Chroma Squad, tutti uniti fanno Megazord - recensione

Il simulatore di Power Ranger che vi mostra quanto sia pericolosa (ed eccitante) la vita degli attori di Super Sentai.

Di superiori che calpestano potenzialità ed entusiasmo dei propri sottoposti ne è pieno il mondo. Quando la megalomania combacia con una gestione del potere tirannica, collaborare per un fine comune diventa pressoché impossibile. E quando il proprio turno di lavoro si tramuta in una tortura a cui sadicamente immolarsi per buona parte della settimana, tanto vale licenziarsi e tentare la fortuna altrove.

Cinque stuntman, talentuosi protagonisti di una serie tv appartenente al genere Super Sentai, facilmente riconoscibile dalla presenza di eroi mascherati spesso robo-muniti e cattivoni avvolti in stravaganti costumi in gomma piuma, decidono di rescindere il contratto con il proprio network dopo l'ennesima sfuriata del dispotico Dr. Mi Ha, un intransigente regista che, per troppe stagioni, ha diretto i propri attori con superbia e pugno di ferro.

Quale miglior strategia, per restare nel giro e sfruttare l'esperienza acquisita, che mettersi in proprio, dando vita a un nuovo e sfavillante show? Un gigantesco magazzino abbandonato, preso in prestito da uno zio dei ragazzi, funge da set improvvisato; armi giocattolo e maschere fatte in casa sono un buon equipaggiamento per supereroi in erba; qualche battuta ad effetto e un piano malefico da sventare costituiscono un'ossatura sufficientemente abbozzata per la sceneggiatura delle puntate di prova: il resto si vedrà strada facendo. La Chroma Squad nasce così: forzatamente indie, vista la mancanza di fondi da cui attingere, potenzialmente virale come solo uno show (e un videogioco) che si ispira dichiaratamente ai Power Rangers può essere.

Chroma_Squad_1
Il comparto grafico rispetta i canoni cromatici e stilistici dell'era 16-bit, esattamente come la strepitosa e magnifica soundtrack acquistabile separatamente su Steam.

Behold Studios, giovane team brasiliano, con le ovvie distanze sembra aver tradotto in pixel la propria epopea. Senza publisher né padroni, ricchi di talento e voglia di darsi da fare, si sono affidati a Kickstarter, al circuito indipendente, per sovvenzionare il loro sogno nel cassetto: creare un simulatore a tutto tondo di telefilm a base di arti marziali e giganteschi mech da combattimento.

Avviato lo story mode, per prima cosa dovrete preoccuparvi di dare un volto e un nome agli attori che si caleranno nella parte dei guerrieri mascherati in difesa dell'umanità, scegliendoli tra una lunga serie di candidati papabili. Il look non è il solo aspetto da tenere in considerazione, visto che ognuno di essi gode di specifici bonus e malus che andranno considerati in relazione alla classe di appartenenza: il Leader è generalmente il più forte di tutti, l'Assault si distingue per la potenza dei suoi attacchi fisici, lo Scout gode di una mobilità superiore, il Techie se la cava meglio con pistole e spade, l'Assist può guarire i membri il gruppo.

Già in questa fase il citazionismo e l'autoreferenzialità sono evidentissimi: tra gli aspiranti membri del team figurano Evan Tyson, pugile con la passione per la recitazione, Alert Johansen, modella che non disdegna qualche scazzottata di fronte all'obiettivo, e Dude Lee, vestito di una riconoscibilissima tutina monocroma. Sono solo i primi rimandi di una lunghissima serie: nel corso delle puntate i richiami a film e altri videogiochi si moltiplicano esponenzialmente, strappando più di un sorriso all'utente smaliziato che saprà riconoscerli.

Chroma_Squad_2
Nelle battaglie tra 'robottoni', l'impostazione da strategico viene largamente abbandonata in favore di uno scontro 1 VS 1, sempre a turni, in cui ad ogni mossa è assegnata una percentuale di andare a segno.

Compiuto il primo passo verso la fama, vi ritroverete a dover gestire più di un singolo aspetto della produzione: dall'oggettistica, ai costumi, passando per la campagna marketing e l'effettiva messa in scena. Occupandovi di tutte queste responsabilità, esplorerete entrambe le anime di Chroma Squad, ossia quella strategica e quella gestionale.

La prima si palesa durante la registrazione delle singole puntate. Introdotte da brevi e divertenti cutscene, che hanno il compito di fare luce sulle (fragilissime) premesse narrative che giustificano l'intervento degli eroi, si concentrano sulla lotta del team contro un numero variabile di minions, sino all'immancabile battaglia con il boss di fine livello. Contando su una pratica visuale isometrica, che svela lo scenario diviso nelle classiche caselle, per avere la meglio sugli avversari non conterete solo sugli attacchi basilari a distanza ravvicinata.

Attivata la consueta trasformazione dei personaggi, strategia utile anche per recuperare i punti vita persi nelle fasi iniziali dell'avvisaglia, godrete di diverse tecniche speciali con cui potrete ribaltare la schiacciante inferiorità numerica. Alcune sono vincolate al rudimentale skill tree che, stagione televisiva dopo stagione metterà a disposizione nuovi bonus attivi e passivi. Altre sono indissolubilmente legate all'arma equipaggiata che può essere acquistata nel negozio di competenza o costruita su misura, tra una puntata e l'altra, utilizzando i materiali reperiti sconfiggendo gli avversari.

