James Cameron's Avatar: The Game

Cinema e videogiochi, ancora una volta insieme.

Versione provata: Xbox 360

Fino a qualche tempo fa la maledizione del tie-in colpiva inesorabilmente quasi ogni software ispirato a questa o quella pellicola, cavalcando semplicemente l’onda del marketing e sfruttando la visibilità del film per catalizzare l’attenzione del pubblico e massimizzare le vendite.

Per fortuna il trend è sembrato cambiare negli ultimi anni, soprattutto in virtù del cambio di ruolo tra i due media, con i videogiochi in grado di trainare un brand e, al contrario di ciò che accadeva prima, di portare anche la gente al cinema, magari a vedere l’opera ispirata proprio dalla saga videoludica preferita.

Si perché se prima il publisher illuminato correva a comprare i diritti dal brillante regista e dalla casa di produzione, ad oggi il fenomeno sembra accadere sempre più spesso all’inverso, con giganti come Activision Blizzard, piuttosto che Ubisoft o chi per loro, in grado di creare una nuova IP per poi rivenderla anche al grande e al piccolo schermo. È il caso di World of Warcraft per esempio, con il grande Sam Raimi già al lavoro, piuttosto che di Prince of Persia, rispolverato dagli anni ’80 per finire a maggio 2010 nelle sale.

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Avatar supporta varie opzioni per la 3DTV ma non abbiamo potuto verificarle direttamente. Di contro, i nostri colleghi inglesi pur avendo ogni ritrovato tecnologico disponibile in casa, non sono riusciti a sfruttarne alcuna. Torneremo sull'argomento in un secondo momento.

Tempi che cambiano, tanto da stuzzicare la fantasia di un guru come James Cameron (oltre 10 anni di cogitazioni per partorire questo progetto), che dopo la presentazione dello scorso E3 ha chiarito a tutti come egli stesso abbia insistito per una lavorazione parallela di Avatar, con i due team (quello del film e quello del gioco per l’appunto) impegnati a scambiarsi consigli e tecnologia.

Il risultato? Sicuramente buono dal punto di vista della produzione, un po’ meno per quel che riguarda il gameplay.

Avatar è dunque un buco nell’acqua? Certo che no, ma le puntualizzazioni sono d’obbligo.

Come già emerso nei precedenti hands-on, Avatar sembra reggere bene botta rispetto a tanti altri sparatutto in terza persona in circolazione, soprattutto dal punto di vista tecnico.

L’engine di gioco è molto solido (è quello di Far Cry 2), il framerate stabile anche nelle situazioni più concitate, i modelli molto convincenti e, ovviamente, il taglio cinematografico si nota tutto esplorando il pianeta Pandora, ambientazione unica dell’avventura che ci vedrà impegnati nei panni di un soldato, proprio per salvare questo mondo magico popolato da strane creature, piante animate e mostri vari. Il vero plus poi, sembrerebbe arrivare dal vero 3D proposto dal publisher, per un’esperienza totale e veramente di nuova generazione.

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