Mushroom 11 - recensione

Le ottime idee necessitano anche di un'ottima implementazione…

Il genere dei puzzle è particolare. I suoi semi risiedono un po' in tutti gli altri generi (in particolare il dover risolvere una situazione di gioco più o meno intricata) e questo ne fa una sorta di radice universale per tutte le altre categorie.

Pensateci. Quale gioco NON vi chiede di risolvere un problema con risorse limitate e un obiettivo predefinito? Quasi tutti. Ciò però non vuol dire che il genere sia ovunque, solo che giocare un puzzle game ci porta a contatto con il cuore di un problema molto interessante: cos'è un gioco? E cosa ne fa un'esperienza divertente?

Lasciamo la risposta a questa domanda per la fine della recensione e iniziamo a dire cos'è Mushroom 11! Risposta breve: un puzzle game nel quale si risolvono enigmi predefiniti utilizzando una dinamica nuova, appositamente realizzata, che dovrebbe mimare quella di un organismo simil-fungo le cui cellule ricrescono una volta eliminate.

Risposta comprensibile: il giocatore ha una sola azione disponibile, eliminare parte dell'organismo che poi ricrescerà in modo diverso a seconda della situazione in cui si trova. Pensate a un grumo informe su un piano; cancellate la sua estremità a destra e questa ricrescerà a sinistra, facendolo in continuazione il grumo procederà verso sinistra. Se il funzionamento è ancora oscuro, vi consiglio la visione del trailer che dovreste trovare qui intorno.

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Sì, avete capito bene: il grumo verde deve oltrepassare la lava e finire nel canale sotto… consiglio di assicurare mouse e tastiera al tavolo prima d'iniziare a giocare!

Dove sta la parte interessante di Mushroom 11? Nel suo motore fisico che è (quasi) sempre coerente con le sue premesse e simula bene anche gli effetti di peso, di caduta dall'alto e di riempimento di vasi comunicanti. Il giocatore si trova così a prevedere costantemente come si comporterà il grumo di fronte alla configurazione di terreno successiva; se la sua interpretazione è corretta dovrà anche metterla in pratica con un misto di precisione e azione tempista. Questo perché Mushroom 11 non è soltanto un puzzle concettuale ma anche una prova di destrezza, visto che molti enigmi prevedono anche che la metamorfosi del grumo si compia a una certa velocità.

Il procedere dei livelli è quello classico, con una curva di difficoltà crescente e una progressiva presentazione di nuove dinamiche. Oltre al mero superamento dell'ostacolo del momento, c'è anche la possibilità di ottimizzare la propria prestazione catturando oggetti quali uccelletti, pianticelle e funghi posizionati, ovviamente, in punti sempre più difficilmente accessibili.

A livello di valori di produzione Mushroom 11 gode di un'estetica molto evocativa e stimolante anche se forse un po' troppo focalizzata sul tema unico del post-apocalittico (che a volte può anche tendere al deprimente). La musica va nella stessa direzione ma è anche ottimamente realizzata e originale. Il gioco è in generale visivamente molto accattivante senza però farsi prendere la mano cadendo nel potenziale errore di distrarre il giocatore dalle dinamiche di gioco (che necessitano, decisamente, di tutta l'attenzione possibile).

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Quando il piano avrà successo vi sentirete delle divinità assolute!

E qui arriviamo alla parte più interessante della recensione e a trattare un paio di punti a cui abbiamo accennato in apertura. La domanda a cui ovviamente dobbiamo rispondere, come sempre, è: Mushroom 11 è un buon videogioco? La risposta è un salomonico "si e no", perché se si tratta indubbiamente di un'idea originale, ben concepita e ben realizzata, non sono sicuro che l'esperienza sia anche massimamente divertente come ci si aspetterebbe.

Le dinamiche di un puzzle game devono infatti essere CHIARE e CERTE, per far sì che il giocatore sperimenti e abbia dei risultati SICURI su cui costruire la propria ipotesi di soluzione degli enigmi. Qui sta uno dei concetti fondamentali di game design che fanno da spartiacque tra un buono gioco e uno che prova ad esserlo. Mushroom 11 in questo campo è sempre incerto perché troppe volte si comporta in maniera imprevedibile e il giocatore rimane in dubbio su quale sia in effetti la soluzione corretta, perché non è chiaro al giocatore come si comporterà il grumo dato un certo input.

Cosa comporta questo problema? Tentativi infiniti ma, siccome la sperimentazione non dà risultati prevedibili, si crea frustrazione e potenzialmente, a lungo andare, 'rage quit'. Il team di sviluppo sembra aver avvertito questo problema e, infatti, a volte, abbiamo riscontrato dei comportamenti del grumo sorprendentemente "benevoli" nei nostri confronti.

Sarà stata solo fortuna? Avremo imbroccato a caso la dinamica corretta? Sono più pronto a credere che ci sia un meccanismo di "aiuto" sapientemente nascosto per dare un piccolo aiuto al giocatore in caso di problemi reiterati. Questa soluzione è una "non soluzione" perché inserisce un artificio e toglie dalle mani del giocatore parte del suo potere sul mondo di Mushroom 11. Diverso sarebbe stato dare un potere nuovo, magari utilizzabile solo in una certa quantità; in questo modo si sarebbe risolto il problema mettendo potere e scelta direttamente in mano al giocatore.

L'esperienza di Mushroom 11 è quindi divertente e interessante a patto però di sapere che esiste questa incertezza che può trascinarvi in un vortice di iracondia tale da mettere a rischio le vostre periferiche (lancio di oggetti contro muri e/o fuori da finestre). Se però siete appassionati sfegatati di puzzle game, questo scotto può essere un prezzo ampiamente compensato dall'interessantissima novità che alla fine è Mushroom 11.

7 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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