Chroma_Squad_3
Ogni livello mette a disposizione missioni secondarie che, se completate, valgono audience, e quindi denaro, in più.

Infine, non mancano mosse che coinvolgono due o più supereroi contemporaneamente. Attivando lo specifico comando potrete contare su doppi, tripli, quadrupli attacchi, sino alla devastante Finishing Move, con tanto di stacchetto in pieno stile Power Rangers.

Padroneggiare ogni singola tecnica, conoscerne il raggio d'azione, i tempi di cooldown e come possono concatenarsi con quelle degli alleati è la chiave del successo, ma non aspettatevi uno strategico a turni estremamente complesso o raffinato. Nonostante l'uso intensivo del cervello e la ferrea pianificazione delle proprie mosse restino prerequisiti inalienabili, Chroma Squad sceglie volutamente di proporsi come un'esperienza lievemente più leggera e accondiscendente del solito.

Il level design, tanto per cominciare, è poco ricercato, per non dire banale. Gli item con cui equipaggiare i supereroi non sono moltissimi. Le tipologie di avversari con cui vi scontrerete sono poche e solo raramente la loro disposizione nello scenario influenzerà, se non superficialmente, l'approccio alla partita e le strategie che solitamente utilizzerete per avere la meglio.

Eppure, ciak dopo ciak, si resta comunque incollati allo schermo: vuoi perché l'assurda trama propina siparietti comici davvero divertenti con una certa regolarità, vuoi perché le fasi gestionali veicolano un palpabile senso di progressione che vi stimolerà a potenziare di continuo il vostro manipolo di eroi. Quando non sarete in giro per la città a girare le scene potrete accedere a un pratico menù che vi permetterà di organizzare ogni aspetto della produzione.

Oltre a reperire nuovo equipaggiamento, come capi di vestiario e pezzi per il gigantesco robot che controllerete in alcune fasi specifiche dell'avventura (tutti ovviamente con il loro carico di statistiche), potrete anche dedicarvi al potenziamento degli strumenti utilizzati dai cameraman, addetti alle luci e così via.

Riprese migliori fanno presa su un audience più ampio e a questo compito tornerà utile persino ingaggiare una compagnia specializzata in marketing: una buona fan base non è solo necessaria per garantirsi un nuovo contratto con l'emittente televisiva, ma anche per guadagnare soldi da investire in nuovi materiali. Puntate coinvolgenti, vittorie schiaccianti, telespettatori e fondi sono insomma tutti legati a doppio filo, dando vita una sovrastruttura ludica estremamente appassionante e assuefacente.

Mentre i titoli di coda dell'ultima stagione di Chroma Squad riempiono lo schermo, non si può fare a meno di pensare di aver appena assistito a una delle migliori serie tv sin dai tempi di Lost. Vuoi perché è facile giocare con la propria infanzia, tirando in ballo tizi in maschera che scimmiottano i Power Rangers, vuoi perché i ragazzi di Behold Studios sono davvero riusciti a creare uno strategico, se non eccessivamente profondo, sicuramente divertente ed esaltante. Consigliatissimo sia agli amanti del genere, che ai neofiti semplicemente incuriositi da questo atipico simulatore di Super Sentai.

8 /10

Leggi la nostra guida al punteggio

Vai ai commenti (4)

Riguardo l'autore

Lorenzo Fazio

Lorenzo Fazio

Redattore

Lorenzo Fazio non ha mai smesso di giocare sin dai tempi del Master System. Ha così cercato di unire l’utile al dilettevole, inventandosi giornalista videoludico. Qualcuno ci è cascato: scrive per importanti testate del settore da quasi una decina di anni.

Contenuti correlati o recenti

Into the Pit recensione - Un roguelite ispirato e graficamente unico

Un indie di fascino e carattere in arrivo sul Game Pass.

The Caligula Effect 2 recensione - Niente è come sembra

Una serie che ha ancora tanto da dimostrare, purtroppo…

Pathfinder: Wrath of the Righteous - recensione

Un'avventura cappa e spada che aspettavamo da tempo!

Diablo II Resurrected - recensione

Le fiamme di Diablo incendiano una nuova generazione.

Astria Ascending - recensione

La seconda vita di un JRPG dimenticato.

Articoli correlati...

Dragon Age 4 uscirà solo su PC, PS5 e Xbox Series X/S. Niente cross-gen per l'RPG di BioWare

Dragon Age 4 su PS5 e Xbox Series X/S, nessuna versione PS4 e Xbox One.

Diablo II Resurrected - recensione

Le fiamme di Diablo incendiano una nuova generazione.

Articolo | Perché Skyrim ha avuto tanto successo?

Storia di un videogioco immortale lanciato 15 volte su 10 sistemi diversi.

'The Elder Scrolls VI sarà un'esclusiva Xbox, niente PS5'

Jeff Grubb è sicuro che The Elder Scrolls VI approderà solo su Xbox (e PC).

Commenti (4)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!

Nascondi i commenti coi punteggi più bassi
Ordine
Visualizza