Shinobi - review

La solidità della vecchia scuola...

Anni fa, quando ancora si sentiva parlare di poligoni solo durante le lezioni di geometria, la saga di Shinobi seppe dare filo da torcere a un numero considerevole di giocatori, proponendo sfide sempre più ostiche attraverso livelli a scorrimento orizzontale popolati di nemici assetati di sangue e resi impercorribili da fasi platform al limite dell'esaurimento nervoso.

A tanti anni di distanza e dopo un paio di discutibili apparizioni su PlayStation 2, la storica serie Sega torna a percorrere il ripido sentiero della vecchia scuola, proponendo un episodio per Nintendo 3DS che cerca di portare un pizzico di pepe in un mercato fin troppo permissivo.

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Alcuni nemici possono essere eliminati con letali assalti alle spalle, a tutto vantaggio del punteggio.

Puntando su un approccio clamorosamente arcade, infatti, i ragazzi di Griptonite hanno palesemente lanciato un guanto di sfida ai giocatori della vecchia guardia, proponendo un'esperienza che sembra uscita direttamente dalle fumose sale giochi degli anni '80.

Anche se nascosta da una grossolana veste grafica che potremmo definire a "due dimensioni e mezzo", la struttura classica dei gloriosi Shinobi torna con tutta la sua brutale spietatezza, costringendo il giocatore ad affrontare sessioni platform disseminate di trappole letali, tenendo contemporaneamente a bada decine di nemici dai riflessi divini e dall'evidente indole sadica.

"La struttura classica dei gloriosi Shinobi torna con tutta la sua brutale spietatezza."

Avrete quindi capito che, a meno che non siate giocatori dalla scorza dura, verrete messi in seria difficoltà da questo titolo per 3DS. In realtà completare la storia principale non è un'impresa particolarmente ardua (salvo alcune intricate fasi platform nella parte finale) e richiede poco più di cinque ore per raggiungere i titoli di coda.

A richiedere riflessi ninja e precisione millimetrica è la particolare struttura interamente basata sul punteggio. Se volete davvero affrontare Shinobi così come lo hanno pensato i programmatori, infatti, non potete prescindere dall'accumulo dei punti, che il titolo elargisce con generosità e che decurta altrettanto facilmente.

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Dopo un incipit nel più tradizionale dei villaggi ninja, il gioco propone una svolta assurda che influenza anche le ambientazioni.

Il vero cuore del gioco, infatti, si trova nella necessità di registrare il punteggio più elevato possibile in modo da ottenere una valutazione all'altezza al termine di ogni livello e, di conseguenza, occupare un posto dignitoso nella classifica mondiale.

Entrando in quest'ottica estremamente antica, in pratica, si guarda sotto una luce diversa un prodotto altrimenti appena sufficiente, rischiando seriamente di restare ore e ore incollati alla console portatile nel tentativo di migliorare sempre di più le proprie prestazioni.

Ma come si accumulano i punti in Shinobi? La struttura è piuttosto semplice e lineare. Ogni volta che si colpisce un nemico, dalla lunga distanza usando i kunai oppure affidandosi alla fida spada una volta a portata di affondo, si guadagnano punti facendo al tempo stesso salire un prezioso moltiplicatore.

"Il cuore del gioco consiste nella necessità di registrare il punteggio più elevato possibile al termine di ogni livello."

Più nemici si abbattono in sequenza, più il moltiplicatore aumenta, garantendo punti in quantità industriale. Basta subire un solo attacco, però, perché questo castello di carte crolli in un batter d'occhio, azzerando il moltiplicatore e, soprattutto, sottraendo punti a quelli accumulati con fatica fino a quel momento.

Già! In Shinobi il semplice fatto di farsi colpire da un nemico è considerato un disonore da pagare a caro prezzo. Considerando che i nemici sono stati posizionati con grande cura in modo da poter mettere sempre in difficoltà il giocatore e, soprattutto, che ogni avversario vanta il tempismo tipico di una macchina assassina, per riuscire a completare i livelli in modo perfetto è necessaria una dose mostruosa di pratica.

"In Shinobi farsi colpire da un nemico è considerato un disonore da pagare a caro prezzo con la perdita di punti."

Un altro elemento che influenza la distribuzione dei punti è l'utilizzo delle magie, potenti tecniche elementali capaci di fornire al protagonista di turno poteri particolarmente utili. A seconda del numero di magie utilizzate, infatti, il bonus che si ottiene alla fine del livello è opportunamente ritoccato verso il basso, giusto per non spingere il giocatore ad abusare di queste potenti tecniche.

Per cercare di sopravvivere a questo inferno, inoltre, è assolutamente fondamentale imparare a usare con cura il tasto della parata, che in effetti permette di uscire indenni da situazioni apparentemente senza scampo. Il segreto? Parare con il giusto tempismo, in modo da ottenere anche la possibilità di sferrare letali contrattacchi.

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Gli scontri con i boss sono sempre piuttosto interessanti e richiedono di studiare la giusta strategia per portare a casa la vittoria.
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In ogni livello è presente una sezione su binari inserita per dare un senso all'effetto 3D.

Dopo aver appreso l'arte della difesa, si deve imparare anche quella della velocità, visto che per ottenere i risultati migliori è necessario completare i livelli il più rapidamente possibile, dettaglio che impedisce di adottare strategie eccessivamente caute per evitare di subire danni. In parole povere: preparatevi a un inferno di imprecazioni.

Come abbiamo già scritto qualche riga più su, quindi, ci troviamo di fronte a un gioco per veri duri. I ninja più esperti, quelli che accettano solo missioni suicide, dopo essersi stancati della storia principale possono spostare la propria attenzione su una serie di missioni speciali acquistabili spendendo le monete raccolte all'interno delle ambientazioni.

"Shinobi è un gioco per veri nostalgici, caratterizzato da un livello di difficoltà impegnativo."

Queste missioni, che possono essere condivise con gli amici attraverso lo Street Pass, rappresentano una vera e propria ode alla difficoltà suprema, con tanto di struttura Trial and Error tipica di questo genere di sfide proibitive.

Se il gameplay, a modo suo, è in grado di convincere, lo stesso non si può dire per il comparto tecnico, sul quale il team di sviluppo avrebbe potuto fare qualcosa di più. I modelli poligonali del protagonista e dei vari avversari, infatti, appaiono fin troppo approssimativi per le potenzialità della console, così come le ambientazioni (generalmente poco ispirate).

Shinobi, quindi, è un gioco per veri nostalgici, caratterizzato da un livello di difficoltà impegnativo e da un design generale piuttosto semplice, basato sul concetto dell'accumulo di punti allo scopo di scalare le classifiche mondiali. L'anima old school emerge anche osservando i numerosi extra sbloccabili inseriti nella cartuccia, tra cui spiccano illustrazioni, sequenze narrative e interessanti nozioni storiche legate ai vari capitoli della serie.

7 /10

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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