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Quale potrebbe essere il prossimo passo nella collaborazione tra Nvidia e Nintendo? - articolo

Uno Switch di seconda generazione più potente? Una nuova dock con potenza grafica extra?

Sarebbe dovuto succedere molto tempo fa. Nintendo aveva collaborato originariamente con il gigante dei semi-conduttori Nvidia per un successore del DS che tuttavia non entrò mai in produzione anche se dei prototipi di kit di sviluppo basati su versioni preliminari dei processori Tegra sono stati prodotti. Tuttavia, solo adesso con Switch ci accorgiamo di quanto potente possa essere una simile partnership. L'idea di Nintendo di una console da gioco ibrida si è combinata alle prestazioni e all'efficienza di Nvidia (parametri in cui la casa di Santa Clara non è seconda a nessuno) per creare la console con il miglior lancio di sempre nella storia della casa di Kyoto. La domanda che adesso si profila è quindi: quale sarà il prossimo passo in questa collaborazione?

Prima di tutto, facciamo chiarezza: la collaborazione tra i due colossi non è un accordo una tantum, questo almeno secondo quanto dichiara Nvidia. In una conferenza con gli investitori tenutasi lo scorso anno, il CEO di Nvidia, Jen-Hsun Huang, ha detto che la partnership con Nintendo "durerà verosimilmente due decadi" e questo non sorprende considerando che l'accordo conviene a entrambe le compagnie.

Nintendo ha bisogno della tecnologia di Nvidia, leader nel settore con una particolare enfasi sull'efficienza energetica, per i suoi device portatili. La divisione Tegra di Nvidia, dal canto suo, non è mai stata un business di grande successo, ed un accordo per un grosso volume di chip è oro colato per Nvidia, adesso che sappiamo che il processore Tegra custom che ha fornito per Switch è identico al Tegra X1, già sul mercato dal 2015.

Rich presenta in questo video le opzioni che si aprono a Nintendo con l'accesso all'hardware Nvidia. La tecnologia per uno Switch di seconda generazione con maggiori prestazioni e migliore autonomia della batteria è già disponibile.

Ma guardando avanti, che tipo di hardware potrebbe sfruttare Nintendo basandosi su quello che sembra un accesso esclusivo per la tecnologia di Nvidia? È sicuramente interessante il fatto che la tecnologia necessaria a Nintendo per realizzare una seconda e più rifinita versione di Switch sia già disponibile, seguendo le linee tracciate con i refresh mid-gen di DS e 3DS. Maggiori prestazioni e durata della batteria erano i punti salienti sia di DSi che di New 3DS, e questo è esattamente ciò che Nintendo potrebbe raggiungere tramite il passaggio al processore Tegra X2 di Nvidia.

Si tratta del processore che avremmo sperato di trovare alla base della tecnologia di Switch, progettato con il più efficiente processo produttivo (16nm FinFET rispetto al 20nm planare dell'X1) e che vanta anche un upgrade all'architettura Nvidia Pascal per la GPU (che in verità ha un numero quasi identico di core rispetto a quello del chip di Switch) assieme al doppio dell'ampiezza di banda di memoria. Il Tegra X2 mantiene i quattro core ARM Cortex A57 del processore, assieme all'architettura proprietaria di Nvidia per la CPU, Denver a 64-bit. Si tratta di un interessante refresh del Tegra X1, ma che non rappresenta un salto generazionale. Possiamo farci un'idea delle sue potenzialità dando uno sguardo all'unico prodotto sul mercato che lo monti, il Jetson TX2 embedded system kit.

Si tratta di una soluzione PCB disegnata per gli sviluppatori che intendono creare i loro dispositivi basati su processori Tegra, e offre due modalità di performance. Spinta al suo massimo, la GPU raggiunge la frequenza di 1300MHz mentre il cluster della CPU gira a 2GHz o più. In modalità efficienza invece i core A57 girano a 1,2GHz e la GPU viene impostata a 854MHz. In questa configurazione, Nvidia dichiara che il Tegra X2 è doppiamente veloce ed efficiente rispetto all'X1. E, cosa più importante, la sua modalità di efficienza massima disabilita anche i core CPU Denver, lasciando attivi soli i Cortex A57, e questo è davvero tutto ciò di cui Nintendo avrebbe bisogno per la completa compatibilità con l'attuale libreria dei titoli Switch.

Tegra X2 soddisfa tutte le esigenze di Nintendo per un possibile Switch di seconda generazione: anche mettendo in conto ulteriori downclock, dovrebbe riuscire a surclassare tranquillamente le prestazioni dell'hardware attuale, aumentando la durata della batteria e dando un notevole boost alle performance quando la console è collegata alla dock. È difficile immagine che i core Denver possano essere molto d'aiuto (e il fatto che siano disattivati in modalità efficienza è abbastanza eloquente) ed il solo fatto che un nuovo processore come il Tegra X2 utilizzi solamente i core A57 lascia pensare che il processore in questione sia stato costruito con lo scopo di mantenere la compatibilità con l'X1. Per farla breve, con i miglioramenti successivi ai core ARM della CPU, molti pensano che mantenere i core A57 nel design di Tegra X2 possa portare più benefici a Nintendo che a Nvidia.

