Cronusmax Plus - recensione

Volete giocare a Destiny con mouse e tastiera? O a Forza Motorsport col vostro Logitech G27? 

Lo confesso, ho sempre odiato i joypad. Sono strumenti ottimi per chi è un giocatore console "nativo" a cui è facile abituarsi, ma una vera e propria tortura cinese se l'imprinting ludico risale ai joystick degli anni '80 o al mouse e alla tastiera degli anni '90. Niente da dire per quanto riguarda picchiaduro, platform e tutto sommato anche i racing game, che se la sono sempre cavata discretamente bene con l'arrivo delle levette analogiche. Ma per quanto riguarda sparatutto in prima persona e in misura minore gli action game, le violenze a cui mi sono sottoposto per anni mi hanno portato spesso a trascurare il day one di molti titoli in versione console per aspettare l'arrivo su PC, o saltarne del tutto l'esperienza.

Da qualche anno tuttavia sono apparse sul mercato periferiche in grado di abbattere la barriera che separa i sistemi di controllo tra varie piattaforme e il CronusMax Plus è sicuramente un prodotto di grande interesse. Si tratta di un hardware progettato con l'obiettivo primario di rendere i pad originali di Xbox 360, Xbox One, PS3, PS4 e tutta la varietà di periferiche pensate per il mondo PC quali mouse, tastiere, pad e in misura minore volanti, perfettamente compatibili con le console appena citate. Per capirci, diventa possibile connettere il Dualshock 4 a un PC, il pad di Xbox One a una PS4 o un volante PC a una PS4. Ma soprattutto, si avvera il sogno proibito di ogni hardcore gamer: attaccare mouse e tastiera ad una console, e godersi gli sparatutto esclusivi per le console come sul PC di casa.

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Ecco il CronusMax, poco più grande di una chiavetta USB.

Anche se il prodotto ora viene chiamato CronusMaxPlus non ci sono differenze per quanto riguarda l'hardware che rimane identico a quello delle versioni precedenti: cambia invece il firmware che viene installato alla prima connessione con il PC, e il software di supporto scaricabile dal sito ufficiale che permette di utilizzare a fondo tutte le sue capacità.

Dal punto di vista costruttivo, il CronusMax non è niente di speciale: si tratta di una chiavetta USB in plastica dalle dimensioni più generose del solito con una presa 2.0 in ingresso (rinforzata) e una in uscita. Nella parte superiore è presente un display digitale a cifra singola mentre sul lato destro troviamo un ingresso mini USB che permette di collegare il CronusMax a un normale PC per il gioco in emulazione quando connesso a una console ma soprattutto per effettuare le operazioni di configurazione e programmazione tramite il software scaricabile dal sito ufficiale, il CronusPro.

A fianco del display digitale, utilizzato per mostrare lo status della chiavetta, è presente il pulsante di rotazione dei profili precaricati fino a un massimo di dieci. Nella parte sottostante si trova il tasto reset per riportare il CronusMax alle impostazioni originali nel caso un aggiornamento del firmware vada storto o si verifichi qualsiasi situazione che impedisca l'avvio del dispositivo.

Per chi vuole partire subito senza fastidi, il menu da controllare al volo è quello degli strumenti legati al protocollo di comunicazione. In pratica va impostata la console a cui si è connessi e automaticamente la chiavetta convertirà nel segnale corretto gli input che arriveranno a prescindere dal controller connesso. In questo modo abbiamo connesso il Dualshock 3 a una Xbox One e il pad di una One a una PS4 senza necessità di configurare alcunché, visto che la chiavetta integra già profili di conversione precaricati assolutamente funzionali e molto precisi nell'utilizzo, soprattutto delle levette analogiche.

Ovviamente, senza un minimo di configurazione alcune funzionalità si perdono ma complessivamente bisogna dire che le varie combinazioni di pad Microsoft e Sony delle ultime due generazioni sono molto ben supportate automaticamente. Le console di Nintendo invece non sono supportate ufficialmente ma i controller Wii Mote e WII U Pro invece sì, ed è quindi possibile connetterli tramite un adeguato lavoro di configurazione, alle console di Sony e Microsoft.

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Il menu principale della suite CronusPro con gli slot di caricamento dei profili.

