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Diario di viaggio dall'E3

3-5 giugno.

Quando hai paura degli aerei e devi fare 20 ore di volo, non stai mai troppo bene. Quando poi di queste 20, 3 le passi a ballare in mezzo alle turbolenze che funestano l'Atlantico, la voglia di scrivere ti scende un pochino. Tra le altre cose, al termine del viaggio di ritorno concluso ieri, l'allegra truppa di Eurogamer ha rischiato di sfracellarsi proprio sopra Fiumicino. Che tristezza sarebbe stata, neppure un trapasso epico da film amerigano, proprio una morte da stronzi. Per fortuna comunque, nonostante tutto quello che potesse andare storto durante la fiera sia ovviamente andato storto, abbiamo posato le nostre giornalistiche chiappe sul suolo italiota, ponendo fine a una settimana di lavoro che difficilmente dimenticheremo

3 giugno

Il primo vero giorno di fiera si apre malissimo. La colazione la facciamo in albergo e riusciamo a spendere 250 Dollari, roba da Guinness World Record dei pirla. Con un sorriso amaro arriviamo ai primi appuntamenti: Batman, Nier, Final Fantasy, Guitar Hero, Call of Duty e tanta altra roba. Marco e Dario passano da uno stand all'altro a ritmo frenetico, alternandosi tra la sala stampa e le meeting room dei publisher che non sono mai dove dovrebbero essere. Io e Luca ci occupiamo degli appuntamenti corporate, vediamo tanta bella gente e i nostri piani per la conquista dell'universo prendono sempre più corpo. Anche questa giornata passa tra strette di mano più o meno sentite, vecchi amici, nuovi amici (anche se alla fine la festa è saltata!) e qualche ipocrita. Ma il mondo è bello perchè è vario e la vita presenta sempre il conto, nel lavoro e per tutto il resto. Le discussioni filosofiche lasciano comunque il tempo che trovano, correndo dietro, nel mentre, a esclusive più o meno importanti e studiando con il buon Rupert un piano per la prossima stagione, quando il network compirà 10 anni e tutto sarà più bello, grande, prepotente. Le novità in cantiere, in arrivo da UK, sono veramente tante e sommate agli altri 15 progetti in progress, fanno sanguinare gli occhi dalla felicità e dalla prospettiva dell'infernale mole di lavoro da sostenere. "No rush" è la parola d'ordine e questa è la vera differenza tra chi il business lo fa e lo sa fare e chi si barcamena tra le cazzate, per dare una parvenza di credibilità a ciò che fa, con il rischio di bruciare il lavoro di molti, di troppi. Comunque la giornata si esaurisce tra una sgroppata e l'altra, storditi dal silicone in bella mostra al Convention Center di Los Angeles e dalla mole incredibile di Frapuccini ingurgitati per restare in piedi. Il fantasma di Will Smith incombe sulla truppa. Il rientro in albergo è particolarmente drammatico, specialmente per me. Per la prima volta accuso, svenendo a letto come un bambino, mentre c'è chi scrive per me sorseggiando un Wild Turkey alla luce di un falò, sulla freddissima spiaggia di Santa Monica.

