Super Mario Bros.: The Lost Levels - review

Un insidioso tuffo nel passato.

Il futuro del Wii U non è dei più rosei ma il passato glorioso della Grande N ha forse qualche altro asso nella manica da giocare. Sono in tanti, infatti, a chiedere al colosso di Kyoto un maggiore sforzo nel recupero del suo ampissimo catalogo degli anni d'oro di NES e SNES, che finanziariamente parlando potrebbe dargli, specie in chiave mobile, lo slancio necessario alla sopravvivenza.

Fino a quando le acque non si smuoveranno in maniera più concreta, bisognerà accontentarsi della Virtual Console e dei suoi porting 1:1, talvolta neppure tanto riusciti da un punto di vista squisitamente tecnico ma capaci di riprodurre la magia degli anni '80 e '90 almeno per qualche ora di gameplay.

L'iconico Mario non è stato certo risparmiato dalle attente selezioni portate avanti da Nintendo ed, essendone anzi portabandiera, è già al centro di diversi capisaldi della Virtual Console. Super Mario Bros.: The Lost Levels ha tutte le carte in regola per diventare un 'must have' del servizio, sia per i nostalgici, sia per quegli utenti interessati a recuperare autentiche perle del passato.

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Probabilmente quelle nuvole sorridono pensando al vostro prossimo fallimento.

Sviluppato in fretta e furia nel 1986 per soddisfare l'inaspettata richiesta dei fan giapponesi, questo titolo dalla storia affascinante portò addirittura il nome di Super Mario Bros. 2 in terra nipponica, dove richiedeva l'uso del 'mitologico' Famicon Disk System per poter girare su NES.

"È proprio la difficoltà il perno intorno al quale ruota l'intera struttura del titolo originale"

A ben vedere, la denominazione più felice è proprio quella occidentale: The Lost Levels altro non include che la rielaborazione in chiave hard mode degli stage già giocati nel primo episodio della serie, con alcuni trucchetti come il riposizionamento dei nemici o l'introduzione del fungo velenoso, volti ad incrementarne la difficoltà.

Ed è proprio la difficoltà il perno intorno al quale ruota l'intera struttura del titolo originale, un'esemplare dimostrazione di trial and error applicato al platform. Super Mario Bros.: The Lost Levels non comprende soltanto cunicoli stretti e salti sconsigliabili ai deboli di cuore, ma soprattutto dei piccoli stratagemmi che alla fine degli anni '80 intendevano ingannare la memoria a breve termine dei giocatori appena usciti dalla piacevole sorpresa del primo capitolo.

Ne consegue facilmente che "l'effetto wow" (mai viste tartarughe alate immerse sott'acqua e calamari che volano?) sia scemato a causa degli anni che passano e della diffusione di Internet, e che dunque questo particolare aspetto legato al livello di difficoltà non risulti più valido ai giorni nostri.

Allo stesso modo, i menù della Virtual Console offrono la possibilità di salvare in qualunque punto della propria sessione, dando in sostanza l'opportunità di non bruciare alcuna vita in tentativi di salto velleitari. Questo finisce col falsare inevitabilmente l'esperienza strutturata in origine, impostata com'era più sui toni duri del survival che su quelli leggeri degli ultimi Mario. È un po' come se, tra vent'anni, Namco Bandai ripubblicasse Dark Souls proponendo falò dietro ogni angolo: cosa ne pensereste?

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Imprecazione tra 3... 2... 1...

Resta valida sul piano ludico, invece, l'alternanza dei due protagonisti Mario e Luigi. Il primo incarna la scelta più equilibrata, mentre il secondo può vantare dei salti disumani che facilitano non di poco i movimenti lungo le ambientazioni bidimensionali. Nel caso sceglieste Luigi, come ha fatto il sottoscritto, siate però disposti a tollerare una frenata assai imprecisa, pensata appositamente per bilanciare la sfida con il fratello idraulico e aggiungere un ulteriore quid alla complessità degli stage.

"The Lost Levels è pressoché identico alla controparte targata 1986"

Sotto il profilo tecnico, Super Mario Bros.: The Lost Levels è pressoché identico alla controparte targata 1986. Per via del cambio di risoluzione figurano le classiche bande nere ai lati che, se non danno particolari noie sul televisore di casa, non risultano particolarmente gradevoli sul GamePad. Questo, unito al downscaling sullo schermo del controller, richiede alla lunga uno sforzo eccessivo della vista, che rende consigliabile rinunciare al gioco off-screen. Il quale però rappresenta la sola implementazione possibile del GamePad, dal momento che, com'è noto, le uscite su Virtual Console non vanno ad intaccare le meccaniche originali dei titoli interessati.

Segnaliamo anche la presenza, specie nelle fasi iniziali, di pesanti sfarfallii che colpiscono gli sprite dei nemici, che talvolta rallentano finendo persino per accavallarsi a causa della differenza di velocità dei loro movimenti. Meglio che in passato, al contrario, la levetta analogica del GamePad, che risponde praticamente alla perfezione agli input dell'utente e si dimostra un'ottima alternativa alla (pur non esaltante) croce direzionale.

In conclusione, dunque, Super Mario Bros.: The Lost Levels è una gemma di indubbio valore nel catalogo della Virtual Console per Wii U, sebbene rimanga costellata da una serie di alti e bassi da non sottovalutare. A fronte di una colonna sonora che come di consueto vale da sola il prezzo del biglietto, ad esempio, è dura non notare che un livello di difficoltà pensato per essere proibitivo è in questa nuova release facilmente aggirabile con il discutibile sistema di salvataggio.

Va comunque sottolineato che il costo del gioco, appena €4,99, smussa qualunque valutazione di tipo tecnico, e presta il fianco ad immersioni nostalgiche da una serata e via.

7 /10

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Riguardo l'autore

Paolo Sirio

Paolo Sirio

Redattore

Boxaro ma non troppo, sonaro a tratti con un occhio di riguardo per Nintendo, comprende ben presto che il mestiere del giornalista, filtrato per la passione dei videogiochi, ha tutto un altro sapore.

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