Per chi voglia andare oltre la semplice compatibilità e far svolgere ai joypad compiti diversi su piattaforme per cui non sono stati progettati, il passo successivo è l'utilizzo dei plug-in di configurazione. Questi non sono disponibili immediatamente con l'installazione del software di gestione ma vanno scaricati in seguito (questione di pochi minuti) direttamente dal menu della suite. I tool attualmente disponibili sono quattro, rispettivamente l'X-Aim, il Max-Mapper, il Max-Combo, il Max-Rec e l'X-Input (vedi box), e ognuno di essi ha un compito specifico.

L'X-Aim è l'interfaccia di programmazione principale per giocare su console con tastiera e mouse: non solo permette di mappare sulla prima tutti i comandi presenti sul pad, ma soprattutto di emulare il movimento degli stick analogici sul secondo. Si tratta di un problema tecnico tutt'altro che semplice che il CronusMax riesce a risolvere in modo efficace, pur chiedendo all'utente una buona dose d'intraprendenza nell'orientarsi in un menu di configurazione molto completo ma anche piuttosto complesso. A seconda del gioco prescelto occorre trovare il giusto compromesso tra i valori di sensibilità e quelli nativi del mouse come i parametri di accelerazione, zona morta e i DPI. Con la dovuta pratica non ci vuole molto a trovare il miglior compromesso tra hardware posseduto e, soprattutto, gusto personale nel gestire la sensibilità della visuale.

Noi l'abbiamo fatto con Destiny e Battlefield 4 e siamo riusciti ad emulare quasi alla perfezione la resa di un mouse da gamer su PC, rendendoci conto di come l'emulazione funzioni alla perfezione con modelli in grado di arrivare a valori molto elevati di DPI, dai 4000 in su (ma anche con valori più bassi si riesce a giocare abbastanza bene).

Il video introduttivo del CronusMax con una breve carrellata delle sue caratteristiche tecniche.

Le rotazioni e i puntamenti sono molto fluidi e precisi e non si notano i tremolii tipici dei vecchi convertitori che in passato provavano ad ottenere lo stesso risultato con chip hardware non programmabili. Per far funzionare l'emulazione da mouse e tastiera occorre sempre tenere acceso il PC con la suite aperta attivando la cattura: questo significa che, in termini logistici, chi vuole spremere al meglio il CronusMax dovrà per forza posizionare la console vicino al proprio computer, un elemento da tenere in considerazione per i consolari da salotto.

Il secondo plug-in importante è il Max-Mapper ed è qui che i giocatori da console passeranno la maggior parte del loro tempo. Questa finestra permette di creare profili personalizzati da caricare nella chiavetta mappando tutti i joypad per utilizzarli con tutte le console modificando il layout standard dei tasti. Una vera manna per chi ha cambiato console di recente e fatica ad abituarsi al nuovo pad. Il Max-Combo e il Max-Rec hanno la stessa funzione con una differenza fondamentale: il primo permette di programmare combinazioni di tasti esportabili nel formato proprietario di CronusMax, il GPC. Il secondo fa la stessa cosa con una differenza fondamentale: registra le azioni compiute dall'utente includendo nella combinazione anche le pause tra un input e l'altro, una funzione utile soprattutto nei rhythm game.

Tutti questi tool sono stati pensati per permettere agli smanettoni di personalizzare al massimo la compatibilità tra i dispositivi che si vogliono utilizzare, ma per chi vuole andare più a fondo nell'utilizzo del CronusMax, la console di programmazione è lo strumento in grado di rendere ancora più potente uno strumento già molto flessibile di suo. Per farlo bisogna conoscere il linguaggio di programmazione C in cui il CronusMax genera dei file in formato .gpc esportabili su qualsiasi altra chiavetta. Imparare a programmare i profili nel dettaglio non è una sciocchezza ma le possibilità che si aprono a chi voglia crearsi soluzioni personalizzate per ogni combinazione di gioco/pad/console/PC sono infinite, come testimoniano i numerosi profili scaricabili dal sito ufficiale pronti per essere caricati in uno dei dieci slot di memoria del CronusMax.

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Il Plug-in Maxmapper: da qui passa il crossplatform per tutti i pad e le console attualmente sul mercato.