4 giugno

Per noi è la giornata di Bethesda, Eidos, Namco, THQ e altri 15 publisher...una nuova pioggia di titoli da vedere e giocare, nuove interviste, altre strette di mano. Gli appuntamenti proseguono a ritmo serrato, anche se la vera notizia è una cena saltata, da rinviare a data da destinarsi, che avrebbe scosso parecchie persone. Gente come Luca, per la felicità, avrebbe dovuto partecipare portandosi dietro una cassa di Pampers di contenimento per mascherare l'emozione. In questo senso comunque, aspettatevi grosse novità nei prossimi giorni. E se vi state domandando di cosa si parla, pensate a una software house che comincia con Bliz e finisce con zard. Impossibile dire altro per ora. Gli accessi del sito raddoppiano e questo ci riempie di gioia, Dario si perde ogni 15 metri, come affetto da labirintite, Marco non sa più dove mettere i gadget che piovono copiosi sulle nostre scrivanie, Enrico fotografa le maggiorate e dall'Italia tutti ci chiedono di riportargli qualcosa, ignorando quanto i tempi siano impossibili, specialmente con l'evento in chiusura. Si tratta comunque della giornata di Games Industry e Game Developer, dei progetti a lungo termine, della verità, per certi versi. Quel che conta è sapere, una volta ancora, che il lavoro fatto bene paga. Il resto no. E i "pecioni" hanno sempre vita breve. In serata la scelta è ardua: party SEGA, party Nintendo, party G4, party Bethesda (o era la sera prima?). Alla fine, party in albergo dopo un ricco menù messicano da Pollo Loco: la scelta migliore. Si scrive, si scrive e ancora si scrive. E si finisce sempre per dormire al fresco davanti a un fuoco. Barboni.

5 giugno

Luca ed Enrico vanno ad Hollywood, noi altri si resta a lavorare. La mattinata si esaurisce tra migliaia di caratteri, video da caricare e immagini senza soluzione di continuità. Ad ora di pranzo abbiamo ufficialmente finito di combattere con Los Angeles e tutto il resto, è ora di una pausa. Il boss rientra alla base ma casta Istant Sleep, un incantesimo potentissimo che gli consente di dormire e russare a contatto con qualsiasi superficie vagamente somigliante a un letto (di qualsiasi massa intendo, anche una lastra di marmo in realtà va bene). I tentativi di rianimazione falliscono, si decide quindi per del sano shopping nerdico a Little Tokyo. Entriamo nel negozio dei sogni, con della roba import mai vista e prezzi decisamente abbordabili. Per pochi Euro porto a casa Vandal Hearts I & II, Parasite Eve e un paio di robe indecifrabili, dalla copertina sensazionale. Non so se li infilerò mai nella PSOne ma la mia sete di feticci è quasi placata. Ci spostiamo poi a Venice, per un altro paio di shop niente male. Acquisto 193 Euro di stronzate, ma la mia carta decide di non funzionare nel momento più importante. Supplico Marco e Dario di farmi un prestito e torno a casa con un Dig Dug e un Pac-Man senza fantasmini da masticare. Sul mio divano staranno benissimo. La serata è dedicata al brasiliano, con puntata al Farmer's Market con la mia amica Elisa (Di Fiore), ex collega di un tempo su diverse riviste, che si è trasferita da poco a Los Angeles con il marito Sterling (McGarvey), Senior Editor di G4. G4 è la TV che ha coperto l'E3 in diretta. Dopo un salto a casa sua (un appartamento in un quartiere fantastico, con palestra 24 ore su 24, Jacuzzi e piscina all'interno ad un prezzo a cui a Roma affitti due stanze in una comune) e una scorpacciata di carne, si opta per il cinema. Terminator parte e in 18 secondi netti ci addormentiamo russando come dei maiali e rovinando il film all'intera platea. Ci riprendiamo a tratti e usciamo a notte inoltrata da un posto che solo qualche ora pullulava di gente, manco fosse il market di Dead Rising, e ora somiglia a Silent Hll. Si va in albergo a fare la valigia e dopo nemmeno un'ora di sonno, ci si dirige al LAX. L'imbarco è immediato, a differenza dell'andata, e arriviamo a New York in orario. Nuovo imbarco e riflessioni varie. La prima ora di viaggio è una continua turbolenza, tanto che il pilota scende di quota per finire di ballare. Il viaggio prosegue tranquillo fino alle coste dell'Adriatico. A pochi minuti dall'atterraggio, rischiamo di ribaltarci come fossimo su un modellino di carta. La cosa mi fa pensare. Karma è il concetto chiave. Ci salutiamo in volata, il viaggio è finito. Noi pure. Vogliamoci tanto bene.

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