Project X Zone 2 - recensione

I Mercenari diventano un videogioco.

Avete presente il concept de I Mercenari? In poche parole si tratta di trovare una scusa più o meno plausibile per unire le più grandi star dei film action di tutti i tempi in un'unica pellicola fatta di esplosioni, frasi supermacho e combattimenti estremi. Il risultato è un prodotto forse incapace di vincere un Leone d'Oro, ma in grado di esaltare e divertire le legioni di fan che dagli anni '80 aspettavano un film di questo tipo.

Potremmo dire che da un certo punto di vista I Mercenari e Project X Zone 2 hanno molto in comune. Per chi non lo sapesse, infatti, questa nuova serie di Bandai Namco unisce in un unico videogioco decine tra gli eroi più famosi dell'industria giapponese. Non stiamo parlando solo di personaggi presi in prestito da Tekken, Tales of o God Eater, tutti nomi appartenenti a Bandai Namco, ma anche di quelli provenienti da Yakuza, Resident Evil, Street Fighter e Shenmue, tanto per citare alcuni dei nomi più celebri coinvolti.

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Il numero di personaggi coinvolti è davvero altissimo! Sicuramente troverete lì in mezzo dei giochi che avete amato alla follia.

In questo secondo capitolo, inoltre, anche Nintendo si unisce al trio delle meraviglie formato da SEGA/Capcom/Bandai Namco, prestando Chrom e Lucina di Fire Emblem: Awakening e Fiora di Xenoblade Chronicles.

Unire così tanti personaggi e così tanti universi tra di loro non era semplice e a ben guardare Monolith non è riuscita pienamente nell'impresa di creare un intreccio che fosse sufficientemente chiaro e interessante per tutti. La storia parla del tentativo da parte della Shinra, un'agenzia internazionale specializzata nel trattare minacce paranormali, di scoprire cosa si celi dietro a delle misteriose e gigantesche catene d'oro che sono spuntate fuori dal terreno in alcuni quartieri di Tokyo.

Presto si scoprirà che dietro a queste catene si celano i piani di M. Bison, di Pyron e di tanti altri cattivi che abbiamo già affrontato e sconfitto decine di volte, ma che si alterneranno sullo schermo in cerca di una seconda chance. Ma come dicevamo all'inizio, questo è solo un pretesto per mettere assieme una marea di personaggi più o meno noti, e dar loro un pretesto per collaborare e dar vita a questo enorme mashup.

La cosa più difficoltosa è il riuscire a tenere a mente tutti i collegamenti e tutti i volti, dato che in poche ore si riverseranno su schermo decine di logorroici personaggi, ognuno con delle motivazioni personali che lo spingeranno ad intraprendere l'avventura. A complicare il tutto c'è anche il fatto che nelle prime ore il gruppo si muoverà frammentato su più piani temporali differenti, rendendo un po' caotici i primi istanti di gioco.

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Il sistema di combattimento è basato sulla vostra capacità di creare la combo più lunga e potente.

I fan faranno meno fatica ad entusiasmarsi, dato che capiranno i tanti riferimenti celati in ogni dialogo, ma è davvero difficile conoscere il background di tutto il cast e quindi comprendere ogni sfumatura dell'intreccio. Per fortuna c'è una comoda enciclopedia nel gioco che vi consentirà di scoprire tutti i protagonisti che non conoscete.

Passando ad analizzare il gameplay possiamo notare come Monolith abbia lavorato per migliorare il sistema già visto in azione in Project X Zone, aumentando le possibilità di personalizzazione, oltre che rendendo più chiare le fasi del combattimento.

Per chi non lo sapesse potremmo catalogare Project X Zone come uno strategico a turni con un'infarinatura da gioco di ruolo, alla XCOM o alla Fire Emblem tanto per fare due esempi, che in fase di combattimento si trasforma in una sorta di picchiaduro bidimensionale nel quale saremo chiamati a decidere col giusto tempismo quali mosse eseguire.