La combinazione delle funzionalità di base, dei plug-in e della console di programmazione rende bene l'idea di come sia possibile piegare il CronusMax alle proprie esigenze nell'affrontare determinati giochi. Un esempio è programmare in Battlefield 4 una combo che permetta di tirare una coltellata e subito dopo estrarre la pistola e sparare una raffica da tre colpi. Oppure effettuare un doppio salto in Destiny e scaricare una super con la singola pressione di un tasto del pad per Xbox One. Oppure ancora realizzare una configurazione personalizzata del layout del Dualshock 4 e usarla su PC agganciando a tastiera e mouse combo particolari adattate alle caratteristiche di qualsiasi gioco.

Tutta questa flessibilità pone un prezzo da pagare che insieme ad alcune problematiche nella progettazione del CronusMax rappresentano i difetti principali di questo prodotto. Oltre alla necessità di avere sempre un PC acceso per l'emulazione da mouse e tastiera, è chiaro che non tratta di un dispositivo per neofiti. Solo gli smanettoni potranno godere delle sue funzionalità più sofisticate, spendendo la giusta dose di ore a configurare layout e sperimentare soluzioni adatte alle proprie esigenze.

In seconda battuta, la preparazione è sempre un po' macchinosa visto che prima di iniziare l'emulazione dei vari joypad è necessario connettere il pad originale per effettuare l'autenticazione: chi vuole anche personalizzare il layout, deve giocoforza possedere anche un PC. Chi invece vuole entrare subito in azione, potrebbe restare deluso. Ultimo, ma non meno importante, è l'aspetto "morale" che questi dispositivi sollevano nei dibattiti tra giocatori console e PC quando si parla di multiplayer.

Si può discutere sul fatto che negli sparatutto chi usa mouse e tastiera sia avvantaggiato o meno rispetto a chi usa il pad. Per esperienza diretta vi posso confermare che in Destiny la mia kill/death ratio è passata quasi istantaneamente da 1-3 a 2-1, in virtù degli automatismi acquisiti in anni di sparatutto su home computer.

Ma se è da vedersi che esista un vantaggio reale sui giocatori più forti col pad, dove non ci sono dubbi sulla marcia in più del ChronusMax è nella registrazione di combo e macro che eccedono le capacità di uso di un normale joypad, permettendo al suo utilizzatore di compiere azioni impossibili per un giocatore umano per velocità e numero di tasti disponibili rispetto a un normale joypad.

Ecco come connettere un Fanatec GT2 a Xbox One. Noi abbiamo fatto la stessa cosa con il nostro Logitech G27 a una PS4.

Di questo aspetto si sono resi conto anche i progettisti, dando agli utenti la possibilità di aggiornare la chiavetta con un firmware che disabilita tutte queste caratteristiche, lasciando attiva solo la possibilità di mappare i tasti e il supporto incrociato tra le diverse periferiche. Si tratta di una soluzione pensata per i tornei e che ovviamente non viene forzata in automatico quando l'utente è nella solitudine del suo salotto/cameretta connettendosi a una sessione multigiocatore.

Rimanendo nell'ambito della validità tecnica dello strumento, il verdetto è però chiaro: siamo di fronte a una periferica molto potente che grazie alla raffinatezza delle soluzioni software implementate ha il pregio di aprire infinite possibilità di compatibilità ai possessori delle maggiori console sul mercato. Il fatto che i produttori stiano continuando a supportarlo con nuovi firmware, plug-in e abbiano dato una vita a una community in continua espansione, non pone alcun dubbio sulla sua longevità.

Il prezzo da pagare è un apprendistato affrontabile solo da parte di un pubblico smaliziato dotato di PC, e disposto a una preparazione del sistema a volte non indifferente aggiungendo qualche cavo extra sulla scrivania. Gli utenti più intraprendenti verranno premiati dalla possibilità di superare le limitazioni imposte dall'hardware e dai giochi stessi risparmiando sull'acquisto di nuove periferiche. I 59 euro a cui il CronusMax è proposto al pubblico sono un prezzo più che ragionevole per arrivare una libertà nell'utilizzo dei sistemi di controllo che ridefinisce il concetto di crossplatform come mai era accaduto prima.

9 /10

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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