Rune Factory 4: zappa e spada - recensione

Sognando Harvest Moon…

Spin-off di Harvest Moon, la serie di Rune Factory ripropone da sempre elementi di gameplay propri di questa tipologia di giochi, miscelati con tinte fantasy e meccaniche ruolistiche volte a impreziosire il proprio gameplay. Rune Factory 4 non fa eccezione e cerca in tutti i modi di riproporre i punti di forza della saga anche su Nintendo 3DS, catapultando letteralmente il giocatore all'interno di una vicenda decisamente peculiare.

Il gioco inizia infatti quando il nostro personaggio, un ragazzo o una ragazza a seconda delle nostre scelte iniziali, viene attaccato durante un viaggio da delle non meglio identificate spie nemiche. Il combattimento però non volge a suo favore e il malcapitato è scaraventato fuori dalla sua aeronave. Sulla perdita di memoria provocata dalla caduta ruota tutta la trama, che ci vedrà portare avanti la nostra routine quotidiana mentre tra una faccenda e l'altra tentiamo di scoprire la verità sul nostro passato.

Un pretesto sicuramente semplice ma funzionale, volto a introdurre pian piano il giocatore all'interno di un mondo, non complesso ma sfaccettato, mentre il gioco ci tiene la mano e ci guida attraverso il vario gameplay che contraddistingue la serie. Il presupposto necessario da cui si parte, quello di dover portare avanti una vita normale e non soltanto la solita miriade di quest da avventurieri senza paura, introduce tutta una serie di meccaniche che faranno la gioia dei fan di titoli come Harvest Moon o Animal Crossing.

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I dialoghi non sono sempre il massimo dell'originalità ma possono essere un buon esempio delle varie sfaccettature del gioco e delle attività proposte.

Subito dopo la nostra brutta caduta, senza il minimo tatto nei confronti di una persona appena precipitata da un'aeronave, ci viene ricordato che per poterci guadagnare il pane sarà necessario lavorare. Questo scontro con la realtà si concretizza in una delle prime meccaniche del gioco, il farming. Ci sarà infatti messo a disposizione un piccolo appezzamento di terra da ripulire, arare e coltivare a nostro piacimento. Lì potremo piantare i semi acquistati, attenderne la crescita e rivendere i prodotti finiti in cambio di denaro.

Coltivare il nostro orto rappresenta una porzione preponderante del gameplay, che ci vedrà impegnati a decidere come sfruttare al meglio il limitato spazio a nostra disposizione. Ma si badi, nonostante il gioco ci ponga di fronte una situazione di assoluta libertà, difficilmente ci ritroveremo a fare scelte di vita o di morte. Coltivare broccoli o rune non influenzerà più di tanto la nostra avventura e, tutt'al più, ci ritroveremo a dover lavorare più duramente per poter guadagnare i soldi necessari alle nostre necessità di coltivatori.

In ogni caso, non dovremo necessariamente limitarci alla vita degli umili contadini. Potremo ad esempio dedicarci all'allevamento, destinando parti del nostro appezzamento alle tane dei nostri mostri che, dopo attente cure, potranno attivamente aiutarci nelle nostre quest e affievolire le fatiche del lavoro campestre.

Sarà persino possibile "coltivare", si fa per dire, l'entrata di un dungeon, dove poter impugnare la spada e mazzolare qualche ignaro mostro in cambio di utili ricompense. Da questo punto di vista però bisogna ammettere che il gioco non brilla. Esplorare i dungeon e combattere i mostri che li abitano è un piacevole diversivo dalla routine proposta ma queste sessioni non brillano per originalità e complessità.

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Nei dungeon si nascondono oggetti utili e rari. Esplorarli non è sempre necessario ma è caldamente consigliato.

Con solo un'arma principale e un paio di magie a disposizione, il tutto si riduce a una esplorazione sistematica delle aree alla ricerca di tesori e a qualche più impegnativo combattimento coi soliti boss. D'altro canto il cuore del gioco non è di certo nei combattimenti.

L'anima di Rune Factory 4 è in tutte quelle meccaniche che un altro GDR definirebbe accessorie. Meccaniche cui però accederemo solo dopo ore e ore d'impegno nel nostro orto. Stiamo parlando ovviamente di crafting, alchimia, pesca e di tutta una serie di attività in grado di diversificare non poco lo scorrere simulato delle nostre giornate.

In Rune Factory 4 è persino possibile esplorare i dintorni di Selphia, la città in cui siamo precipitati, per interagire e intavolare relazioni con gli abitanti del luogo. Alla ricerca di oggetti rari, quest o semplicemente di dettagli sul passato del nostro personaggio, ci è capitato spesso d'imbatterci in NPC interessanti e ben realizzati. Con loro abbiamo potuto intrecciare relazioni che, giocando bene le proprie carte, possono addirittura sfociare nel matrimonio.

Ovviamente non tutti i compiti proposti sono stati di nostro gradimento e, alle volte, ci siamo ritrovati a portare avanti per giorni gli stessi compiti ripetitivi. D'altro canto però, dobbiamo ammettere che per gli appassionati del genere giocare a Rune Factory 4 è imprescindibile. Ci sono tutti gli elementi di un Harvest Moon o di un Animal Crossing, intrecciati con una trama interessante, sbocconcellata pian piano nel corso di ore e ore di gameplay e condita da qualche combattimento volto a movimentarci un po' la vita.

Inoltre non abbiamo potuto non apprezzare lo splendido stile della serie. E non parliamo tanto della grafica in sé, comunque limitata dalle capacità della console, quanto degli splendidi fondali e degli ancor più ispirati artwork dei personaggi. Non si tratterà forse di uno stile unico ma il risultato finale è davvero piacevole e il carattere e l'espressività dei personaggi facilitano davvero l'immedesimazione all'interno di un mondo tanto ben costruito quanto ben presentato.

Tirando le somme, dobbiamo ammettere che Rune Factory 4 è stato una sorpresa, dimostrando come dopo quattro iterazioni la serie riesca ad essere fresca e divertente. Certo il gioco ha i suoi limiti, come la mancanza di complessità delle singole meccaniche, a volte un po' troppo semplificate, ma riesce comunque a risultare piacevole nel suo complesso.

Va però affrontato con la consapevolezza di non trovarsi di fronte a un gioco di cappa e spada, quanto a un titolo più riflessivo che richiede un impegno quasi giornaliero per essere portato avanti. Gli appassionati del genere lo adoreranno e anche chi non vi si è mai avvicinato farebbe bene a darci un'occhiata: potrebbero fare una bella scoperta.

8 /10

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Riguardo l'autore

Fabio Davide

Fabio Davide

Redattore

Giocatore fin dalla più tenera età, fagocita di tutto ma digerisce solo i veri capolavori. Dopo 7 anni nel settore del gaming aveva pensato di trovarsi un lavoro nella ristorazione, ma poi ha ceduto al fascino di Eurogamer.

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