In Project X Zone 2 i turni saranno gestiti in maniera più chiara: ci sarà una fase d'attacco nella quale potrete muovere le vostre unità, aprire casse e ovviamente attaccare i nemici, e una difensiva nella quale dovrete decidere come rispondere ai colpi avversari. Potrete non fare nulla subendo il 100% dei danni, difendervi, diminuendo le ferite subite, annullando l'attacco avversario o contrattaccando. Ognuna di queste scelte consuma dei punti azione in comune con le mosse d'attacco, così che dovrete essere bravi a bilanciare le due fasi per giungere velocemente al termine dello scontro.

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I personaggi di supporto possono anche non essere dei combattenti in senso stretto. Anche se 'Obiezione' ha messo al tappeto più di un avvocato avversario.

Durante le fasi d'attacco dovrete innanzitutto tenere conto della vostra posizione sul campo di battaglia. Colpire un nemico alle spalle o di lato causerà più danni, ma questo vale anche al contrario, quindi dovrete sempre muovere in maniera oculata i vari protagonisti.

Ogni unità sarà formata da due personaggi fissi (Dante e Vergil, Kazuma e Goro, tanto per fare due esempi) ai quali può essere aggiunto un terzo di supporto che potrà essere richiamato durante lo scontro per infliggere danni aggiuntivi chiamati X.

Il combattimento è basato sul tempismo, dato che avrete tre mosse per cercare di massimizzare i danni inflitti. Il metodo di base è quello di concatenare gli attacchi di primari in modo da avere una combo che sia il più lunga possibile. Con il giusto tempismo e rispettando determinate condizioni potrete aggiungere l'attacco dell'unità di supporto, una finisher e un ulteriore attacco da parte di un'unità limitrofa, nel caso in cui abbiate iniziato un combattimento affiancati a degli alleati.

A ciò si aggiunge la possibilità di cancellare un'azione nel mezzo del suo svolgimento, così da poter prolungare la combo iniziandone un'altra al suo posto. Questo è un sistema solo all'apparenza complesso, che dopo un po' di pratica comincerà a regalarvi soddisfazioni. Il vero problema è che il tutorial col quale vengono introdotte tutte queste novità è piuttosto confusionario, ma dopo aver consultato la solita enciclopedia capirete che in realtà è un sistema piuttosto semplice, intuitivo e spettacolare.

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In questo secondo capitolo fanno la loro comparsa anche alcuni personaggi Nintendo.

Finita la battaglia guadagnerete dei punti esperienza grazie ai quali salire di livello e dunque sbloccare nuove mosse, dei punti abilità con i quali potenziare i vostri colpi e dei soldi da spendere per acquistare nuovi oggetti, o pezzi di equipaggiamento, così da diventare sempre più forti.

L'impianto strategico è piuttosto semplificato ma come dicevamo Project X Zone 2 cerca semplicemente di rendere il più divertente e spettacolare possibile questa reunion tra celebri personaggi, non vuole mettere alla prova il vostro pedegree da generali.

In questo ci riesce molto bene, grazie ad un comparto tecnico decisamente riuscito, in grado di cogliere le peculiarità di ogni personaggio. Kazuma Kiryu, per esempio, termina il suo attacco speciale col calcione con il quale viene immortalato sulle copertine di Yakuza, Jin e Kazuia si combattono con in mezzo il povero malcapitato che si prende le botte da entrambi i personaggi, e così via.

Peccato per la replica non proprio perfetta di alcuni personaggi SEGA (Kazuma e Ryo Hazuki sono un po' bruttini). Sono però gli unici, dato per il resto il gioco è perfetto, grazie anche ad un buon doppiaggio in giapponese e a degli ottimi sottotitoli in italiano.

Gli amanti di tutte le serie rappresentate o di quella capacità tutta nipponica di fare giochi divertenti, leggeri e un po' ingenui, troveranno in Project X Zone 2 diverse ore di piacevole intrattenimento grazie ad una serie di personaggi memorabili, tanta azione e spettacolarità. Esattamente quello che si cerca al cinema in un film con Stallone, Schwarzy e Statham.

8 /10

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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