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Amazon Fire 7 2022 | Recensione - il miglior tablet sotto i 100€?

Un buon tuttofare, ma non chiedetegli troppo.

Amazon aggiorna il suo tablet bestseller, il Fire 7, che arriva così alla dodicesima generazione. Il refresh coinvolge sia la parte hardware sia quella estetica, seguendo la linea tracciata dai fratelli maggiori Fire 10 e Fire 8, mantenendo sempre la stessa fascia di prezzo.

Se va riconosciuto un merito ad Amazon è infatti quello di aver mantenuto inalterato il prezzo dei suoi tablet nel corso di oltre una decade, a differenza di altri produttori che hanno utilizzato la scusa di upgrade, inflazione o scarsità dei materiali per gonfiare i listini.

Gli upgrade dell'Amazon Fire 7 2022 rispetto alla generazione precedente vertono sui seguenti elementi: SoC, RAM, autonomia, storage, fotocamera e alimentazione. Iniziando dall’hardware, il SoC montato è un quad-core operante a 2,0 Ghz, un non meglio precisato ARM formato da 4 core Cortex-A53, cui è associata una GPU Mali G52 MC1.

Nell'Amazon Fire 7 2022 raddoppiano la RAM, che arriva a 2 gigabyte, e lo storage, che ora è disponibile da 16 GB o 32 GB; viene anche mantenuta la possibilità di espansione tramite microSD fino a 1 terabyte. Migliorano la fotocamera anteriore, ora da 2 megapixel come quella posteriore, e la batteria che con una cella da 3750 mAh permette un’autonomia di 10 ore. Infine il WiFi ora supporta lo standard AC, che permette di coprire la velocità della Gigabit.

Sulla carta quindi gli upgrade sono tanti e viene da chiedersi come abbia fatto Amazon a inserirne così tanti lasciando inalterato il prezzo estremamente basso di €79. Ebbene, sono upgrade che fanno scalpore tra le folle ma che non risultano poi così esaltanti una volta si va più nel dettaglio per chi si intende di hardware.

Partiamo dalla CPU. In un universo in cui persino gli smartphone di fascia bassa montano configurazioni octa-core, una CPU quad-core è abbastanza anacronistica. Se infatti pensiamo che la CPU Tegra X1 del Nintendo Switch uscito nel 2017 è composta da quattro core A53 per le operazioni leggere e quattro core A57 per le operazioni più complesse, appare chiaro che un semplice quad-core A53 è decisamente insufficiente nel 2022 e per di più per gli anni a venire.

Una panoramica su tasti e I/O.

Essendo un processore non recentissimo, supporta al massimo le memorie LPDDR4 ma potrebbero essere usate anche LPDD3. Amazon non specifica e non vengono rilevate nemmeno con gli strumenti di diagnostica, il che non lascia ben sperare. Lo schermo è invece un LCD con risoluzione 1024x600 da 6,93” e 171 ppi, quindi niente HD per film, serie TV e app di streaming. Il ppi non è nemmeno altissimo col risultato che si vedono i pixel. Quantomeno la luminosità massima è buona.

I nostri dubbi sulle capacità dell’hardware hanno in gran parte trovato conferma nei benchmark. Geekbench 5 ha ottenuto solamente 160 punti in single core e 528 in multicore. A titolo comparativo, uno smartphone di fascia bassa del 2018 come il POCO F1 faceva 1700 punti in multicore.

Con PCMark abbiamo ottenuto 4273 punti nel test Work 3.0, la metà di quanto ottiene un POCO M4 Pro e un punteggio quattro volte inferiore a quello di un top di gamma con Snapdragon 8 Gen 1. Il test storage 3.0 ha invece evidenziato memorie piuttosto lente, con 240 MB/S e 104 MB/s in lettura e scrittura sequenziale, mentre le letture e scritture random sono a cifra singola. Ne consegue che le app più pesanti si avviano lentamente e si possono avere problemi a sfogliare gallerie piene di foto ad alta risoluzione.

Ovviamente queste sono scelte oculate per mantenere il prezzo sotto ai €100 e avrebbero senso se tutto funzionasse perfettamente ma così non è purtroppo. Durante i nostri test abbiamo avuto serie difficoltà semplicemente utilizzando le app preinstallate e scaricandone di nuove dall’App Store, con download che rifiutavano di avviarsi e le stesse app che crashavano in fase di caricamento: questo fenomeno si va amplificando tante più sono le app aperte contemporaneamente.

Questo, verosimilmente, è causato da una quantità di RAM insufficiente e anche da una sua disastrosa gestione: invece di mettere in swap le app in background, è come se il sistema fosse tarato per un quantitativo di RAM superiore, e una volta che si satura la memoria le app si chiudono. Crash su crash quindi, con il tablet che a volte si riavvia stando semplicemente in standby. L’ultimo aggiornamento di sistema disponibile non ha risolto il problema e speriamo che il produttore sistemi tutto con la prossima patch.

Tolto questo problema, che tanto piccolo non è, se non si esagera con le app in esecuzione il device funziona bene. L’App store di Amazon contiene tutte le app più diffuse per streaming, produttività e social: Facebook, TikTok e Instagram vengono gestite senza problemi. Ovviamente non aspettatevi chissà quale fluidità nella navigazione e nemmeno una grande definizione per i video. Infatti, servizi di streaming come Prime Video o Netflix supporteranno solo la risoluzione SD, pure se avete sottoscritto un piano per il 4K.