Oltre al Tegra X2, Nvidia ha già annunciato il suo ultimo e più innovativo processore Tegra nome in codice Xavier. È ancora costruito con la tecnologia 16nm FinFET, ma i CUDA core della GPU sono raddoppiati e c'è anche un octa-core per il cluster della CPU. Quanto questo chip sia adatto a una console Nintendo al momento non è molto prevedibile (verosimilmente saremmo di fronte a un livello prestazionale nella stessa sfera di PS4 base). La grandezza di questo chip renderebbe difficile l'inserimento in un dispositivo ibrido come Switch, ed il processore sarebbe anche ovviamente molto più costoso. Sarebbe problematico anche il consumo di corrente di una GPU doppia rispetto a quella montata sull'attuale Switch, ma c'è un fattore da considerare: Nvidia ha già confermato che la nuova architettura GPU Volta usata in Xavier è il 50 percento più efficiente dal punto di vista energetico rispetto a Pascal. Tra qualche anno, quando i costi di produzione del chip saranno diminuiti, forse Xavier potrà essere impiegato in un dispositivo di tipo tablet?

Ci sono altre opzioni esplorabili ovviamente, e potrebbe accadere qualsiasi cosa in questa finestra di collaborazione tra Nintendo ed Nvidia che sulla carta dovrebbe durare per due decadi. Considerando un concept particolarmente innovativo, non c'è nulla che possa vietare alla casa di Kyoto di ritornare nel settore delle console prettamente casalinghe. Abbinare la prossima generazione di CPU a 64-bit ad una GPU del livello della GTX 1060 potrebbe far nascere una console abbastanza potente da gestire gli schermi 4K, basandoci sui nostri recenti test nei quali abbiamo impiegato le tecniche di rendering di PS4 Pro sull'hardware PC gaming di fascia mainstream. Oltre agli impressionanti risultati visti in quell'occasione, ricordiamoci quanto la grafica console API - NVN di Nvidia si sia dimostrata valida. Tegra X1 è basato su tecnologia (tutt'altro che recente) del 2015 e sta ottenendo risultati eccezionali dai suoi 256 CUDA core. La GTX 1060 ne vanta invece 1280 che girano a circa 2,3x la velocità di clock, in abbinamento a memoria molto più rapida. In pratica, Nintendo storicamente non ha spinto le sue piattaforme ai limiti tecnologici disponibili, ma adesso ha le potenzialità per farlo, se lo vorrà.

Ma forse ci sarà un approccio differente. Lo scorso anno, si è discusso molto sul brevetto di Nintendo riguardo a un device computazionale supplementare (SCD) che essenzialmente aggiungeva risorse di potenza di calcolo allo Switch, e il brevetto indicava che questa potenza di calcolo sarebbe stata distribuita attraverso il cloud. Ma lo stesso brevetto apre la porta ad un più potente dispositivo hardware che potrebbe integrare il processore attuale. Potrebbe avere la forma di una dock più grande, che si collega a Switch tramite la porta USB-C, l'interfaccia che si occupa di veicolare dati ad alta banda passante tra il tablet e la dock. Ma che tipo di hardware troveremmo all'interno di un tale dispositivo?

Ebbene, in quel periodo, era emerso un leak dalla fabbrica foxconn in cui lo Switch veniva prodotto. Per certi versi, l'informazione fornita si è dimostrata inaccurata (sosteneva l'idea dell'adozione di un processore molto più potente), ma per altri (specialmente riguardo alla descrizione fisica della macchina e del suo interno) si è dimostrato affidabile al 100 percento. E c'è una discussione riguardante quel leak su un "kit di sviluppo avanzato", che sembra disporre di 8GB di RAM, ed un processore che ha circa la stessa taglia del GP106 di Nvidia adottato nella GTX 1060. Ed oltre a ciò, si parla di un altro processore (di dimensione paragonabile al Tegra montato su Switch).

Dando per scontato che non si tratti di frutto di fantasie, questo dev kit sembra proprio un dispositivo che integra al suo interno lo Switch attuale in abbinamento a un dispositivo computazionale supplementare, un aggeggio "all-in-one" molto "user-friendly" per gli sviluppatori. La versione retail di questo dispositivo sarebbe semplicemente un rimpiazzo per la dock del vostro Switch. La GPU di Switch potrebbe essere completamente disattivata, permettendo una maggiore performance della CPU in grado di realizzare immagini più ricche di dettagli, con alle spalle risorse hardware addizionali tramite il cloud.

Si tratta di una teoria interessante su una potenziale strada futura, che rappresenterebbe certamente una buona chance per competere con PlayStation 4 Pro e Project Scorpio, almeno dal punto di vista della potenza grafica. Ma la sfida a cui sarebbero sottoposti gli sviluppatori sarebbe doppia. Prima di tutto, i titoli dovrebbero supportare Switch in tre configurazioni: portatile, docked, e con SCD abilitato. In secondo luogo, anche con il clock della CPU innalzato, ci troveremmo di fronte a un processore sottodimensionato rispetto all'unità grafica che potremmo trovare nell'unità SCD. I porting multipiattaforma potrebbero quindi essere, per certi aspetti, tagliati fuori.

Infine quindi, il punto principale di questa discussione è questo: il dispositivo descritto dal leaker di Foxconn è un upgrade grafico, puro e semplice. Storicamente, Nintendo non è avvezza a lanciare grossi upgrade deputati unicamente ad aumentare la qualità grafica: ci sarebbe l'esigenza di avere un concept conveniente e innovativo alle spalle, e se questo progetto diverrà mai reale non vediamo l'ora di vedere come sarà congegnato.

Ma in conclusione, anche se le speculazioni sul Tegra X2, su Xavier e sull'unità SCD si riveleranno solo un buco nell'acqua, Nintendo ha comunque accesso ad alcuni degli hardware più potenti ed efficienti sul mercato, con strumenti di sviluppo e API perfettamente sincronizzati da una delle menti più brillanti del settore. Per una compagnia che ha insistito a lungo su un'architettura antica aggravata da ambienti di sviluppo estremamentente scarsi , lavorare spalla spalla con Nvidia come partner tecnologico è davvero un punto di svolta per Nintendo.

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