bocca vista la potenzialità di questo gameplay innovativo. Fortunatamente gli sviluppatori hanno inserito due modalità aggiuntive: le sfide e la modalità endless, entrambe affrontabili solo dopo aver completato la campagna principale. Le prime ci permetteranno di riaffrontare gli stessi livelli della campagna in una chiave ogni volta diversa, ad esempio utilizzando un solo tipo di arma o a mani nude, oppure ci sarà un tempo limite per completare i livelli, o ancora il tempo scorrerà più velocemente del normale. La modalità endless è invece una sorta di survival nel quale si dovrà restare in vita il più a lungo possibile.

SUPERHOT viene lanciato al prezzo di 14 euro, che appare adeguato a un'esperienza più unica che rara nel panorama degli FPS. Il modificarsi dello scorrere del tempo a seconda delle proprie azioni e dei propri spostamenti aggiunge una forte componente tattica, e può risultare interessante e divertente trovare ogni volta nuove strategie per completare i vari livelli, magari nel minor tempo possibile. I punti deboli del titolo sono sicuramente la scarsa longevità della campagna principale e le ambientazioni scarne, che alla lunga risultano monotone. Chi cerca qualcosa di diverso rispetto al solito troverà comunque questo gioco piuttosto gradevole.

7 / 10

SUPERHOT - recensione Marco Procida Tutto è relativo, anche il tempo. 2016-02-25T15:00:00+01:00 7 10

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