Le cover fungono anche da stand, peccato non siano incluse e siano costose.

Per quanto riguarda il gaming, la GPU Mali G52 non è malvagia ma ha solo un’unità di calcolo e non è possibile fare girare giochi pesanti fluidamente. Infatti 3DMark ha evidenziato prestazioni insufficienti con Wildlife, mentre il più leggero Slingshot ha evidenziato un punteggio di 965 punti, migliore solamente del 30% di tutti gli altri device.

I giochi 2D e i 3D leggeri o casual come Super Mario Run, Mario Kart, Beach Buggy Racing, Temple Run e Sonic Dash girano bene, ma titoli pesanti come Diablo Immortal o Real Racing 3 non sono alla portata di questo dispositivo. La cosa buona dell’App Store di Amazon è che troverete giochi disponibili da più di dieci anni, quindi leggeri e tarati per hardware molto meno recente, a differenza del Play Store di Google che dopo un po' di tempo rimuove le vecchie app. Play Store che volendo è possibile installare da fonti esterne, e funziona perché il Fire 7 gira su una versione custom di Android 11, ma a vostro rischio e pericolo perché potrebbero aumentare esponenzialmente crash e bug.

Quel che si può fare bene e con ottimi risultati è invece il retrogaming con emulatori come Retroarch, che il dispositivo gestisce senza problemi fino alle console 32-bit come PS1, GBA e Neo Geo, ma anche il remote play da PC con app come Moonlight. In questo modo, il Fire 7 diventa una console portatile multifunzione a tutti gli effetti venendo utilizzata come semplice schermo che potrà streammare potenzialmente qualunque gioco, anche i più complessi come Doom Eternal o Control, con i controlli gestiti tramite gamepad e lag minimo, o nullo se usate l’interfaccia USB. Ovviamente la risoluzione è sub HD e bisognerà aspettarsi una nitidezza inferiore a quella del Nintendo Switch.

Limiti hardware a parte, la cosa che ci è piaciuta maggiormente è la versatilità del Fire 7: è piccolo, leggerissimo (appena 282 g) e si tiene facilmente in una tasca dello zaino. Potrà non essere l’ideale per guardare serie TV e film per via della bassa definizione, ma se utilizzato come secondo o terzo schermo davanti al PC, magari per gestire le chat o seguire uno streaming mentre si fa altro, allora il suo plusvalore aumenta visto che occupa poco spazio, consuma poca energia ed ha uno schermo più ampio di uno smartphone per via dell’aspect ratio più squadrato.

Il Fire 7 si presta benissimo come lettore multimediale e hub destinato alla musica streaming con Amazon Music Unlimited; sebbene abbia un singolo altoparlante, questo è abbastanza potente e potrete ovviamente collegare qualsiasi diffusore bluetooth per potenziare volume e qualità del suono: il codec 5.0 LE supporta cuffie stereo, altoparlanti e microfoni compatibili con A2DP e accessori LE. In più c’è anche il jack per le cuffie. Buona anche la lettura degli e-book tramite Kindle, anche se non paragonabile al risultato offerto dai Paperwhite. In ogni caso l’app Kindle è ben ottimizzata, la navigazione è fluida, la luminosità è buona e altrettanto lo è l’autonomia grazie al SoC a basso consumo.

Nota positiva, c’è un alimentatore incluso ma è da soli 5W, per cui la ricarica completa richiede quattro ore. Potrete però utilizzare caricatori più potenti grazie alla ricarica veloce via USB-C, anche se potrebbero verificarsi surriscaldamenti caricandolo durante l’utilizzo. Da apprezzare la presenza di un sensore di umidità che mostra un avviso e blocca la ricarica in caso di pericolo.

Il tablet è perfetto per guardare contenuti comodamente sul divano, ma rinunciando alla risoluzione HD.

Buona anche la cura in fase di assemblaggio. I materiali sono piacevoli al tatto e satinati ed è inclusa una certificazione di resistenza a schizzi d’acqua, cadute e usura quotidiana. Inoltre, i tablet Fire 7 presentano la certificazione ‘Reducing CO2’ di Carbon Trust, con un design che riflette l’obiettivo di tutelare l’ambiente riducendo l’accumulo di plastiche e l’abbattimento di alberi.

L’Amazon Fire 7 è disponibile in quattro varianti, due con pubblicità e due senza, ed entrambe in tagli da 16 o 32 GB di storage. Si parte da €79 e si arriva a €104. Il nostro consiglio è di optare per la variante meno cara, magari approfittando di uno sconto. I modelli più costosi vanno a sfociare nella fascia del più dotato Fire 8 HD e a quel punto converrebbe puntare su quello, che gode anche di due anni di aggiornamenti. Per €80 o meno tuttavia, il Fire 7 va benissimo per consultare i social, navigare, leggere, aiutarsi con le guide in cucina, fare streaming senza pretese e gestire le e-mail.

Difficilmente troverete qualcosa di più versatile e ben fatto a questo prezzo, a patto però di capire che si tratti di un prodotto con degli ovvi limiti, anche in ambito gaming. Peccato per i bug e i crash, assolutamente non accettabili in un prodotto di un brand prestigioso come questo, e che speriamo Amazon risolva al più presto.

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